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Ecco i nuovi iPhone 5S e 5C: il passo avanti di Apple tra innovazione e colore

Primo contatto con i nuovi smartphone di Cupertino. Colore e prestazioni per il modello entry level, tecnologia di alto livello per la fascia alta di ERNESTO ASSANTE
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Due iPhone nuovi in un colpo solo. Non sarà  troppo? Forse no, perché i due prodotti di Apple, il 5C e il 5S che da arrivano nei negozi italiani, sono veramente molto diversi l’uno dall’altro. Non nella sostanza, in fin dei conti, perché si tratta sempre di iPhone, evoluzioni della macchina originale uscita nel 2007 e in questo caso, per essere più precisi, di evoluzioni dell’iPhone 5, sesto smartphone Apple della serie, nato solo un anno fa. Ma se nel caso del lussuosissimo iPhone 5S le varianti sono minime in termini di design, e sono enormi in termini di hardware, il contrario esatto accade con il 5C, che è nuovissimo in termini di design e sostanzialmente simile a predecessore nelle specifiche hardware. Perché le due macchine sono destinate a pubblici diversi.
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iPhone 5C. Partiamo dal "fratello minore", il coloratissimo 5C. Il fatto che sia colorato è l’elemento che immediatamente salta agli occhi e lo distanzia da tutti gli iPhone precedenti, austeri quando erano neri, eleganti nel loro candore quando erano bianchi. I colori sono azzurro, verde, rosa, giallo e bianco. In molti si aspettavano un iPhone low cost, cosa che ovviamente non è stata confermata all’arrivo della macchina, visti i prezzi, che partono da 629 euro. L’altezza è di 124,4 mm, la larghezza 59,2 mm, lo spessore 8,97 mm e il peso 132 g, ovvero qualcosa di più del 5, dimensioni leggermente più ampie perché il corpo della macchina è fatto di policarbonato, ha una sorta di “bordo” come se un “bumper” ne coprisse il retro e i lati. Dopo aver criticato l’uso della plastica da parte dei concorrenti, Apple ha fatto marcia indietro? Sì e no. Sì, perché obbiettivamente, per quanto la macchina appaia solidissima al tatto e non offra nessuna sensazione 'plasticosa', per quanto il peso della macchina sia maggiore di quello dell’iPhone 5 (quindi il policarbonato non fa lo stesso effetto delle macchine concorrenti), sempre di plastica si tratta, lontanissima dal look and feel dell’alluminio caratteristico di iPhone 4 e 5. Il motivo della scelta è tutto legato all’uso del colore, l’iPhone 5C "doveva" essere una macchina colorata, in grado di creare una forte armonia armonia, come voleva Jonathan Ive, tra sistema operativo e hardware, richiamando le stesse tonalità di iOS 7. Non potendolo fare con l’alluminio i tecnici e gli ingegneri di Apple hanno fatto ricorso al poco amato 'plasticone', ma per restare fedeli alla loro tradizione hanno fatto del loro meglio per migliorarlo: non è, infatti, una semplice scocca di policarbonato, ma una struttura fatta di strati di plastica rinforzati, pressati per renderli più resistenti, una scocca che come abbiamo detto ha uno spessore maggiore di quella dell’iPhone 5, ma decisamente più resistente, anche perché c’è un telaio in acciaio, anche questo fatto di strati sovrapposti e saldati al laser. Il risultato finale è, francamente, di tutto rispetto, non c’è sensazione di risparmio, la macchina è solida e maneggevole. E divertente da vedere, perché tutto questo è stato fatto per consentire i cinque colori nei quali il 5C arriva negli scaffali, con il contorno di molte cover colorate, piene di buchi tondi sul retro, che consentono una lunga serie di combinazioni. Questa si che è una novità in casa Apple: il colore era già arrivato con gli iPod, ma su una macchina "seria" l’ultima fase colorata era quella dell’iMac del 1998. L’obbiettivo, quindi, è proprio quello di alleggerire l’impatto dell’iPhone, renderlo più giovanile e cool, fare in modo che il 5C possa farsi vedere con facilità, ribadire la propria natura di status symbol anche per i più giovani. Il colore è uno strumento identitario, e la personalizzazione dei colori, attraverso le combinazioni di macchina e cover, rafforza questa caratteristica.


iPhone 5S. Se per il 5C l’immagine è tutto, per il 5S il design non gioca sulle novità ma sulle conferme. Oltre ai colori, che puntano tutto sull’eleganza e sul lusso, l’unico altro elemento di novità che cade immediatamente sotto gli occhi è il più ampio bottone che è al centro in basso sul corpo macchina. E’ un bottone, ovviamente, ma è anche la porta d’ingresso del telefono, perché il bottone è anche un rilevatore di impronte digitali, che consente di legare la macchina al proprio utente, o a un gruppo di utenti, il codice di riconoscimento personale che attiva lo smartphone. Partiamo da questa, che è la novità più spettacolare. Il setting dell’impronta è molto semplice e rapido, si svolge in due fasi, appoggiando il dito scelto al sensore, per consentire un rilevamento assai preciso. Una volta settata, la macchina si accende semplicemente appoggiando il dito al sensore. E non si accende con un dito diverso. L’iPhone 5S memorizza fino a cinque impronte, sia per consentire a un singolo utente di poter usare dita diverse e non essere limitato solo ad una, sia per chi usa collettivamente un’unica macchina. Il dito può non essere appoggiato solo in un modo, il sensore riconosce l’impronta anche da posizioni diverse.
Si, ma se mi tagliano il dito, possono accedere al mio telefono? Touch ID non è un semplice sensore biometrico ottico, percepisce anche radiofrequenze per rilevare gli strati subepidermici della pelle e l’energia elettrostatica che li attraversa. Solo se il dito è ancora vivo il cellulare si sblocca, il dito "cadavere" non funziona.


L’altra novità, davvero molto grande, è il chip: Apple produce per proprio conto i suoi chip, mantenendo il completo controllo sul proprio destino tecnologico, e l’ultimo nato è l’A7, 64 bit, aiutato nelle sue funzioni da un coprocessore. Senza addentrarci in discorsi adatti ai maniaci delle tecnologie, basterà dire che si tratta di una macchina in grado di svolgere molti dei compiti che abitualmente svolge un computer, il che significa che le app che verranno sviluppate per la nuova macchina faranno di più e di meglio di quello che fanno oggi. E che il consumo della batteria, sulla carta ovviamente, dovrebbe essere ridotto, consentendo allo smartphone di restare acceso più lungo. Migliore è anche la fotocamera da 8 megapixel, che consente adesso anche lo slow mo, il rallentatore, con pixel più grandi per aumentare la definizione delle immagini. E non va dimenticato, all’interno del prezzo che si paga per lo smartphone, in tutte e due le versioni, che gratuitamente arrivano con l’iOS7, il nuovo sistema operativo, cuore pulsante e perfetto di queste due macchine, le app di base di iWork e iLife, totalmente gratuite. L’eleganza dei colori del corpo macchina, in alluminio, rende la macchina particolarmente lussuosa, non di fascia alta ma altissima, un supersmartphone che non è per tutti, non tanto per il costo (comunque elevato, partendo da 729 euro), quanto per le funzioni, che sono molto sofisticate, se ci si limita ad usare lo smartphone per telefonare e collegarsi al web.

Quindi? Il passo avanti del 5S porta la Apple nuovamente in testa in una corsa che si fa sempre più veloce tra i produttori di smartphone. La scelta pop del 5C apre una finestra su un mercato giovanile che potrebbe essere interessato ad una macchina più colorata e divertente. Se a questo si aggiunge che la macchina low cost nell’offerta Apple è l’iPhone 4S, 429 euro, il catalogo delle possibilità per il mercato natalizio di Cupertino è ben composto. Con i nuovi iPhone la competizione con Nokia (telefoni colorati e con mega fotocamere) e con Samsung (macchine eleganti e con molte funzioni particolari), diventa particolarmente interessante. Anche perché Cook e i suoi con il nuovo chip spostano in avanti la tecnologia, aprendo la porta a innovazioni che vedremo con curiosità.