Italian Tech

Nick D'Aloisio, 17enne da 30 mln di dollari:
"La mia ricetta? Tante idee e creatività"

Parla il giovane creatore di Summly, l'app che ti consente di avere un'anteprima della news linkate nei social e che Yahoo! ha acquistato a un prezzo da record. "L'idea mi è venuta mentre ero su Twitter e vedevo che non riuscivo a leggere le notizie interessanti perché i link mi portavano subito agli articoli. Così..." dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
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CANNES - Nick D'Aloisio sembra uno dei componenti dei One Direction. Stessa età, sostanzialmente, anzi, leggermente più giovane. Stesso abbigliamento, taglio di capelli, atteggiamento. Ma non è un divo del pop, ma un diciassettenne diventato in poco tempo multimilionario, per aver creato un app, Summly, che ha ottenuto un notevole successo, che è stata venduta a Yahoo! per una cifra attorno ai 30 milioni di dollari. A Cannes, al Festival della Creatività, D'Aloisio è arrivato proprio su invito di Yahoo! per partecipare ai panel e rilasciare interviste. Semplice, affabile, simpatico e irrimediabilmente ragazzino, D'Aloisio, però, è riuscito a cavarsela egregiamente, dimostrando di essere in grado di sostenere anche le luci della ribalta.

Il mondo dei computer e delle tecnologie ha sempre affascinato il giovanissimo Nick, nato in Australia ma residente a Londra, che ha iniziato a programmare in tenera età. E a 12 anni, quando la Apple ha annunciato la nascita dell'App Store, ha iniziato a vedere davanti a se un mare di opportunità. "Andai subito con mio padre in un Apple Store, a chiedere come si potevano realizzare delle app, ma nessuno sapeva dirci nulla. Così dovetti aspettare qualche mese per poter lavorare davvero sul sistema di Apple, ma quei mesi mi servirono per imparare le cose fondamentali della programmazione".

Il primo risultato della sua fatica fu FingerMill, nel 2008, "che mi fece guadagnare 79 sterline solo nel primo giorno. Era chiaro che le possibilità erano enormi, così mi misi di impegno a realizzarne altre, e ogni app che facevo imparavo qualcosa di nuovo". Il primo "successo" fu Trimit, un antesignano di Summly, ebbe buone recensioni, fu segnalato sull'App Store. "Poco dopo ricevetti una email da un venture capital, quello di Li Ka Shing, che io non sapevo nemmeno lontanamente chi fosse. Pensai a uno scherzo e non risposi. Ma dopo pochi giorni scrissero di nuovo e quindi presi la cosa più sul serio". E fece bene, perché in questo modo arrivarono i 300.000 dollari del primo finanziamento per lo sviluppo di Summly, i primi professionisti a dargli una mano  e l'interesse di altri investitori, primo fra tutti l'attore americano Ashton Kutcher. "Ho capito che le cose stavano andando per il verso giusto quando la Apple segnalò Summly come "app of the week", e i download iniziarono a sommarsi molto velocemente. I commenti erano tutti positivi, alla gente piaceva. E' stato davvero gratificante, anche perché ci avevo messo tantissimo lavoro, tantissimo impegno nel realizzare le app e nel cercare di promuoverle".

Impegno, costanza, dedizione, passione, sono certamente le caratteristiche fondamentali che hanno portato D'Aloisio al successo, ma anche e soprattutto la creatività: "Non puoi costruire un buon prodotto senza creatività, senza idee. Devi sapere non solo cosa vuoi che faccia, ma come disegnarlo, come deve essere l'interazione con gli utenti, e per ogni cosa ci vuole un'idea". E l'idea di Summly? "Mi è venuta mentre ero su Twitter e vedevo che io per primo non riuscivo a leggere le notizie che erano interessanti perché i link mi portavano subito agli articoli. Invece Summly crea dei sommari delle notizie, ti permette di capire cosa dice l'articolo prima di leggerlo davvero. C'è una generazione che vuole valutare i contenuti prima di decidere se dedicargli tempo, non è vero che non vuole leggere, vuole avere strumenti che gli consentano di farlo meglio. Soprattutto se usano uno smartphone. La gente, in generale, vuole informazioni ma non ha il tempo, deve tornare a casa, accendere un computer e poi selezionare tra migliaia di notizie e altrettante fonti d'informazione. Invece chiede di avere le sue news, le sue mail, vuole avere stimoli da cose interessanti che può vedere anche in poco tempo".

Summly per adesso non verrà integrata in Yahoo!, resterà un servizio a parte sotto il marchio della nuova casa madre. E D'Aloisio è molto contento della nuova realtà: "L'accordo con Yahoo! apre moltissime possibilità, anche per altri progetti".