LONDRA - Un uomo è stato condannato a 18 settimane di prigione per aver insultato e minacciato di stupro la deputata laburista Stella Creasy, rea di aver sostenuto la vittoriosa campagna online per avere la scrittrice Jane Austen sulle banconote da dieci sterline, portata avanti dalla femminista Caroline Criado-Perez ( a sua volta già minacciata in passato).
Peter Nunn, questo il nome dell'uomo, un padre di famiglia di 33 anni di Bristol, era stato arrestato il 7 agosto dopo ripetute minacce alla deputata laburista tramite un troll su Twitter. Una vera e propria campagna di odio contro la deputata Labour che lo aveva portato anche ad inviare alla Creasy, attraverso l'account anonimo @protectys, un'immagine da film horror, in cui viene ritratto con una maschera e un coltello, una chiara minaccia di omicidio.
Inutile la difesa di Nunn, che si era appellato al diritto ad esercitare la liberta di parola e di fare 'satira' attraverso i troll di Twitter. Ma di satira nei suoi messaggio non ce n'era neanche l'ombra. Il giudice Elizabeth Roscoe della Corte di Londra lo ha riconosciuto colpevole di aver inviato messaggi osceni, indecenti e minacciosi.
Le minacce alla deputata Creasy erano seguite ad altri gravi episodi di insulti e intimidazioni a donne su Twitter, che avevano coinvolto anche una ragazzina di 14 anni, Hannah Smith, che si è uccisa dopo aver subito abusi verbali da parte di altri utenti sul sito Ask.fm, che consente di scambiare messaggi mantenendo l'anonimato.
Tali episodi hanno indotto oltre 100.000 persone a firmare una petizione per chiedere a Twitter di prendere provvedimenti contro il crescente fenomeno, tanto da indurre il responsabile di Twitter nel Regno Unito, Tom Wang, a chiedere scusa alle donne che hanno ricevuto minacce attraverso la rete sociale, e ad introdurre nel servizio di microblogging nuove misure per frenare gli abusi. L'azienda californiana ha aggiornato la propria policy e ha introdotto il pulsante per la segnalazione degli abusi. Twitter ha inoltre aumentato il numero di addetti alla gestione delle segnalazione di abusi.
Nei mesi precedenti anche Hadley Freeman, Grace Dent e Catherine Mayer, editorialiste di quotidiani come The Guardian, Indipendent, eTime, avevano rivelato di essere state minacciate da utenti anonimi.
Peter Nunn, questo il nome dell'uomo, un padre di famiglia di 33 anni di Bristol, era stato arrestato il 7 agosto dopo ripetute minacce alla deputata laburista tramite un troll su Twitter. Una vera e propria campagna di odio contro la deputata Labour che lo aveva portato anche ad inviare alla Creasy, attraverso l'account anonimo @protectys, un'immagine da film horror, in cui viene ritratto con una maschera e un coltello, una chiara minaccia di omicidio.
Inutile la difesa di Nunn, che si era appellato al diritto ad esercitare la liberta di parola e di fare 'satira' attraverso i troll di Twitter. Ma di satira nei suoi messaggio non ce n'era neanche l'ombra. Il giudice Elizabeth Roscoe della Corte di Londra lo ha riconosciuto colpevole di aver inviato messaggi osceni, indecenti e minacciosi.
Le minacce alla deputata Creasy erano seguite ad altri gravi episodi di insulti e intimidazioni a donne su Twitter, che avevano coinvolto anche una ragazzina di 14 anni, Hannah Smith, che si è uccisa dopo aver subito abusi verbali da parte di altri utenti sul sito Ask.fm, che consente di scambiare messaggi mantenendo l'anonimato.
Tali episodi hanno indotto oltre 100.000 persone a firmare una petizione per chiedere a Twitter di prendere provvedimenti contro il crescente fenomeno, tanto da indurre il responsabile di Twitter nel Regno Unito, Tom Wang, a chiedere scusa alle donne che hanno ricevuto minacce attraverso la rete sociale, e ad introdurre nel servizio di microblogging nuove misure per frenare gli abusi. L'azienda californiana ha aggiornato la propria policy e ha introdotto il pulsante per la segnalazione degli abusi. Twitter ha inoltre aumentato il numero di addetti alla gestione delle segnalazione di abusi.
Nei mesi precedenti anche Hadley Freeman, Grace Dent e Catherine Mayer, editorialiste di quotidiani come The Guardian, Indipendent, eTime, avevano rivelato di essere state minacciate da utenti anonimi.