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Volley, finale scudetto; Lanza e la ricetta di Trento: ''Divertirsi per stupire ancora''

Martedì nelle Marche gara 1 contro la Lube, il capitano della squadra di Lorenzetti: ''La pressione è tutta loro, chi non ha nulla da perdere può stravolgere i pronostici"

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ROMA - Forse qualcuno pensava che per Trento sarebbe stata una stagione di transizione per far partire un nuovo progetto e, invece, si sbagliava. Il nuovo progetto targato Angelo Lorenzetti è partito, ma ha portato dritto alla finale scudetto del campionato di volley (insieme alla finale di coppa Italia e Cev cup, entrambe perse). Vedere sotto rete la Diatec Trentino all'ultimo atto di una stagione non è una novità (ottava volta in quindici partecipazioni), però questa volta non si presenta con i galloni da favorita e dovrà giocare l'eventuale bella in casa della Lube. E sì perché l'avversario è uno di quelli tosti, Civitanova ha vinto la coppa Italia, dominato la stagione regolare, arrivata in finale senza intoppi e con una semifinale di Champions league da giocare nel prossimo weekend al Palalottomatica di Roma. Insomma una serie scudetto che promette bene: prima contro seconda della classifica pronti a stuzzicarsi già in gara uno martedì alle 18 all'Eurosuole Forum nelle Marche.

Il confronto è già andato in scena nella finale 2012, a imporsi nel V-day del Forum di Assago (22 aprile 2012) furono i marchigiani. Intanto negli occhi dei giocatori della Diatec ancora il brillante successo ottenuto sabato scorso in gara cinque della semifinale contro Perugia, alla fine la formazione dolomitica è stata osannata a gran voce dai propri tifosi. Un successo costruito al PalaTrento, un fortino inviolato da aprile del 2016, e pilotato dal solito equipaggio che quando si sente a casa veste i panni dei supereroi. A cominciare dal capitano Lanza, trascinatore, ottimo riferimento per il gruppo e buon realizzatore.

Lanza, ancora la Lube.
"Siamo arrivati in finale con merito e ora vogliamo pensare solo a divertirci e far divertire i nostri tifosi. Sappiamo che il pronostico è tutto dalla loro parte e allora giochiamo spensierati, senza pressioni addosso e con tanta voglia di stupire ancora".
Questa volta non basta vincere solo in casa.
"Purtroppo no, sappiamo che se vogliamo arrivare in fondo è necessario fare risultato a Civitanova. Però non partiamo battuti, a volte chi non ha nulla da perdere può stravolgere i pronostici".
Le prestazioni al PalaTrento sono devastanti.
"C'è una magia particolare. Si crea una sorta di alchimia e la squadra reagisce in maniera positiva. Siamo abituati all'impianto di gioco, alle sue caratteristiche tecniche e soprattutto sentiamo la fiducia che c'è intorno al lavoro della squadra".
In gara quattro a Perugia una partita di sofferenza, poi la svolta in casa.
"Non sono d'accordo. Nella gara quattro persa in Umbria abbiamo fatto una buona partita. Quando siamo andati a leggere i dati tecnici, quelli che non vengono messi sotto gli occhi di tutti, ci siamo reso conti che abbiamo fatto tutto quello che ci eravamo prefissati alla vigilia. Attacco e cambio palla sono stati discreti. Una partita in cui non era tutto da dimenticare".
Invece con il Tours, in finale di Cev cup, da favoriti avete steccato.
"Ci è dispiaciuto molto. Anche in quella occasione a Trento i francesi non sono mai arrivati a venti nei parziali dei set. Poi nel ritorno è avvenuto il miracolo sportivo e ci hanno beffato. E visto che i miracoli sportivi si possono realizzare speriamo si realizzi proprio contro Civitanova".
In una serie presumibilmente lunga ha una ricetta per tenere a bada la Lube?
"Se penso un modo per battere Civitanova, onestamente non mi viene in mente. Forse ci può aiutare la nostra testa dura, a volte anche più dura della loro. A pensarci bene un'arma utile per Trento sarebbe quella di portarli allo sfinimento, allungare partite e serie. Intanto iniziamo a giocare, poi vedremo".
Trento ha uno Stokr in crescita.
"Ho rivisto lo stesso Jan che ci ha fatto vincere in passato. E' un giocatore rinato e recuperato che quando serve si prende grosse responsabilità. Le sue percentuali ci dicono che Stokr è stato e sarà un giocatore fondamentale nella corsa finale".
Anche se dall'altra parte c'è un certo Juantorena che a Trento conoscete bene.
"Osmany è Osmany, cosa vuole che le dica. Un giocatore straordinario. Ha giocato una grossa stagione e quando gira sono dolori per tutti. Ma questo lo sappiamo bene perché in Trentino ha vinto ogni tipo di trofeo. Pensiamo alla nostra parte della rete e vediamo come creare problemi alla Lube dalla prima partita, giusto per mettergli un po' di pressione addosso".
In avvio di stagione pochi scommettevano su Trento.
"Quando è iniziato il campionato noi eravamo tra le prime sei. Poi siamo entrati prepotentemente tra le prime quattro. Il merito è del lavoro e della crescita dell'intera squadra. In molti aspetti di gioco siamo migliorati e fatto passi da gigante. Mentre in altri possiamo fare ancora meglio".
Com'è il rapporto con coach Lorenzetti.
"Si è subito inserito nell'ambiente di Trento e ci ha fatto capire chiaramente che a lui piace il lavoro. E proprio perché siamo una squadra di lavoratori siamo entrati in sintonia. Personalmente ho ricevuto diversi consigli preziosi per la mia carriera e come squadra, se siamo qui a giocarci una finale scudetto, ha visto in noi tante qualità".
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