Iniziato a Ross Island il 25 ottobre, il viaggio si è concluso il 7 febbraio, segnando il traguardo del più lungo percorso polare a piedi mai tentato da essere umano: 105 giorni sulla rotta di Terra Nova segnata nel 1912 dal capitano Robert Falcon Scott, morto insieme ai suoi uomini. Un passo dopo l'altro descritto su un blog grazie a computer speciali forniti da Intel: "E' stata un'avventura che non scorderemo mai"
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LONDRA - Abbiamo ancora bisogno di eroi e delle loro sfide agli dei. E il ritorno in patria di Ben Saunders e Tarka L'Herpiniere era atteso come quello di due esploratori di tempi antichi. Sono i primi inglesi ad aver compiuto l'impresa che nel 1912 il capitano Robert Falcon Scott aveva tentato e quasi raggiunto. Un viaggio di 1,795 miglia, 2888 chilometri, sulla rotta di Terra Nova, dalla costa estrema dell'Antartica fino al Polo Sud. Andata e ritorno. Scott scoprì solo una volta arrivato al Polo Sud di aver perso contro il team di Roald Amundsen, che correva su slitte trainate da cani. Morì insieme ai suoi uomini dopo 1600 miglia percorse. Saunders e L'Herpiniere sono arrivati vivi ma provati, dopo aver trascinato per 105 giorni, 200 chili di slitta a testa, aver dormito 4 ore a notte, mai al buio, camminato oltre 28 chilometri al giorno in salita all'andata e in discesa al ritorno, superato burroni, crepacci, montagne di una neve troppo dura per essere incisa o conservare tracce. E dopo aver compilato il diario di viaggio. Un blog che Ben ha scritto con dita congelate ogni sera senza luna. La loro è stata la prima spedizione polare connessa ai social media. Ogni esploratore parte equipaggiato come la propria epoca permette. La nave di Amundsen aveva un motore diesel. Il capitano Scott portava con sè due trattori. Era il massimo del progresso. [[ge:rep-locali:repubblica:79068369]] Ad aspettare Saunders e L'Herpiniere il 18 febbraio a Londra c'erano le televisioni di tutto il mondo, soprattutto del Regno Unito. Iniziata a Ross Island il 25 ottobre, la spedizione si è conclusa il 7 febbraio, segnando il traguardo del più lungo viaggio polare a piedi mai tentato da essere umano. "Grazie a tutti", ha detto Saunders sorridente dopo aver riabbracciato la famiglia che per quattro mesi ha visto solo online. Venti chili in meno rispetto alla partenza e senza la barba rossa che gli era cresciuta tra i ghiacci, l'unica macchia di colore in un deserto bianco sferzato da venti gelidi, con temperature che raggiungevano i meno 46 gradi. "Grazie al capitano Scott, che è stato la mia ispirazione. L'Antartica ha ancora il suo nome e per me lo conserverà sempre".
Piccolo di staura, occhi azzurri che si spostano veloci, diretti, e guardano oltre, Saunders è anche il terzo uomo, e il più giovane, ad essere arrivato da solo al Polo Nord con un paio di sci ai piedi. Laureato alla John Ridgeway School of Adventure, parla velocissimo, sa raccontare le storie, è famoso per i suoi discorsi in pubblico, lo definiscono 'trascinante' e viene spesso invitato a parlare nelle scuole, o per gli enti benefici. Questo talento gli è stato utile a far conoscere le sue sfide e ottenere sponsor per realizzare avventure. La 'Scott Expedition' ha avuto alle spalle
Non sono astronauti, non sono scienziati, sono due atleti spinti da un sogno. "Non so scientificamente cosa otterremo. Da questo punto di vista abbiamo studiato soprattutto l'alimentazione, l'allenamento. Oltre camminare dovevamo trasportare i viveri. Ci sono leggi ferree in Antartica, non si può portare cibo, quindi germi, che non sia adatto a quell'ambiente. Dovevamo avere energia sufficiente ma razionare le scorte". E' psicologicamente che Ben e Tarka hanno superato una barriera. "E' un ambiente ostile e alienante. Bianco, con nessuna forma di vita. Dopo le foto che abbiamo scattato alla partenza, l'ispirazione è completamente svanita. Ovunque guardassimo c'era solo un infinito pallido deserto ghiacciato. A volte col sole, altre con nebbia di cristalli, e vento, sempre sotto una luce che annullava la percezione umana del tempo. Non c'era distinzione fra giorno e notte. Un solo lunghissimo giorno durato 2520 ore. Dormivamo poco anche per questo. Quattro ore di fila se andava bene. Tra i chilometri che c'eravamo imposti come meta giornaliera, montare e smontare l'attrezzatura, mangiare e scrivere il blog, il tempo per dormire era sempre poco. E la mancanza di sonno cambia la percezione di tutto".
Storie. Camminavano per ore senza parlare, uno dietro l'altro, dandosi il cambio. Chi seguiva con la mente vuota. Musica in cuffia. L'Herpiniere, il primo ad aver percorso a piedi tutta la Grande muraglia cinese, musica classica, Bach, o suoni della natura per sentire la pioggia, acqua, uccelli, rumori di vita oltre il vento. Anche audiolibri però. 'Game of Thrones', 'Cronache del ghiaccio e del fuoco' di George R. R. Martin, 5 libri pubblicati fino ad ora. Saunders invece nelle orecchie spingeva scariche di elettronica. La sera parlavano. Del tempo per lo più. A volte ridevano. "Non spesso ma in alcuni momenti era necessario. Un umorismo tetro. Quella risata che parte quando sei spossato. L'Antartica alla fine aveva assunto una propria personalità. Inventava un dirupo dopo l'altro, all'improvviso, sembrava giocare, farlo apposta. Se qualcosa poteva andare storto, 'lei' lo faceva andare peggio". La legge di Murphy a meno 50 gradi.
Due persone opposte. Saunders elettrico, veloce, una specie di elfo potente, Tarka alto, magro, serio, silenzioso. Due poli opposti. "E' stato il compagno di viaggio ideale, perfetto" spiega Saunders. Si conoscono da anni, questo era il loro progetto insieme. Domani Ben comincerà il suo libro e Tarka tornerà al suo lavoro di programmatore. Vite normali, senza avventura, senza rotte. "Non sarà facile. Le spedizioni sono un modo di scappare dalla vita quotidiana. Per mesi devi pensare solo ai passi che stai facendo. Ci sono cose che ci hanno segnato profondamente e che sarà difficile elaborare. La più strana è stata arrivare alla fine del viaggio. Mentre ci avvicinavamo al traguardo avevamo un senso di depressione, non eravamo eccitati ma svuotati". Gli ultimi post del blog di Saunders sono tirati, quasi tristi, senza forza. "Il quarto d'ora finale, quando vedevamo i sassi e la fine del viaggio, sono stati pesanti come se camminassimo sotto una diversa gravità. Tutti abbiamo un nostro Polo Nord o Polo Sud personale da raggiungere. Noi abbiamo affrontato il nostro".