Volley, SuperLega: scudetto alla Lube, Trento ko in tre partite
di ROBERTO MARCELLETTI
La gioia della Lube
Quarto tricolore per i marchigiani, gara 3 finisce 3-1
4 minuti di lettura
CIVITANOVA - Festa doveva essere e festa è stata. La Lube Civitanova vince la SuperLega di volley 2016-2017 e mette in bacheca il quarto scudetto della sua storia. Dopo i tricolori del 2006, 2012 e 2014, i marchigiani battono in finale Trento e tornano a esultare. La serie si decide in tre gare, con un percorso netto per i neo campioni che chiudono il conto nell'ultimo match superando gli avversari 3-1 (28-26, 25-20, 18-25, 25-14). La Diatec rimane a bocca asciutta, ma nelle ultime due partite ha avuto il merito di aver giocato per lunghi tratti alla pari di Civitanova. Esclusa gara uno, dominata dai biancorossi, per il resto si è vista una finale emozionante con set lunghi però spesso finiti nel curriculum della squadra dominatrice della stagione. Infatti la Lube, che ha chiuso la stagione regolare al primo posto, vinto la coppa Italia e ceduto in semifinale della Champions league, trova il trofeo più voluto e cercato con grande determinazione.
Una squadra costruita bene con l'arrivo nel ruolo di opposto di Sokolov, reduce da un periodo in Turchia con tante difficoltà e infortuni, determinante nelle giocate offensive e a muro. Oltre a scommettere sul bulgaro, la Lube ha la tranquillità di aspettare pure il recupero da un lungo infortunio del palleggiatore americano Christenson e si affida nei momenti difficili alla grande stagione di Osmany Juantorena. L'italo-cubano ha proseguito ad lati livelli dopo la bella estate olimpica in azzurro e, conservati a casa i due scudetti con Trento, riapre la bacheca con un altro successo sulla costa adriatica. Eppoi la rinascita di Jiri Kovar (miglior giocatore della finale). A metà stagione è stata la carta che ha dato equilibrio al sestetto marchigiano fino a diventare inamovibile. E basti pensare che in panchina spesso sono rimasti schiacciatori del calibro di Cebulj e Kaliberda (entrambi in partenza con il primo verso Resovia, squadra polacca). La certezza Kovar (giocatore italiano) ha permesso all'allenatore di poter contare sul libero straniero Grebennikov (uno dei migliori al mondo) senza rinunciare a qualche schiacciatore per il numero di italiani da tenere in campo. Insomma a leggere i nomi, possiamo affermare, che ha vinto la rosa più completa e meglio strutturata, senza equivoci tattici. Sorride anche il capitano Stankovic alla Lube dal 2010, un'istituzione al centro della rete. A mettere insieme il gruppo l'uomo della rinascita azzurra: Gianlorenzo "Chicco" Blengini. Alle prime difficoltà non ha fatto drammi, anzi ha ricompattato l'ambiente e trovato le giuste soluzioni fino a trovare un sestetto che ha dato certezze e successi. Ora saluta tutti e si dedica solamente alla nazionale italiana.
All'Eurosuole Forum un finale di gara con i 4200 spettatori in piedi a osannare gli "eroi" e prepararsi ai giorni di festa che ne seguiranno. Per la cronaca nella decisiva gara dell'anno spiccano i 23 punti di Sokolov con quattro muri (uno dei migliori opposti in questo fondamentale) e un ace, la pantera cubana Juantorena capace di 20 punti, tre muri e due ace e Jiri Kovar ottimo in ogni settore con 15 punti, quattro muri e un ace. Proprio il muro, in gara tre quattordici block vincenti di squadra contro sei di Trento, è stato un punto di riferimento costante nella stagione biancorossa. E mentre il Blengini allenatore della Lube pensava a come limitare Lanza, forse il Blengini versione ct azzurro ha visto all'opera tra i dolomitici un Filippo Lanza straordinario: 20 punti, cinque ace (su sette della squadra) e un muro.
La partita a tratti è bella ed equilibrata. Parte meglio Trento che sfrutta soprattutto gli errori in battuta della squadra di casa. Le giocaste di Lanza e compagni consentono di mantenere un break di vantaggio. A metà del parziale la Lube sorpassa gli avversari per la prima volta grazie al servizio (che fino ad allora non decollava) e alla presenza costante di Jiri Kovar. Bene pure Sokolov che in fase offensiva viaggia a percentuali alte. Poi si gioca punto a punto e la Diatec ci riprova, però Civitanova, spinta dai tifosi, ritorna in parità. Il set è equilibrato Urnaut mantiene i gialloblù a galla. Inevitabile il finale punto a punto fino ai vantaggi. In questa fase di gioco si fa vedere pure Solé ma Trento spreca tre set ball. Allora la Lube (quattro muri e due ace) si rimbocca le maniche e con i soliti Sokolov e Kovar trova i punti per giocarsi qualche palla break. I padroni di casa passano in vantaggio con un errore di Urnaut: fallo di invasione toccando la rete. In avvio di secondo set si vede solo Juantorena, finora contenuto bene da muro e difesa trentina. La Lube comanda il gioco e accelera subito. Trento fatica ma ha il merito di essere sempre a un tiro dagli avversari. Tra belle giocate ed emozioni varie si arriva alla fase finale del set sempre con Civitanova che controlla la situazione. Nonostante la Diatec abbia giocato meglio in attacco, secondo i numeri: 69 per cento. Però lascia alla Lube la possibilità di contrattaccare con facilità. Poi la gara si accende con una forte contestazioni da parte di Trento, nella parte finale, su una palla uscita fuori, ma secondo i trentini toccata da Sokolov. Nervosismo, cartellino giallo per Lanza e la Lube scivola verso il due a zero culminato con un muro di Juantorena su Giannelli e un ace di Kovar.
Il terzo set finisce nel carniere di Trento. La squadra allenata da Angelo Lorenzetti cresce molto e serve meglio. Quando il gruppo ospite non ha nulla da perdere tira fuori le cosiddette "unghia". La Lube, invece, sembra infastidita dalla precisione degli avversari, commette troppi errori tra attacco e difesa e un calo di concentrazione evidenziato nel finale fa la differenza a favore della Diatec. Infatti nella fase conclusiva un turno al servizio di Antonov concede poco alla reazione della squadra guidata da Blengini: Trento cresce tanto e scompare Civitanova: gli ospiti accorciano le distanze. Il quarto set porta la firma di Civitanova che domina e mette la parola fine a una stagione straordinaria. La spinta arriva da Juantorena e dal pubblico che a gran voce chiama i propri protagonisti. Trento, che fino ad allora ci aveva provato, scompare dal campo e lascia spazio alla festa della Lube Civitanova.