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Apple ispeziona fabbrica in Cina dopo la morte dell'operaio di 15 anni

Il ragazzo lavorava in una fabbrica della Pegatron dove si chiedono agli operai turni di 12 ore giornalieri. E' morto di polmonite il 9 ottobre scorso. Secondo l'azienda cinese al momento dell'assunzione aveva mostrato documenti falsi. Rapporto Fair Labor Association su Foxconn: condizioni migliorate ma c'è ancora molto da fare
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PECHINO - Apple ha inviato degli ispettori alla Pegatron, una fabbrica di appaltatori cinesi dove si assemblano anche i suoi prodotti, dopo la morte di un lavoratore di soli 15 anni. L'azienda cinese ha confermato che il ragazzo faceva parte di un gruppo di quattro lavoratori "morti di malattia nelle seconda metà dell'anno" tutti impiegati nel suo impianto di Shanghai, in cui lavorano oltre 100 mila addetti. Secondo l'associazione per i diritti umani China Labor Watch, con base a New York, il 15enne, Shi Zhaokun, è morto di polmonite lo scorso 9 ottobre in un ospedale di Shanghai. Shi lavorava in un impianto che rifornisce la Apple e nel quale si chiede agli operai di lavorare a turni giornalieri di 12 ore.

Il colosso informatico californiano fa sapere di aver inviato degli ispettori indipendenti al fine di garantire che i livelli produttivi della fabbrica cinese "incontrino i nostri alti standard". Un portavoce cinese della Apple assicura che gli ispettori non hanno riscontrato legami "evidenti" tra le morti e le condizioni di lavoro in fabbrica. La Pegatron sostiene di non impiegare lavoratori minorenni e spiega che Shi, per essere assunto, aveva usato documenti dai quali risultava che la sua età era di 20 anni. Pegatron produce componenti elettronici di largo consumo come console, schermi piatti, e computer per Apple, Sony, Toshiba e altri big del settore. A partire dallo scorso anno la Apple, secondo quanto riportano fonti ben informate, ha spostato gli ordini di iPad Mini e dell'iPhone 5C da un'altra azienda taiwanese, la Foxxon, alla Pegatron.

Intanto un rapporto rilasciato dalla Fair Labor Association, dopo un monitoraggio iniziato lo scorso anno negli impianti cinesi di Foxconn, il maggiore fornitore di Apple, riferisce che condizioni di lavoro negli stabilimenti in Cina che producono iPhone e altri prodotti Apple sono migliorate negli ultimi 18 mesi ma deve essere fatto di più per ridurre la quantità di ore di straordinario.  Le condizioni di lavoro negli stabilimenti dell'azienda in Cina erano stati giudicate disumane. Il gruppo di Cupertino si era impegnata con la Fair Labor Association per migliorare la situazione. "Siamo orgogliosi dei progressi che abbiamo fatto insieme alla Fla e Foxconn - ha dichiarato la società statunitense in una nota - i nostri fornitori devono sottostare agli standard più rigorosi del settore, se vogliono continuare a fare affari con Apple". Nel periodo di sette settimane preso in esame dal rapporto i lavoratori di Foxconn, a Longhua e Chengdu, arrivavano a lavorare 60 ore nel corso della settimana, sopra il limite legale cinese che è di 49 ore. Apple ha riferito di aver ridotto la settimana media lavorativa a 53 ore e sostiene che sia un quantitativo ben al di sotto della media del settore. "Continueremo a fornire con trasparenza segnalando la conformità alle regole sul nostro sito e ridurremo ulteriormente gli straordinari", ha detto ancora Apple.