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Conegliano, stagione perfetta: vince anche la Champions, quarto trofeo. Battuta al tie-break la Milano di Egonu

Kathryn Plummer (Conegliano) contro Paola Egonu (Milano) (foto Cev)
Kathryn Plummer (Conegliano) contro Paola Egonu (Milano) (foto Cev) 

Dopo il successo di Trento il trionfo italiano nel volley si completa con la Carraro Imoco che vince in Europa dopo Supercoppa, Coppa Italia e scudetto. Per Egonu 21 punti, Plummer decisiva nel quinto set

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È Conegliano a completare il trionfo italiano nelle Super Final di Champions League ad Antalya. Dopo il 3-0 senza storia di Trento ai campioni di Polonia dello Jastrzebski Wegiel, nel derby tutto italiano la Carraro Imoco ha battuto l’Allianz Vero Volley Milano 3-2 (25-14 23-25 25-19 19-25 15-9). In questa modo la squadra di Daniele Santarelli trova la tanto desiderata seconda Champions, e completa la stagione perfetta: dopo Supercoppa, Coppa Italia e scudetto, ecco il quarto trofeo come in campo maschile Perugia (che al posto della Champions ha vinto il Mondiale per club). Per l’Italia è la decima doppietta uomini-donne, una serie iniziata nel 1992 con le due Ravenna, e che si era verificata una sola volta negli ultimi 15 anni (Civitanova e Novara nel 2019).

Paola Egonu, 21 punti in 5 set, ha giocato tra alti e bassi la sua quinta finale di Champions League con quattro diverse squadre, un record, ma non è riuscita a sollevare la coppa come con Novara, Conegliano e l’anno scorso il Vakifbank. Conegliano invece è arrivata lucidissima al quinto set di una stagione in cui ha giocato 18 set in più di Milano, lottando per quattro partite durissime contro Scandicci: decisiva nel tie-break è stata l’americana Kathryn Plummer, 6 punti su 15 per lei. Anche se il premio di Mvp è andato all’attesissima Isabelle Haak (23 punti).

La cronaca

Nel primo set bastano 23 minuti a Conegliano per demolire un Vero Volley in cui Egonu (5 punti) sembra troppo sola. 7 punti per una Haak col 70 % in attacco, 4 punti per Plummer, e De Gennaro è al 50 % in ricezione. Il primo impatto è un 4-0 nato da un mani out e un muro di Plummer, più un un doppio errore di Orro: da quel momento è una corsa in discesa per Conegliano verso i 10 set ball, nonostante qualche scossa data da Egonu.

La prima volta che Milano va in vantaggio porta la firma proprio dell’opposto (muro del 3-2), è il segnale di un’inversione di rotta che diventa visibile quando un lunghissimo scambio si conclude a favore del Vero Volley (11-7 Egonu). Cresce in maniera esponenziale Orro, e ingranano due in ombra nel primo set: Rettke (muro del 13-9, slash del 16-9) e Malual (due ace per il 17-9) La Imoco non è squadra pronta ad arrendersi infatti risale a 21-17, l’ace di Lubian vale il 23-20, quando è il momento di chiudere per Milano si verifica un episodio sorprendente: sbaglia tre volte Egonu, che però mette a terra il punto decisivo quando il margine si era ridotto a +1.

Il terzo set ricorda molto il primo, ma stavolta il dominio di Conegliano si abbina anche a un calo evidente di Egonu (1 punto), richiamata anche in panchina per rifiatare. Tra le gialle di Santarelli spicca Fahr col 100 % in attacco e 5 punti, De Kruijf colpisce due volte a muro, e ovviamente Haak è quella con lo score più alto come già visto nelle finali scudetto con Scandicci. Cercano di opporsi Sylla e Cazaute, entrambe a 4 punti, la francese con un ace. Presto matura il 10-5, che scivola verso il 21-15 e il 25-19 che consegna il 2-1 a Conegliano.

Egonu ha ripreso forze nel quarto set, e lo indirizza in quella fase in cui si passa dal 14-12 al 16-13 con un suo pallonetto e una pipe. Ma il finale è a sorpresa. Per gli errori di Conegliano: Haak fuori (21-18), Plummer fuori (23-18), errore decisivo di Robinson Cook. Per i colpi decisivi di Milano con Malual al servizio: ace del 22-18, poi diagonale di Bajema che procura 6 set ball, l’anticamera del tie-break.

Nell’atto finale, tra Egonu e Haak, spunta una terza regina: Plummer. L’equilibro dura fino al 6 pari, e sono scambi lunghissimi, ma dopo una parallela di Robinson è la schiacciatrice americana a piegare due volte il muro segnando un 9-6 da cui Milano non si riprenderà più. Meriterebbe di mettere a terra il punto della coppa, gli riesce con quello dei 5 match point a disposizione, poi è un errore di Cazaute a chiudere la partita.

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