Paolo Canè: “Lasciate in pace Sinner, è un campione. Se la può giocare anche con Djokovic”
di Giuseppe Antonio PerrelliPaolo Canè, 58 anni
Paolo Canè, tennista n. 1 in Italia per 191 settimane, cosa pensa di questa potenziale semifinale di Wimbledon tra Sinner e Djokovic?
“Penso che Sinner deve stare molto attento nei quarti a Safiullin. Mai avrei immaginato la sua vittoria su Shapovalov: è in grande forma, anche se è n. 92 al mondo. Ma prima o poi uno nei primi cento Sinner lo doveva incontrare a Wimbledon…”.
Sì, il tabellone gli è stato amico.
“E ora ce n’è per tutti. Nella seconda settimana di uno Slam chi sta meglio vince. Non conta la classifica. Tranne che per Djokovic, un caso a parte, un giocatore di un’altra categoria”.
Come testa?
“Come tutto. E quest’anno vuole prendersi il Grande Slam. Gioca solo per quello, gli altri tornei li usa come preparazione: non si spreme per i Masters 1000, ne ha già vinti tanti”.
Paolo Canè, tennista n. 1 in Italia per 191 settimane, cosa pensa di questa potenziale semifinale di Wimbledon tra Sinner e Djokovic?
“Penso che Sinner deve stare molto attento nei quarti a Safiullin. Mai avrei immaginato la sua vittoria su Shapovalov: è in grande forma, anche se è n. 92 al mondo. Ma prima o poi uno nei primi cento Sinner lo doveva incontrare a Wimbledon…”.
Sì, il tabellone gli è stato amico.
“E ora ce n’è per tutti. Nella seconda settimana di uno Slam chi sta meglio vince. Non conta la classifica. Tranne che per Djokovic, un caso a parte, un giocatore di un’altra categoria”.
Come testa?
“Come tutto. E quest’anno vuole prendersi il Grande Slam. Gioca solo per quello, gli altri tornei li usa come preparazione: non si spreme per i Masters 1000, ne ha già vinti tanti”.
Secondo l’occhio esperto del commentatore televisivo, quanto è difficile giocare contro Djokovic, che nei quarti affronterà Rublev?
“Ti trita. Ti prende per mano, ti porta al luna park ma poi sulla ruota panoramica ci va quasi sempre lui”.
E Sinner allora quali armi ha?
“La risposta, fondamentale sull’erba. E poi deve trovare una buona giornata al servizio, che gli tolga tanti mal di testa. Se la può giocare: l’anno scorso a Wimbledon contro Djokovic era avanti due set a zero”.
Quanto è forte Sinner?
“È un campione. In Italia gli rompiamo le scatole partendo da un ragionamento sbagliato: nel 2021 era già nella top ten mondiale, nel 2023 dovrebbe essere nei primi 5 e aver già vinto uno Slam. Ma il tennis non funziona così. È giovane, ha dritto e rovescio che spaccano. Sì, gli hanno un po’ preso le misure e lui ogni tanto si infortuna. Normale: il suo tennis è rapido, con tanti strappi, col motore al massimo, può succedere. Diamogli tempo: il tempo è dalla sua parte”.
Ed è anche dalla parte del tennis italiano?
“Sicuro. Abbiamo i campioni in casa e li critichiamo quando perdono. Teniamoci buoni i Sinner, i Berrettini, i Musetti, i Sonego: per i prossimi dieci anni ci daranno grandi soddisfazioni e saranno punti di riferimento per le ragazze e i ragazzi a cui insegno a giocare a tennis”.