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Scimmie, energumeni e saette:
Final Fantasy XIV, la saga continua

Aperto dal 27 agosto A Realm Reborn, il mondo online dedicato a una delle più note saghe per console giapponesi. La Square Enix tenta così, ancora volta, di emulare il successo di World of Warcraft di JAIME D'ALESSANDRO
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APPENA fuori Nuova Grandania, una delle quattro città stato di Hydaelyn, è il caos. Un'invasione di scimmie (di nono livello e con la propensione a tirare oggetti contundenti) sta attirando tutti gli avventurieri della zona e si è scatenato l'inferno: saette che volano da una parte all'altra, energumeni che menano gran colpi di lancia o di spada e una frotta di arcieri che alla rinfusa prende di mira tutto quel che capita a tiro. Passa di corsa un mago dalle orecchie a punta che saluta allegramente, si ferma a danzare in mezzo alla battaglia per qualche secondo e poi va via saltellando incurante del fragore che lo circonda.

Benvenuti nel mondo online di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, dal 27 agosto accessibile via pc e PlayStation 3. Ennesimo tentativo della giapponese Square Enix di fare della sua saga più nota per console un gioco di ruolo di massa di successo. Il genere è lo stesso di World of Warcraft della Blizzard, l'asso piglia tutto che continua a contare su oltre sette milioni di utenti, e prima di lui di Eve Online, Star War: Galaxies, Everquest e Ultima Online (tanto per citarne alcuni). Universi digitali fantasy in perpetua evoluzione, dove persone di tutto il mondo vivono avventure assieme. Business a sottoscrizione, in genere si paga una quota mensile, che nel caso della Blizzard si è trasformato nella gallina dalle uova d'oro.

E A Realm Reborn, versione completamente riveduta del fallimentare Final Fanatasy XIV uscito a settembre di tre anni fa (un primo tentativo, disastroso pure quello, era stato fatto con Final Fantasy XI nel 2002), deve parecchio a World of Warcraft. Che non è affatto una critica, anzi. L'interfaccia è semplice finalmente, le meccaniche dei combattimenti immediate, così come l'iterazione con cose e persone. Con l'aggiunta di scenari splendidi, una colonna sonora raffinata opera in parte di un "grande vecchio" come Nobuo Uematsu e una gran bella grafica. Il risultato? Stando a quel che abbiamo potuto vedere, gironzolando per Hydaelyn negli ultimi tempi durante la fase di beta testing, è molto convincente. E già questa è una notizia.

Il nuovo Final Fantasy XIV, provato su pc avendo incontrato difficoltà infinite nell'accedere con la PlayStation 3, è immediato e nel giro di venti minuti ci si trova immersi nelle sue atmosfere. Le opzioni all'inizio non sono tante: si può scegliere fra quattro razze e due classi, quella che usa armi e quelle che usa magie, suddivise a loro volta in sottoclassi (cinque per la prima e due per la seconda). Le missioni sul piano narrativo non si avvicinano alla qualità di quelle Blizzard, ma il gioco è gradevole. Merito di Naoki Yoshida, un fan di Dark Age of Camelot (fra i migliori giochi di ruolo di massa pre World of Warcraft), che ha deciso di dare un taglio con tutti quei meccanismi farraginosi che hanno segnato la storia di Final Fantasy degli ultimi anni. E questo significa anche che A Realm Reborn, rispetto a quanto visto in passato in questo genere di videogame, non offre novità rivoluzionarie. Semplicemente fa bene il suo dovere, ha un suo stile e un suo carattere, ed è aperto a tutti.

Da qui a dire che avrà successo ne passa, soprattutto se gli intoppi per accedervi da PlayStation 3 (e domani PlayStation 4) continueranno. Ma al di là dei problemi tecnici, alla Square Enix almeno sembrano aver capito qual è la strada giusta da seguire. Il consiglio quindi è di provarlo, in particolare se non si è mai entrati in un mondo persistente online. Perché è una di quelle esperienze che una volta nella vita va fatta e Final Fantasy XIV: A Realm Reborn  è l'occasione perfetta per colmare questa lacuna.