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Emojli, il social network senza parole. Solo faccine

Già aperte le iscrizioni per l'app che consentirà di comunicare esclusivamente attraverso le emoticon 2.0, in arrivo su iOS a fine luglio. Anche il nome utente va inserito come una figurina. Oltre al divertimento, i fondatori promettono: "Niente più spam, troll e irritanti hashtag"
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QUALCHE giorno fa è arrivata Yo, l'app che fa solo una cosa: invia appunto uno "Yo", cioè un saluto digitale, ai contatti della rubrica telefonica. Adesso è il turno di Emojli. Già dal nome si capisce di cosa si tratta: è un social network completamente basato sulle emoji, quella sorta di emoticon arricchite e potenziate messe a punto in Giappone ed esplose da quando sono supportate da iOS, nel 2011. Niente parole, niente post testuali: visto che ormai un certo tipo di utenza usa e abusa di quelle figurine, disponibili su una tastiera parallela per ogni sistema operativo, perché non creare una piattaforma tutta per loro?

Questo dev'essere stato il punto di partenza per gli inglesi Matt Gray e Tom Scotto, i due ideatori. Tutto sarà a base di sole emoji: perfino il nome del proprio profilo, per il quale bisognerà appunto scegliere una faccina o una combinazione di figurine: "Abbiamo avuto entrambi l'idea e abbiamo pensato che se non l'avessimo costruito noi l'avrebbe fatto qualcun altro", racconta la coppia di sviluppatori, "non ci siamo però convinti finché non abbiamo avuto l'idea che anche le username dovessero essere emoji, al punto in cui siamo morti dalle risate e abbiamo deciso di metterlo in piedi".

Emoj.li arriverà a fine luglio, al massimo ai primi di agosto, su iOS, e poco dopo per dispositivi Android. E, molto più di Yo, fermo a metà strada fra spunto geniale e sciocchezza assoluta,  promette di segnare una nuova tappa nell'ecosistema dei social network. Dopo i giganti della socialità che comandano (e manipolano) il mondo e la nuova ondata di bacheche semianonime in stile Secret ecco dunque la rivoluzione del linguaggio: il social che, letteralmente, ci toglie le parole dalle dita. Minimalismo comunicativo, burla che strizza l'occhio al pubblico teen oppure intuizione da svolta epocale? Chissà. Probabilmente un frullato delle tre considerazioni a cui tuttavia dopo poche ore credono già 50mila utenti che hanno messo al sicuro la propria registrazione.

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In fondo, Emojli non fa altro che dare una casa a quelle amatissime faccine con cui già è possibile fare di tutto. C'è chi ci ha ricostruito dei videoclip, chi ci twitta e chi le usa come codice alternativo per ogni genere di comunicazione. Come se non bastasse, il numero di queste simpatiche immaginette si è di recente arricchito di 250 new entry approvate dall'Unicode Consortium. Sono per esempio arrivati sui nostri smartphone l'immancabile dito medio, il saluto alla Star Trek, il peperoncino piccante e nuovi personaggi con fattezze indiane e cinesi. Purtroppo manca ancora una persona di colore. Un vuoto che ha sollevato diverse polemiche sull'approccio politicamente scorretto delle emoji.

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"So a cosa state pensando", ha scritto Scotto in un commento al video con cui viene presentato il nuovo social, "è uno scherzo. Nessuno lancerebbe una piattaforma esclusivamente a base di emoji. Bene, per una volta vi assicuro che non si tratta di una boutade su YouTube". Nella clip, fra l'altro, più che spingere sul lato divertente e d'intrattenimento il fondatore racconta come Emojli, per la sua particolare grammatica visuale, darà una mano a sbarazzarsi di meme, hashtag di dubbia utilità, troll e spam. Tutti aspetti sgradevoli che caratterizzano gli altri siti di questo tipo. Non rimane che correre a prenotare la propria username prima che qualcuno si appropri della nostra figurina preferita: quale scegliereste?