SOLO fatti. Zero opinioni. Zero informazioni ripetute. Semplicemente la notizia: sintetizzata e completa. Punto. Forse presto sarà possibile averla a portata di click, in poco più di cinque minuti. O, almeno, questo è il sogno di una neonata startup: si chiama Infobitt e chiede il contributo di ognuno di noi. "Una Wikipedia delle notizie", l'ha soprannominata non a caso il suo creatore. Non uno qualsiasi. Ma Larry Sanger, professione filosofo, già cofondatore dell'enciclopedia collaborativa e aperta più grande del mondo, ora pronto per una nuova avventura: sfidare il mondo dell'informazione. Con un unico - quanto ambizioso - obiettivo: organizzarlo. E creare, assicura, la "prima front page di notizie crowdsourced del pianeta". "Non aggregheremo articoli, ma i fatti contenuti negli articoli", è il manifesto.
Sanger, al momento, non rilascia interviste. Inutile insistere. Contattato da Repubblica.it, dice: "No, ora, non voglio pubblicità. Non siamo pronti per un lancio pubblico: il sistema ha più traffico di quanto ne possa sostenere. Preferisco aspettare qualche mese. Sono molto orgoglioso di Infobitt e voglio che faccia la miglior prima impressione possibile". Come fare per saperne di più? Semplice: basta spulciare il suo blog. Scopriamo allora che l'idea è nata da una constatazione. "Il problema", scrive il Sanger nel post con cui presenta il nuovo prodotto, "non è solo l'enorme mole di notizie cui dobbiamo far fronte ogni giorno. Personalmente, non tollero la cacofonia delle notizie ridondanti, le vecchie notizie riscaldate, il click bait, i sensazionalismi, le opinioni mascherate da notizie, le notizie interrotte dalle opinioni degli editorialisti, e così via. I fatti, che riguardano la stessa storia, sono disseminati tra tante e diverse fonti. Dal New York Times al piccolo blog. Nessuno li organizza. Nessuno ha interesse, o è capace, a promuovere le altre fonti e sintetizzare il tutto". Una babele dell'informazione, insomma, che non poteva lasciare indifferente "l'organizzatore della conoscenza su Internet", così come si autodefinisce Sanger. "C'è una soluzione? Qualcuno può mettere ordine? Chi?", sono le conseguenti domande quasi obbligatorie. La risposta: "Solo una gigantesca comunità internazionale può renderlo possibile".
Da qui è stata messa in piedi Infobitt, su cui il filosofo sta lavorando dal 2013. Dopo una fase beta che ha coinvolto circa ottanta persone, il sito è stato aperto al grande pubblico. "Ora puoi chiedere un account senza bisogno di un invito", si legge in homepage, "per favore aiutaci: impegnati ad aggiungere un fatto. Quando avremo raggiunto mille 'promesse' e il sistema sarà pronto, apriremo i cancelli". Basta registrarsi, e attendere una email che conferma l'avvenuta sottoscrizione, per assicurasi un posto nella community. Stando a ciò che spiega l'ideatore, funzionerà così: ogni iscritto sarà invitato a immettere sul database un argomento di cronaca. E poi - per ogni storia inserita - ad aggregare tutti i fatti che trova a riguardo, riassumendoli in poche righe, e attingendoli da fonti diverse. Con tanto di relativi link di riferimento. Il risultato sarà un "bitt "e la sua importanza, quindi la sua visibilità online, dipenderà dal numero di voti ottenuti dal complesso degli iscritti alla piattaforma.
Più che un aggregatore, Infobitt si prospetta, quindi, come una sorta di sito per il citizen journalism. Ma molto diverso dagli altri, e in particolare da WikiNews, precisa il suo papà. Lo mette in chiaro su Reddit, dove nei giorni scorsi ha avviato un botta e risposta con gli utenti della piattaforma di social news per tastarne le opionini. E invitarli a dare una mano. "Su WikiNews", dice, "a scrivere le notizie non sono dei professionisti. Qui, invece, i dilettanti si limiteranno a raccogliere e riassumere le notizie già scritte (si spera con cura) da dei professionisti". Una differenza che non riguarda solo il modo in cui gli internauti parteciperanno alla creazione della conoscenza. Ma anche le finalità. Sì, perché - a differenza della enciclopedia creata con Jimmy Wales - Infobitt è una startup for profit che guadagnerà grazie agli inserzionisti pubblicitari. Prosegue Sanger: "Ho lavorato su una lunga serie di progetti no profit ed educativi. So come vanno le cose. La ragione per cui Infobitt non lo è sta nel fatto che il software ancora non esiste. E raccogliere i soldi per questo progetto è veramente difficile: renderlo for profit assicura che esisterà e sarà ben supportato".
Funzionerà? Difficile dirlo. Ma il filosofo ci crede molto. Spiega sul suo blog: "Wikipedia soddisfa un bisogno universale. Lo stesso farà Infobitt: permetterà di acquisire i fatti velocemente, cinque volte più velocemente che in passato". Un progetto temerario. Sanger ne è consapevole, tanto da ribadirlo più volte. "Sono un sognatore, solo un sognatore", si scusa. Ma, conclude, anche di Wikipedia "le persone dicevano che non sarebbe andata da nessuna parte. Si sbagliavano". Questo è un fatto. E i fatti - come scriveva Michail Bulgakov - sono la cosa più ostinata del mondo.
Sanger, al momento, non rilascia interviste. Inutile insistere. Contattato da Repubblica.it, dice: "No, ora, non voglio pubblicità. Non siamo pronti per un lancio pubblico: il sistema ha più traffico di quanto ne possa sostenere. Preferisco aspettare qualche mese. Sono molto orgoglioso di Infobitt e voglio che faccia la miglior prima impressione possibile". Come fare per saperne di più? Semplice: basta spulciare il suo blog. Scopriamo allora che l'idea è nata da una constatazione. "Il problema", scrive il Sanger nel post con cui presenta il nuovo prodotto, "non è solo l'enorme mole di notizie cui dobbiamo far fronte ogni giorno. Personalmente, non tollero la cacofonia delle notizie ridondanti, le vecchie notizie riscaldate, il click bait, i sensazionalismi, le opinioni mascherate da notizie, le notizie interrotte dalle opinioni degli editorialisti, e così via. I fatti, che riguardano la stessa storia, sono disseminati tra tante e diverse fonti. Dal New York Times al piccolo blog. Nessuno li organizza. Nessuno ha interesse, o è capace, a promuovere le altre fonti e sintetizzare il tutto". Una babele dell'informazione, insomma, che non poteva lasciare indifferente "l'organizzatore della conoscenza su Internet", così come si autodefinisce Sanger. "C'è una soluzione? Qualcuno può mettere ordine? Chi?", sono le conseguenti domande quasi obbligatorie. La risposta: "Solo una gigantesca comunità internazionale può renderlo possibile".
Da qui è stata messa in piedi Infobitt, su cui il filosofo sta lavorando dal 2013. Dopo una fase beta che ha coinvolto circa ottanta persone, il sito è stato aperto al grande pubblico. "Ora puoi chiedere un account senza bisogno di un invito", si legge in homepage, "per favore aiutaci: impegnati ad aggiungere un fatto. Quando avremo raggiunto mille 'promesse' e il sistema sarà pronto, apriremo i cancelli". Basta registrarsi, e attendere una email che conferma l'avvenuta sottoscrizione, per assicurasi un posto nella community. Stando a ciò che spiega l'ideatore, funzionerà così: ogni iscritto sarà invitato a immettere sul database un argomento di cronaca. E poi - per ogni storia inserita - ad aggregare tutti i fatti che trova a riguardo, riassumendoli in poche righe, e attingendoli da fonti diverse. Con tanto di relativi link di riferimento. Il risultato sarà un "bitt "e la sua importanza, quindi la sua visibilità online, dipenderà dal numero di voti ottenuti dal complesso degli iscritti alla piattaforma.
Più che un aggregatore, Infobitt si prospetta, quindi, come una sorta di sito per il citizen journalism. Ma molto diverso dagli altri, e in particolare da WikiNews, precisa il suo papà. Lo mette in chiaro su Reddit, dove nei giorni scorsi ha avviato un botta e risposta con gli utenti della piattaforma di social news per tastarne le opionini. E invitarli a dare una mano. "Su WikiNews", dice, "a scrivere le notizie non sono dei professionisti. Qui, invece, i dilettanti si limiteranno a raccogliere e riassumere le notizie già scritte (si spera con cura) da dei professionisti". Una differenza che non riguarda solo il modo in cui gli internauti parteciperanno alla creazione della conoscenza. Ma anche le finalità. Sì, perché - a differenza della enciclopedia creata con Jimmy Wales - Infobitt è una startup for profit che guadagnerà grazie agli inserzionisti pubblicitari. Prosegue Sanger: "Ho lavorato su una lunga serie di progetti no profit ed educativi. So come vanno le cose. La ragione per cui Infobitt non lo è sta nel fatto che il software ancora non esiste. E raccogliere i soldi per questo progetto è veramente difficile: renderlo for profit assicura che esisterà e sarà ben supportato".
Funzionerà? Difficile dirlo. Ma il filosofo ci crede molto. Spiega sul suo blog: "Wikipedia soddisfa un bisogno universale. Lo stesso farà Infobitt: permetterà di acquisire i fatti velocemente, cinque volte più velocemente che in passato". Un progetto temerario. Sanger ne è consapevole, tanto da ribadirlo più volte. "Sono un sognatore, solo un sognatore", si scusa. Ma, conclude, anche di Wikipedia "le persone dicevano che non sarebbe andata da nessuna parte. Si sbagliavano". Questo è un fatto. E i fatti - come scriveva Michail Bulgakov - sono la cosa più ostinata del mondo.