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Paolo Canè: “Lasciate in pace Sinner, è un campione. Se la può giocare anche con Djokovic”

Paolo Canè, 58 anni

 
L’ex n.1 del tennis italiano sull’eventuale semifinale tra il serbo e l’azzurro a Wimbledon: “Jannik può dargli fastidio con la risposta. Riceve troppe critiche da chi lo voleva già vincitore di uno Slam”
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Paolo Canè, tennista n. 1 in Italia per 191 settimane, cosa pensa di questa potenziale semifinale di Wimbledon tra Sinner e Djokovic?

“Penso che Sinner deve stare molto attento nei quarti a Safiullin. Mai avrei immaginato la sua vittoria su Shapovalov: è in grande forma, anche se è n. 92 al mondo. Ma prima o poi uno nei primi cento Sinner lo doveva incontrare a Wimbledon…”.

Sì, il tabellone gli è stato amico.

“E ora ce n’è per tutti. Nella seconda settimana di uno Slam chi sta meglio vince. Non conta la classifica. Tranne che per Djokovic, un caso a parte, un giocatore di un’altra categoria”.

Come testa?

“Come tutto. E quest’anno vuole prendersi il Grande Slam. Gioca solo per quello, gli altri tornei li usa come preparazione: non si spreme per i Masters 1000, ne ha già vinti tanti”.

Paolo Canè, tennista n. 1 in Italia per 191 settimane, cosa pensa di questa potenziale semifinale di Wimbledon tra Sinner e Djokovic?

“Penso che Sinner deve stare molto attento nei quarti a Safiullin. Mai avrei immaginato la sua vittoria su Shapovalov: è in grande forma, anche se è n. 92 al mondo. Ma prima o poi uno nei primi cento Sinner lo doveva incontrare a Wimbledon…”.

Sì, il tabellone gli è stato amico.

“E ora ce n’è per tutti. Nella seconda settimana di uno Slam chi sta meglio vince. Non conta la classifica. Tranne che per Djokovic, un caso a parte, un giocatore di un’altra categoria”.

Come testa?

“Come tutto. E quest’anno vuole prendersi il Grande Slam. Gioca solo per quello, gli altri tornei li usa come preparazione: non si spreme per i Masters 1000, ne ha già vinti tanti”.

Secondo l’occhio esperto del commentatore televisivo, quanto è difficile giocare contro Djokovic, che nei quarti affronterà Rublev?

“Ti trita. Ti prende per mano, ti porta al luna park ma poi sulla ruota panoramica ci va quasi sempre lui”.

E Sinner allora quali armi ha?

“La risposta, fondamentale sull’erba. E poi deve trovare una buona giornata al servizio, che gli tolga tanti mal di testa. Se la può giocare: l’anno scorso a Wimbledon contro Djokovic era avanti due set a zero”.

Quanto è forte Sinner?

“È un campione. In Italia gli rompiamo le scatole partendo da un ragionamento sbagliato: nel 2021 era già nella top ten mondiale, nel 2023 dovrebbe essere nei primi 5 e aver già vinto uno Slam. Ma il tennis non funziona così. È giovane, ha dritto e rovescio che spaccano. Sì, gli hanno un po’ preso le misure e lui ogni tanto si infortuna. Normale: il suo tennis è rapido, con tanti strappi, col motore al massimo, può succedere. Diamogli tempo: il tempo è dalla sua parte”.

Ed è anche dalla parte del tennis italiano?

“Sicuro. Abbiamo i campioni in casa e li critichiamo quando perdono. Teniamoci buoni i Sinner, i Berrettini, i Musetti, i Sonego: per i prossimi dieci anni ci daranno grandi soddisfazioni e saranno punti di riferimento per le ragazze e i ragazzi a cui insegno a giocare a tennis”.

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