Ello, l’anti-Facebook: "No alla pubblicità, potere agli utenti"
di ROSITA RIJTANO
Sta riscuotendo molti consensi nella comunità Lgbtq dopo la polemica sollevata dalle Drag Queen, a cui la piattaforma di Zuckerberg aveva sospeso i profili
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"TU NON SEI un prodotto", recita lo slogan di Ello, l’ultima neonata piattaforma nell’universo dei social. Il servizio è ancora in versione alfa, si accede facendo richiesta sul sito, ma nelle ultime ore sta già facendo parecchio parlare di sé. L’hanno definito l’anti Facebook, un appellativo che i sette ideatori sembrano non disdegnare. Anzi, sfidano a viso aperto il colosso messo in piedi da Mark Zuckerberg nel 2004. Con una sorta di manifesto ideologico. "Il tuo social network è controllato dagli inserzionisti", scrive il team, "ogni post che condividi, ogni nuova amicizia e ogni link: tutto è tracciato, registrato e convertito in dati. Le informazioni vengono acquistate dagli inserzionisti per poterti rifilare più pubblicità. Il prodotto - che viene comprato e venduto - sei tu".
Ello propone di cambiare la logica alla base dei sistemi tradizionali. Partendo da valori opposti: "Noi crediamo che ci sia un modo migliore. Crediamo nell’audacia. Crediamo nella bellezza, nella semplicità e nella trasparenza. Crediamo che un social network sia uno strumento per dare potere agli utenti. Non un posto per ingannare, obbligare e manipolare. Ma per connettere, creare e celebrare la vita". In concreto: secondo quanto riporta Business Insider, il nuovo social network punterà su un modello freemium, cioè il rilascio progressivo di servizi a pagamento. Chi vorrà delle agevolazioni o una pagina migliore, insomma, dovrà pagare. Anche se Ello non avrà nulla a che fare con le reti dedicate ai Paperoni 2.0, e l’uso della piattaforma rimarrà completamente gratuito.
Ello, il social a inviti: "Non siete un prodotto"
Per quel che riguarda la grafica, invece, semplicità e stile sono le parole chiave. Dal logo: uno smile su sfondo nero, senza occhi o naso, ma solo con un sorriso stilizzato. Fino al sito: un incrocio tra Google+ e Tumblr, dove grande spazio è riservato alle immagini, per un’esperienza che si prospetta più legata alle foto che al testo. "E’ elegante, pulito e ordinato", ha detto il cofondatore Paul Budnitz in un’intervista a BetaBeat, parlando dei punti di forza della sua creatura. "L'interfaccia è completamente visuale, molto semplice e non ci sono menù nidificati. C'è una funzione che indica la provenienza e permette di scoprire chi ha creato una foto, un’immagine, ecc. o l’ha postata per prima. Risolvendo così quello che è diventato un grosso problema per le persone che creano contenuti, e vedono il loro lavori circolare sul web senza essere accreditati. Fondamentalmente, l’abbiamo costruito per gente come noi".
Budnitz, già fondatore di una compagnia di biciclette di lusso e di Kidrobot (giocattoli artistici), è un creativo, scrittore, filmmaker. "Stanco della tecnologia", si definisce sul suo blog. "Io e i miei soci - ha raccontato - avevamo perso qualsiasi interesse per gli altri social network. Eravamo stufi della pubblicità, della confusione. Ci sentivamo manipolati e imbrogliati da compagnie che chiaramente non hanno a cuore i nostri interessi. Facebook, Google e Tumblr non sono dei veri social network. Sono piattaforme per la pubblicità. Esistono per venderla. Questo è tutto".
Da qui l’idea di costruire un servizio su misura. Prima l’hanno testato: usandolo per un anno in una cerchia ristretta di amici. Poi hanno invitato a far parte della piattaforma altre 100 persone tra artisti e design. L’apertura al grande pubblico a marzo e il boom di popolarità in questi giorni, dopo la polemica scatenata dalle drag queen americane, le cui pagine personali sono state sospese dal social network di Zuckerberg. È il 18 settembre scorso, quando Sister Roma - conosciuta all’anagrafe con il nome di Michael Williams - denuncia che il suo profilo è stato temporaneamente bloccato. Il motivo: la policy che impone su Facebook l’uso del nome reale. Ha replicato un portavoce della piattaforma alla Bbc: "Chi vuole usare un’identità alternativa, ha a sua disposizione diverse opzioni, incluso aggiungere un alias sotto il proprio nome del profilo, o aprire una pagina dedicata specificamente a quella persona".
La risposta non è bastata. Le reazioni non si sono fatte attendere. Da una petizione su Change.org - che ha già raccolto oltre seimila adesioni - ai sit-in organizzati a Menlo Park. Una protesta che non accenna a placarsi e per il prossimo 2 ottobre prevede una nuova manifestazione davanti al quartier generale di Facebook, a San Francisco. Un tocca sana per Ello che ha subito raccolto le adesioni del mondo Lgtbq. "Registriamo quattromila nuove richieste d’accesso ogni ora", ha dichiarato Budnitz sempre a BetaBeat. E ammette che la comunità Lgtbq sta dando una mano notevole allo sviluppo del sito dove, dice, “non sei obbligato a usare il tuo vero nome. Tutto ciò che chiediamo è che ognuno rispetti le nostre regole (postate sulla nostra pagina), che riguardano condotte generali applicate a chiunque".
"Il grande esodo gay da Facebook è iniziato", ha titolato Daily Dot. L’allusione è alla previsione formulata dall’Università di Princeton, secondo cui la rete di Zuckerberg perderà l’80 per cento dei suoi utenti entro tre anni. È difficile, però, sia confermarla sia dire quanti utilizzatori Ello riuscirà a strappare al rivale nel lungo periodo. Ci sono, inoltre, dei dubbi riguardo a rischi legati all’anonimato. Rassicura Budnitz sul giornale online fondato da Milo Yiannopoulos: "Abbiamo tolleranza zero per chi odia, gli stalker, i troll, e altri comportamenti negativi. Banneremo in modo permanente chiunque li adotti, sempre". Liberi sì, quindi, ma nel rispetto degli altri.
Il panorama dei social network è molto affollato e qualcuno vi ha già definito "una cometa". Perché avete avvertito l'esigenza di creare una nuova piattaforma e come pensate di competere con big del calibro di Facebook o Tumblr? "Non consideriamo reti come Facebook dei veri competitor, perché non si tratta di social network", rispondono Paul Budnitz e Todd Berger. "Sono piattaforme per la pubblicità. Ello, invece, è un social network: questo è ciò che facciamo. Un anno fa abbiamo constatato che i servizi in circolazione non erano più divertenti. Ma erano diventati brutti e ingombranti: pieni di pubblicità e messaggi promozionali. Trovavamo, inoltre, fastidioso che i nostri post fossero letti e i nostri dati venduti. Così abbiamo pensato di mettere in piedi Ello, privato e libero da ogni compagnia che cercasse di venderci qualche prodotto. Credevamo che potesse diventare popolare, però ci ha sorpreso il boom di questi giorni: pensiamo che la gente sia pronta a un nuovo tipo di trattamento. Sicurezza, privacy e gusti personali: sono le nostre priorità. Perciò stiamo lavorando a una strategia basata sugli inviti, che non cambieremo, e rimarremo liberi dalla pubblicità. Puntiamo molto anche sulla grafica, il sito è disegnato con un meccanismo particolare, è veloce e facile da usare".
"Liberi dalla pubblicità", è lo slogan di Ello. Ci può spiegare, dunque, il vostro modello di business? "Ello è un business in sé. Funzionerà come una sorta di app store. I servizi principali rimarranno gratis. Mentre - per piccole cifre di denaro - venderemo dei prodotti extra che alcuni membri della comunità potrebbero voler aggiungere ai loro account. Centinaia di persone ci stanno già scrivendo per chiedere dei nuovi strumenti, in cambio dei quali pagherebbero volentieri".
BetaBeat vi ha definito "porn friendly". Qual è la vostra politica riguardo ai contenuti per adulti? "Non abbiamo problemi con il porno. Ma consentiremo a tutti gli utenti della comunità, che non hanno voglia di vedere questi contenuti, di nasconderli dalla loro bacheca. Ello è aperto a chiunque abbia più di 13 anni, purché sia disposto a seguire le nostre regole di condotta generale, permeate da buon senso e buona condotta. Il nostro social network ti lascia seguire, o non seguire, chiunque tu voglia. Se non vuoi vedere ciò che posta un utente, puoi semplicemente smettere di farlo. Il tuo feed è completamente affidato a te". (Al contrario di ciò che avviene su Facebook, ndr)
I vostri prossimi obiettivi? "Al momento le nostre priorità sono: rilasciare nuovi servizi e rendere la comunità florida e attiva. Stiamo ascoltando i suggerimenti degli utenti e, allo stesso tempo, ci stiamo assicurando che il sito funzioni bene. Ello è ancora molto in una fase beta, ci sono ancora diversi bug sparsi. Ma renderemo presto l'esperienza piacevole per tutti".