ROMA - Non è una novità che Trento partecipi alla finale di Supercoppa (da quest'anno rinnovata e allargata a quattro squadre), si tratta della sesta nelle ultime sette edizioni, e non è una novità che l'allenatore Angelo Lorenzetti sia in panchina durante la manifestazione, anzi per la precisione è il detentore del trofeo vinto con Modena. Ma la novità di questa edizione è che "l'avversario per eccellenza" sia seduto sulla panchina della squadra trentina. E guarda caso la dura legge dello sport alla prima uscita stagionale propone al PalaPanini Modena-Trento (sabato ore 16), giusto per misurare il termometro della situazione. Infatti la rinnovata formula della Supercoppa, aperta a quattro club (quelli impegnati nelle competizioni europee), offre due semifinali. L'altra mette di fronte, sempre sabato ma alle 18.30, Lube Civitanova-Perugia. All'allenatore più vincente delle ultime due stagioni, che ha riaperto la bacheca dei trofei di Modena, piacciono i cambiamenti e le sfide.
Lorenzetti, diceva che sarebbe stato un anno sabbatico. E invece...
"E' vero, alla conclusione della scorsa stagione sembrava non ci fosse spazio sulle panchine della SuperLega. La situazione era abbastanza consolidata. Invece eccomi qui a Trento. Si è creata una buona opportunità ed ho risposto alla chiamata della società. E cosi è partita una nuova avventura".
Come è stato accolto "l'avversario di mille battaglie sportive"?
"Molto bene. In città mi seguono con grande attenzione e sono davvero cordiali. E' chiaro che poi sarà il campo a dare le risposte che aspettano i tifosi. La competizione è sempre tra squadre, meno tra singoli. Gli anni scorsi ero a Modena oggi sono alla guida di Trento: è nella natura dello sport".
Chissà come l'hanno presa dall'altra parte.
"Non lo so. Non ci ho fatto caso. E' chiaro che qualcuno può avere storto il naso, ma si tratta di cose fisiologiche. La mia famiglia continua a vivere a Modena, tutto prosegue in modo normale".
Ironia della sorte la stagione inizia a Modena. Che accoglienza si aspetta?
"Giocheremo la Supercoppa, il primo trofeo dell'anno. Non lo so che cosa mi devo aspettare, sarò in campo ascolterò e metabolizzerò tutto. Ognuno reagirà secondo le proprie emozioni e sensazioni".
Adesso parliamo di Trento.
"La squadra ha mantenuto l'ossatura dell'anno scorso con un inserimento importante nel ruolo di opposto. In questo momento della preparazione stiamo lavorando per entrare in palla e prendere il ritmo gara. Sicuramente Trento è una squadra in crescita e soprattutto dai giovani mi aspetto che alla fine di ogni gara abbiano aggiunto un tassello nella loro crescita. Il gruppo ha delle grande potenzialità".
Dove può arrivare?
"Ai commentatori spetta il dovere di fare pronostici e stilare graduatorie. Io preferisco, prima di dire chi siamo e dove andiamo, calarmi nella realtà del campionato e di seguito vedere. Prima di mettermi dei vestiti addosso devo capire se sono della mia taglia oppure rischio di avere un vestito troppo grande oppure stretto. Meglio aspettare le gare di campionato e capire gli equilibri della stagione".
Però a leggere le formazioni si può dire qualcosa.
"La cosa che più si nota è il livello verso l'alto della SuperLega. Ogni anno questo torneo prende quota. Anche la stagione cha sta per iniziare non fa eccezione: in percentuale ci sono squadre notevolmente migliorate e più competitive. Davvero difficile dire come andrà a finire".
Piace la nuova formula della Supercoppa?
"E' una novità interessante. Bisognerà capire se è una formula definitiva oppure destinata ad altri cambiamenti. Sicuramente in futuro ci saranno degli accorgimenti, altrimenti diventerebbe un doppione della coppa Italia. Oppure in futuro cambierà proprio la coppa Italia. Insomma è una pallavolo in continua evoluzione".
Ai tanti impegni di Trento, si è aggiunto il Mondiale per club.
"E' una manifestazione prestigiosa alla quale la società ha subito aderito. Sono contento perché competizioni del genere sono utili dal punti di vista tecnico. Sono in programma almeno tre gare, ma spero di giocarne cinque e arrivare fino in fondo, contro squadre di ottimo livello e comunque da affrontare sempre con l'attenzione al massimo. Dal punto di vista della fatica cercheremo di organizzare al meglio il lungo viaggio e le fasi di recupero. Giocare un Mondiale per club è motivo di orgoglio".
Lorenzetti, diceva che sarebbe stato un anno sabbatico. E invece...
"E' vero, alla conclusione della scorsa stagione sembrava non ci fosse spazio sulle panchine della SuperLega. La situazione era abbastanza consolidata. Invece eccomi qui a Trento. Si è creata una buona opportunità ed ho risposto alla chiamata della società. E cosi è partita una nuova avventura".
Come è stato accolto "l'avversario di mille battaglie sportive"?
"Molto bene. In città mi seguono con grande attenzione e sono davvero cordiali. E' chiaro che poi sarà il campo a dare le risposte che aspettano i tifosi. La competizione è sempre tra squadre, meno tra singoli. Gli anni scorsi ero a Modena oggi sono alla guida di Trento: è nella natura dello sport".
Chissà come l'hanno presa dall'altra parte.
"Non lo so. Non ci ho fatto caso. E' chiaro che qualcuno può avere storto il naso, ma si tratta di cose fisiologiche. La mia famiglia continua a vivere a Modena, tutto prosegue in modo normale".
Ironia della sorte la stagione inizia a Modena. Che accoglienza si aspetta?
"Giocheremo la Supercoppa, il primo trofeo dell'anno. Non lo so che cosa mi devo aspettare, sarò in campo ascolterò e metabolizzerò tutto. Ognuno reagirà secondo le proprie emozioni e sensazioni".
Adesso parliamo di Trento.
"La squadra ha mantenuto l'ossatura dell'anno scorso con un inserimento importante nel ruolo di opposto. In questo momento della preparazione stiamo lavorando per entrare in palla e prendere il ritmo gara. Sicuramente Trento è una squadra in crescita e soprattutto dai giovani mi aspetto che alla fine di ogni gara abbiano aggiunto un tassello nella loro crescita. Il gruppo ha delle grande potenzialità".
Dove può arrivare?
"Ai commentatori spetta il dovere di fare pronostici e stilare graduatorie. Io preferisco, prima di dire chi siamo e dove andiamo, calarmi nella realtà del campionato e di seguito vedere. Prima di mettermi dei vestiti addosso devo capire se sono della mia taglia oppure rischio di avere un vestito troppo grande oppure stretto. Meglio aspettare le gare di campionato e capire gli equilibri della stagione".
Però a leggere le formazioni si può dire qualcosa.
"La cosa che più si nota è il livello verso l'alto della SuperLega. Ogni anno questo torneo prende quota. Anche la stagione cha sta per iniziare non fa eccezione: in percentuale ci sono squadre notevolmente migliorate e più competitive. Davvero difficile dire come andrà a finire".
Piace la nuova formula della Supercoppa?
"E' una novità interessante. Bisognerà capire se è una formula definitiva oppure destinata ad altri cambiamenti. Sicuramente in futuro ci saranno degli accorgimenti, altrimenti diventerebbe un doppione della coppa Italia. Oppure in futuro cambierà proprio la coppa Italia. Insomma è una pallavolo in continua evoluzione".
Ai tanti impegni di Trento, si è aggiunto il Mondiale per club.
"E' una manifestazione prestigiosa alla quale la società ha subito aderito. Sono contento perché competizioni del genere sono utili dal punti di vista tecnico. Sono in programma almeno tre gare, ma spero di giocarne cinque e arrivare fino in fondo, contro squadre di ottimo livello e comunque da affrontare sempre con l'attenzione al massimo. Dal punto di vista della fatica cercheremo di organizzare al meglio il lungo viaggio e le fasi di recupero. Giocare un Mondiale per club è motivo di orgoglio".