Mp3, Dvd, Gps, fotocamere e chiavi: i dispositivi "inghiottiti" dagli smartphone
di SIMONE COSIMI
Alla fine dell'anno ne saranno stati venduti altri 1,2 miliardi, fagocitando intere categorie merceologiche già sull'orlo dell'estinzione. Le carte magnetiche, che Hilton toglierà di mezzo entro due anni, non sono che le ultime vittime di un passaggio epocale. Ecco cosa è sparito dalle nostre case e valigie
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SONO oggetti senza i quali appena una manciata di anni fa non avremmo mai osato metterci in viaggio. In particolare per le vacanze estive: tv e lettori dvd portatili, navigatori satellitari, accessori medicali come misuratori per la glicemia, riproduttori mp3, fotocamere compatte, che in fondo ancora tentano una strenua resistenza. Sono testimoni di una terra di mezzo in cui gli smartphone hanno ormai fatto piazza pulita, sintetizzando nelle loro infinite funzioni - moltiplicate dallo sterminato ecosistema delle app, oltre un milione solo sull'App Store - decine di categorie merceologiche. E polverizzando così intere fette di mercato. D'altronde, nel 2014 se ne venderanno più di un miliardo di nuovi pezzi, solo in Italia circa 15 milioni. Non c'è storia.
L'ultima mossa è quella annunciata dalla celebre catena alberghiera Hilton: un investimento da 550 milioni di dollari in due anni per rivoluzionare l'accesso alle camere di 4.200 hotel sparsi per il mondo. Come? Mandando in pensione la carta magnetica - anche quella, un oggetto che tenevamo nel portafoglio destinato a eclissarsi, così come il portafoglio stesso d'altronde - con un sistema che si baserà esclusivamente sullo smartphone. Lo avvicini alla porta e tac, la serratura si sblocca. Forse con tecnologia Nfc, ancora non si sa. Stessa strada imboccata anche da Hotel Tonight, un'app per prenotare stanze all'ultimo minuto, che punta addirittura a evitare di passare dal check-in.
I gadget dimenticati per colpa degli smartphone
Tuttavia, la prima cosa che gli smartphone hanno sostituito sono proprio i telefoni. I feature phone, insomma, i dispositivi tradizionali con cui si parlava, si inviavano sms e basta. Secondo il report Social, Digital & Mobile in Europa 2014 di We Are Social i supertelefoni hanno ormai una penetrazione del 41% fra la popolazione tricolore. Ma è il fattore moltiplicativo a fare la differenza, visto che ognuno di quei dispositivi ne racchiude decine di altri. Il navigatore, per esempio, sembrava un must per ogni auto: ora sono i veicoli a essere destinati a un ruolo da comprimari dello smartphone con le alleanze fra Google e i costruttori o il sistema CarPlay di Apple. E anche i protagonisti del settore, da Garmin a Tom Tom, si sono da tempo convertiti alle app, dove pure la concorrenza di strumenti estremamente precisi, come le mappe di Google, o condivisi, come il navigatore social Waze o Moovit per i trasporti pubblici, è durissima.
E l'apparecchio per misurare il diabete o la pressione sanguigna della nonna? Via, in soffitta anche quelli. Esistono ormai diversi glucometri e fasce wireless che lavorano insieme a un'app del telefono per tracciare tutti i dati. Ma è in generale il comparto della salute ad aver fatto tabula rasa totale: basta ormai uno delle decine di braccialetti intelligenti per lasciare a casa quasi tutto. E questo non è ancora nulla: quando le piattaforme Healthkit di Apple e Google Fit saranno a pieno regime, le possibilità di raccolta e gestione dei propri dati (direttamente dallo smartphone o tramite sensori di vario tipo) ci consentiranno di custodire in tasca un autentico laboratorio diagnostico da viaggio. E forse spingerci anche oltre.
Ma è forse nel tempo libero che l'estate ha cambiato forma e ingombro nel bagaglio. Senza tornare all'archeologia del walkman, al lettore mp3 o quello dvd portatile, la smaterializzazione della musica, della tv e del cinema grazie a Spotify, Deezer, Netflix e molti altri servizi in streaming ha improvvisamente svuotato i nostri zaini e anche gli hard disk dei nostri computer. Non c'è niente da scaricare o trasferire da un posto all'altro, nessuna copia privata: basta avere a portata un qualsiasi dispositivo e una connessione. Anzi, per certi servizi non serve neanche la rete e comunque secondo Juniper Research entro tre anni un miliardo di smartphone e tavolette godranno di copertura ultraveloce a Internet.
Un'intera generazione di gadget, dai piccoli tv portatili alle radio, sembra dunque essere appartenuta a un'altra epoca anche se, a ben cercare, ne troveremmo senz'altro ancora qualche esemplare nella cassapanca all'ingresso. Come per altri minuti oggetti della quotidianità ormai sull'orlo dell'estinzione. Le sveglie, per esempio: se rimangono sul comodino, è per scenografia. Il trillo mattutino arriva ormai dallo smartphone. O le calcolatrici, i registratori digitali, a breve anche i telecomandi di televisori e altri elettrodomestici. Discorso diverso per gli orologi da polso. La nuova frontiera è dietro l'angolo, e promette di ripercorrere la dinamica telefoni-smartphone grazie alle possibilità degli smartwatch. I quali però, per ora, senza lo smartphone fanno ancora ben poco.
E se ormai si gioca su smartphone o tablet - Sony ha appena mandato in pensione la PSP dopo 10 anni e 80 milioni di pezzi - e non serve più neanche portarsi dietro la console, il capitolo finale non può che essere dedicato alle fotocamere digitali, un tempo regine della vacanza. Se il mondo amatoriale e professionale delle reflex e mirrorless riuscirà a tenere, quello delle cosiddette compatte è stato letteralmente fagocitato dagli smartphone. E non per forza da mostruosi fotofonini come il Nokia 1020 ma dalla semplice possibilità di scattare e condividere in tempo reale sui social network. L'agonia potrà forse allungarsi un po' puntando su obiettivi, sensori o dinamiche avanzate. Ma anche Canon sembrava tempo fa aver deciso di abbandonare i dispositivi di fascia bassa. Basti pensare che fra 2006 e 2011 il mercato delle digitali ha perso un terzo del valore. Per la Camera & Imaging Products Association, nel 2013 il segmento delle compatte ha perso un ulteriore 40% rispetto al 2012.