È Conegliano a completare il trionfo italiano nelle Super Final di Champions League ad Antalya. Dopo il 3-0 senza storia di Trento ai campioni di Polonia dello Jastrzebski Wegiel, nel derby tutto italiano la Carraro Imoco ha battuto l’Allianz Vero Volley Milano 3-2 (25-14 23-25 25-19 19-25 15-9). In questa modo la squadra di Daniele Santarelli trova la tanto desiderata seconda Champions, e completa la stagione perfetta: dopo Supercoppa, Coppa Italia e scudetto, ecco il quarto trofeo come in campo maschile Perugia (che al posto della Champions ha vinto il Mondiale per club). Per l’Italia è la decima doppietta uomini-donne, una serie iniziata nel 1992 con le due Ravenna, e che si era verificata una sola volta negli ultimi 15 anni (Civitanova e Novara nel 2019).
Paola Egonu, 21 punti in 5 set, ha giocato tra alti e bassi la sua quinta finale di Champions League con quattro diverse squadre, un record, ma non è riuscita a sollevare la coppa come con Novara, Conegliano e l’anno scorso il Vakifbank. Conegliano invece è arrivata lucidissima al quinto set di una stagione in cui ha giocato 18 set in più di Milano, lottando per quattro partite durissime contro Scandicci: decisiva nel tie-break è stata l’americana Kathryn Plummer, 6 punti su 15 per lei. Anche se il premio di Mvp è andato all’attesissima Isabelle Haak (23 punti).
La cronaca
Nel primo set bastano 23 minuti a Conegliano per demolire un Vero Volley in cui Egonu (5 punti) sembra troppo sola. 7 punti per una Haak col 70 % in attacco, 4 punti per Plummer, e De Gennaro è al 50 % in ricezione. Il primo impatto è un 4-0 nato da un mani out e un muro di Plummer, più un un doppio errore di Orro: da quel momento è una corsa in discesa per Conegliano verso i 10 set ball, nonostante qualche scossa data da Egonu.
La prima volta che Milano va in vantaggio porta la firma proprio dell’opposto (muro del 3-2), è il segnale di un’inversione di rotta che diventa visibile quando un lunghissimo scambio si conclude a favore del Vero Volley (11-7 Egonu). Cresce in maniera esponenziale Orro, e ingranano due in ombra nel primo set: Rettke (muro del 13-9, slash del 16-9) e Malual (due ace per il 17-9) La Imoco non è squadra pronta ad arrendersi infatti risale a 21-17, l’ace di Lubian vale il 23-20, quando è il momento di chiudere per Milano si verifica un episodio sorprendente: sbaglia tre volte Egonu, che però mette a terra il punto decisivo quando il margine si era ridotto a +1.
Il terzo set ricorda molto il primo, ma stavolta il dominio di Conegliano si abbina anche a un calo evidente di Egonu (1 punto), richiamata anche in panchina per rifiatare. Tra le gialle di Santarelli spicca Fahr col 100 % in attacco e 5 punti, De Kruijf colpisce due volte a muro, e ovviamente Haak è quella con lo score più alto come già visto nelle finali scudetto con Scandicci. Cercano di opporsi Sylla e Cazaute, entrambe a 4 punti, la francese con un ace. Presto matura il 10-5, che scivola verso il 21-15 e il 25-19 che consegna il 2-1 a Conegliano.
Egonu ha ripreso forze nel quarto set, e lo indirizza in quella fase in cui si passa dal 14-12 al 16-13 con un suo pallonetto e una pipe. Ma il finale è a sorpresa. Per gli errori di Conegliano: Haak fuori (21-18), Plummer fuori (23-18), errore decisivo di Robinson Cook. Per i colpi decisivi di Milano con Malual al servizio: ace del 22-18, poi diagonale di Bajema che procura 6 set ball, l’anticamera del tie-break.
Nell’atto finale, tra Egonu e Haak, spunta una terza regina: Plummer. L’equilibro dura fino al 6 pari, e sono scambi lunghissimi, ma dopo una parallela di Robinson è la schiacciatrice americana a piegare due volte il muro segnando un 9-6 da cui Milano non si riprenderà più. Meriterebbe di mettere a terra il punto della coppa, gli riesce con quello dei 5 match point a disposizione, poi è un errore di Cazaute a chiudere la partita.