Buon compleanno, Scarabeo: 50 anni di sfide a colpi di parole
Nato negli Stati Uniti negli anni '30, fu lanciato nel nostro paese nel 1963. Lo scopo è sempre lo stesso: fare più punti con il maggior numero possibile di vocaboli (reali) all'interno della scacchiera. Oggi la lingua italiana è cambiata ma lo Scrabble mantiene la memoria storica dei giochi da tavolo. E la mente allenata
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MILANO - La parola da comporre oggi sulla scacchiera è "cinquanta". Per celebrare mezzo secolo di incastri di parole, alla ricerca del termine meno banale da comporre con le lettere disponibili, e totalizzare più punti. Questa è l'anima dello Scarabeo, il gioco da tavola più diffuso in Italia conta cinquanta candeline. Uscì per la prima volta nel 1963, lanciato da Editrice giochi. Ma perché Scarabeo? Il gioco deve il suo nome all'assonanza con "Scrabble", la versione originale in inglese che tanto successo aveva ottenuto negli Stati Uniti. La stessa origine del Ruzzle di oggi, uno Scarabeo per smartphone e tablet dall'enorme successo.
Scrabble fu inventato da Alfred Butts negli anni '30, quando si rese conto che i giochi di parole dell'epoca erano concentrati su anagrammi e cruciverba cercò di inventarsi una variante nuova. Decise di puntare sulla conoscenza del vocabolario e delle parole. Chi gioca a Scarabeo ha a disposizione 7 lettere, con le quali dovrà formare il maggior numero di parole sulla scacchiera di gioco. Butts calcolò la frequenza con cui appariva ogni lettera dell'alfabeto inglese sulla prima pagina del New York Times e assegnò punti diversi ad ogni lettera in base a quante volte venivano utilizzate. E così nacque il gioco.
Scarabeo fa 50 anni<br />dal 1963 la sfida a colpi di parole<br />
In Italia uscì con numerose differenze nel regolamento - si comincia ad esempio con 8 lettere e non con 7. Proprio per questo, negli anni ottanta,la Mattel decise di lanciare in Italia "Scrabble", ricalcando le regole del gioco originale. Attualmente le due versioni convivono sul mercato, anche se Scarabeo è la versione di gran lunga più conosciuta. Lo scopo del gioco è sempre lo stesso: comporre sulla scacchiera parole di senso compiuto, con tutta una serie di accorgimenti, come gli incroci di parole in orizzontale e verticale o l'utilizzo delle caselle speciali, per ottenere punteggi più alti e vincere la partita. Ogni partita può coinvolgere fino ad un massimo di 4 persone. La clessidra, le lettere in legno e il blocchetto segna punti sono le caratteristiche di Scarabeo e un po' la memoria storica di tutti i giochi da tavolo, messi sempre più alla prova da videogame e supporti digitali.
In cinquant'anni di sfide il vocabolario e la lingua italiana si sono evoluti ed arricchiti, così come le famiglie italiane. Oggi forse la competizione è più facile rispetto al 1963. Cinquant'anni fa non sapevano cosa fosse l'hashtag, una parola da 24 punti. Che oggi può decidere l'esito di una partita, per chi la conosce. E per chi deve arricchire bagaglio fonetico, Scarabeo può essere oggi come cinquant'anni fa un modo per farlo, mantenendo la mente agile.