IL VASCELLO getterà l'ancora. Per primo scenderà sul molo il principe dei pirati, poi al ritmo dei tamburi il resto della ciurma. I 420 abitanti di Brienno li guarderanno salire i carrugi, le strette scale del paesino, verso il municipio, espugnarlo e issare sul tetto la bandiera con il Jolly Roger. "Faremo proprio così", assicura Marco Marsili, il Principe, come si legge sul manifesto elettorale. Sempre che, domenica e lunedì, i 343 elettori del piccolo comune sul Lago di Como preferiscano il suo Pirate Party alla civica del sindaco uscente Patrizia Nava. "Sarà così, e sarà una rivoluzione politica", Marsili lo promette a tutti: niente Imu, abolizione dell'Euro, una dogana all'entrata del comune: "Brienno sarà zona franca, una specie di Tortuga".
Dopo i grandi successi dei Piraten in Germania, alle amministrative pure l'Italia avrà i suoi bucanieri. Anche se il Pirate Party con i cugini tedeschi non c'entra molto, lo stesso Marsili prende le distanze: "Loro parlano solo di diritti d'autore, mentre il problema della gente è mangiare". I suoi riferimenti sono più vari: "Anche Jack Sparrow di Pirati dei Caraibi. Come lui lottiamo contro un potere costituito che si è fatto dispotico, quello dell'attuale politica". Intanto però la bandiera bianca del Piratenpartei faceva capolino sui manifesti di Marsili. E così l'associazione Partito Pirata Italiana, che con i tedeschi è federata, ha ottenuto dal Tribunale di Milano di inibire a Marsili l'uso del nome e del simbolo. L'associazione però a queste elezioni non si presenta: tutto rinviato, forse, alle politiche 2013. Marsili invece è già pronto e sul logo del suo partito la vela bianca l'ha lasciata, seppur in piccolo. Il simbolo più grande è invece un teschio, "immagine del nostro assalto in nome della legalità". Oggi a Brienno, l'anno prossimo in Parlamento.
Queste amministrative sono una specie di laboratorio per il Pirate Party, nato nell'ottobre del 2011 e arrivato a 7000 iscritti. Si presenta in 21 piccoli Comuni, tra Lombardia e Piemonte. A Parzanica, provincia di Brescia, il candidato sindaco è Emanuele Maltoni, 19 anni, il più giovane d'Italia. A Cerreto d'Asti Lucio Cantamesse, classe '21, il secondo più vecchio. "Da qualche parte c'è uno del 1915", spiega Marsili, "ma abbiamo un altro primato: sono capolista nel Comune con il nome più lungo: Pino sulla Sponda del Lago Maggiore". E se andasse bene sia lì che a Brienno, nessun problema: "Tengo entrambe le cariche, mica sono retribuite". Gestire più impegni non sarà un problema, visto il curriculum: professore di Giornalismo all'Università dell'Insubria, direttore del sito La Voce d'Italia, direttore dell'agenzia di comunicazione Elimar e saggista seriale: 5 volumi nel 2011, da Il libro nero della polizia a Onorevole Bunga Bunga, sulle notti di Arcore. Lui si definisce così: "Futurologo, innovatore, maître a' penser, rivoluzionario e problem solver".
La priorità, a Brienno, è la ricostruzione dopo la frana che ha colpito il Paese lo scorso anno. Insieme ai suoi consiglieri, tra cui Enrico Bianchi, "detto "L'uomo Nudo", perché naturista" e il padre, "ma solo perché nel team ci serviva un medico", Marsili promette di raccogliere la protesta fiscale dei cittadini: "Non faremo pagare l'Ici e stracceremo il contratto con Equitalia". Ma il piatto forte è il rilancio del turismo: "Nel Comune vicino c'è casa di Clooney, noi daremo la cittadinanza onoraria a Johnny Depp. Poi costruiremo una piattaforma per concerti in mezzo al lago, chiameremo le più grandi band internazionali. Ma faranno musica tranquilla, in modo da non disturbare i più anziani". I turisti che vorranno entrare a Brienno avranno però una sorpresa: la dogana. Nel Comune non si pagherà più in Euro: "Quella moneta ci ha rovinato", spiega Marsili, facendo sue le tesi di Max Loda, già No Euro, ora nella sua ciurma. "Il comune stamperà una nuova moneta, il Pirateuro, e fisserà un cambio".
E le stesse proposte il Pirate Party le farebbe anche in Parlamento, se l'anno prossimo ci dovesse entrare. "Primo: abolire il debito estero dell'Italia", attacca Marsili. Nel suo libro Italia Svegliati, il Principe dei pirati difende la tesi, suggestiva quanto falsa, "che il debito pubblico italiano sia stato creato negli ultimi anni dal sistema finanziario internazionale". Altra priorità è che lo Stato torni a fare lo Stato, procurando lavoro ai cittadini: "bidelli, poliziotti". Strano per uno che, dopo la militanza con i Verdi, si è candidato alla Regione Lombardia con il partito Liberal-democratico: "Ma io penso che si debba essere liberali quando l'economia va bene", chiarisce la sua collocazione Marsili. "Ora sono un po' più a sinistra, pur non essendo di sinistra. La vera alternativa ai partiti".
Dopo i grandi successi dei Piraten in Germania, alle amministrative pure l'Italia avrà i suoi bucanieri. Anche se il Pirate Party con i cugini tedeschi non c'entra molto, lo stesso Marsili prende le distanze: "Loro parlano solo di diritti d'autore, mentre il problema della gente è mangiare". I suoi riferimenti sono più vari: "Anche Jack Sparrow di Pirati dei Caraibi. Come lui lottiamo contro un potere costituito che si è fatto dispotico, quello dell'attuale politica". Intanto però la bandiera bianca del Piratenpartei faceva capolino sui manifesti di Marsili. E così l'associazione Partito Pirata Italiana, che con i tedeschi è federata, ha ottenuto dal Tribunale di Milano di inibire a Marsili l'uso del nome e del simbolo. L'associazione però a queste elezioni non si presenta: tutto rinviato, forse, alle politiche 2013. Marsili invece è già pronto e sul logo del suo partito la vela bianca l'ha lasciata, seppur in piccolo. Il simbolo più grande è invece un teschio, "immagine del nostro assalto in nome della legalità". Oggi a Brienno, l'anno prossimo in Parlamento.
Queste amministrative sono una specie di laboratorio per il Pirate Party, nato nell'ottobre del 2011 e arrivato a 7000 iscritti. Si presenta in 21 piccoli Comuni, tra Lombardia e Piemonte. A Parzanica, provincia di Brescia, il candidato sindaco è Emanuele Maltoni, 19 anni, il più giovane d'Italia. A Cerreto d'Asti Lucio Cantamesse, classe '21, il secondo più vecchio. "Da qualche parte c'è uno del 1915", spiega Marsili, "ma abbiamo un altro primato: sono capolista nel Comune con il nome più lungo: Pino sulla Sponda del Lago Maggiore". E se andasse bene sia lì che a Brienno, nessun problema: "Tengo entrambe le cariche, mica sono retribuite". Gestire più impegni non sarà un problema, visto il curriculum: professore di Giornalismo all'Università dell'Insubria, direttore del sito La Voce d'Italia, direttore dell'agenzia di comunicazione Elimar e saggista seriale: 5 volumi nel 2011, da Il libro nero della polizia a Onorevole Bunga Bunga, sulle notti di Arcore. Lui si definisce così: "Futurologo, innovatore, maître a' penser, rivoluzionario e problem solver".
La priorità, a Brienno, è la ricostruzione dopo la frana che ha colpito il Paese lo scorso anno. Insieme ai suoi consiglieri, tra cui Enrico Bianchi, "detto "L'uomo Nudo", perché naturista" e il padre, "ma solo perché nel team ci serviva un medico", Marsili promette di raccogliere la protesta fiscale dei cittadini: "Non faremo pagare l'Ici e stracceremo il contratto con Equitalia". Ma il piatto forte è il rilancio del turismo: "Nel Comune vicino c'è casa di Clooney, noi daremo la cittadinanza onoraria a Johnny Depp. Poi costruiremo una piattaforma per concerti in mezzo al lago, chiameremo le più grandi band internazionali. Ma faranno musica tranquilla, in modo da non disturbare i più anziani". I turisti che vorranno entrare a Brienno avranno però una sorpresa: la dogana. Nel Comune non si pagherà più in Euro: "Quella moneta ci ha rovinato", spiega Marsili, facendo sue le tesi di Max Loda, già No Euro, ora nella sua ciurma. "Il comune stamperà una nuova moneta, il Pirateuro, e fisserà un cambio".
E le stesse proposte il Pirate Party le farebbe anche in Parlamento, se l'anno prossimo ci dovesse entrare. "Primo: abolire il debito estero dell'Italia", attacca Marsili. Nel suo libro Italia Svegliati, il Principe dei pirati difende la tesi, suggestiva quanto falsa, "che il debito pubblico italiano sia stato creato negli ultimi anni dal sistema finanziario internazionale". Altra priorità è che lo Stato torni a fare lo Stato, procurando lavoro ai cittadini: "bidelli, poliziotti". Strano per uno che, dopo la militanza con i Verdi, si è candidato alla Regione Lombardia con il partito Liberal-democratico: "Ma io penso che si debba essere liberali quando l'economia va bene", chiarisce la sua collocazione Marsili. "Ora sono un po' più a sinistra, pur non essendo di sinistra. La vera alternativa ai partiti".