POTREMO ottenere la nostra identità digitale- la super password per l'accesso a tutti i servizi pubblici via internet- da Telecom Italia, Poste Italiane e Infocert, già da gennaio. Sono questi infatti i primi tre soggetti accreditati dall'Agenzia per l'Italia Digitale, per fornire l'identità digitale ai cittadini. Lo comunica oggi stesso l'Agenzia per l'Italia Digitale. Con l'accreditamento di questi "identity provider" ("fornitori di identità")- a cui si potranno aggiungere anche altri nomi- va a posto quindi l'ultimo tassello rimasto prima del lancio effettivo di Spid, Sistema pubblico per l'identità digitale. Il Governo vi ripone molta fiducia per spingere gli italiani sul sentiero dell'innovazione digitale, come dichiarato anche al Digital Day di Venaria (Torino), a fine novembre, dalla ministra Marianna Madia.
La data dell'accreditamento va considerato un fischio di inizio anche perché secondo le norme (il decreto attuativo Spid) fa scattare i 24 mesi di tempo entro cui tutte le pubbliche amministrazioni saranno obbligate a rendere i propri servizi compatibili con Spid. Significa che entro dicembre 2017 potremo usare questa super password (la nostra identità digitale) per accedere a servizi che vanno dal pagamento della tassa sui rifiuti a quello della mensa scolastica; dall'iscrizione dei bambini all'asilo alla consultazione dei referti medici e la prenotazione di esami. Ci faremo "riconoscere" digitando la password Spid, sulla pagina web del servizio, e potremo utilizzarlo senza ulteriore burocrazia. L'Agenzia fa sapere che sono già 300 i servizi compatibili con Spid. È il caso di 114 servizi dell'Inps (dal riscatto della laurea alla richiesta degli assegni familiari), 103 dell'Inail (consultazione Cud, richiesta bollettini) e molti dell'Agenzia delle Entrate. Ci sono poi sei Regioni già pronte con alcuni servizi locali: sono Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche e Toscana (con la possibilità di pagare alcuni tributi e la mensa scolastica, e i servizi sanitari).
Resta ora da vedere come, in effetti, potremo ricevere la nostra identità digitale, da gennaio, da Telecom Italia, Poste e Infocert. La normativa consente tre modi: di persona, facendoci riconoscere via web cam su internet da un addetto oppure sfruttando una precedente "identità digitale" (come la Tessera sanitaria). A quanto risulta a Repubblica, le tre aziende hanno comunicato all'Agenzia di volersi avvalere di tutte e tre queste modalità. L'Agenzia però deve ancora formalmente approvare le specifiche procedure, valutando se sono abbastanza sicure per riconoscere l'utente. Dato che la password Spid è gratis per i cittadini, le aziende vorranno sfruttare molto le modalità online, per ridurre i costi. A quanto risulta, però, Poste Italiane sta valutando anche la possibilità di fornire Spid con i postini, porta a porta. Apriamo al postino, mostriamo un documento di identità ed ecco la nostra password. Che in realtà è un "sistema di password", ossia almeno due per i cittadini. Di base avremo una password unica da usare on line per accedere ai servizi della pubblica amministrazione. Quelli più delicati richiederanno però, per motivi di sicurezza, anche una seconda password che cambierà a ogni utilizzo (ci arriverà di volta in volta via Sms oppure sarà creata da una App o da uno strumento specifico, analogo al "token" bancario). L'identity provider fornirà quindi anche il sistema per ricevere questa seconda password temporanea.
Non è finita: entro dicembre o, al più tardi, nei primi giorni di gennaio è previsto l'approvazione di un decreto attuativo per la riforma del Codice dell'amministrazione digitale. Il Governo lo utilizzerà per dare ulteriore forza a Spid, per esempio per renderlo compatibile con un maggior numero di servizi anche privati. "Come l'apertura di un conto corrente via internet", fanno sapere dall'Agenzia.
La data dell'accreditamento va considerato un fischio di inizio anche perché secondo le norme (il decreto attuativo Spid) fa scattare i 24 mesi di tempo entro cui tutte le pubbliche amministrazioni saranno obbligate a rendere i propri servizi compatibili con Spid. Significa che entro dicembre 2017 potremo usare questa super password (la nostra identità digitale) per accedere a servizi che vanno dal pagamento della tassa sui rifiuti a quello della mensa scolastica; dall'iscrizione dei bambini all'asilo alla consultazione dei referti medici e la prenotazione di esami. Ci faremo "riconoscere" digitando la password Spid, sulla pagina web del servizio, e potremo utilizzarlo senza ulteriore burocrazia. L'Agenzia fa sapere che sono già 300 i servizi compatibili con Spid. È il caso di 114 servizi dell'Inps (dal riscatto della laurea alla richiesta degli assegni familiari), 103 dell'Inail (consultazione Cud, richiesta bollettini) e molti dell'Agenzia delle Entrate. Ci sono poi sei Regioni già pronte con alcuni servizi locali: sono Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche e Toscana (con la possibilità di pagare alcuni tributi e la mensa scolastica, e i servizi sanitari).
Resta ora da vedere come, in effetti, potremo ricevere la nostra identità digitale, da gennaio, da Telecom Italia, Poste e Infocert. La normativa consente tre modi: di persona, facendoci riconoscere via web cam su internet da un addetto oppure sfruttando una precedente "identità digitale" (come la Tessera sanitaria). A quanto risulta a Repubblica, le tre aziende hanno comunicato all'Agenzia di volersi avvalere di tutte e tre queste modalità. L'Agenzia però deve ancora formalmente approvare le specifiche procedure, valutando se sono abbastanza sicure per riconoscere l'utente. Dato che la password Spid è gratis per i cittadini, le aziende vorranno sfruttare molto le modalità online, per ridurre i costi. A quanto risulta, però, Poste Italiane sta valutando anche la possibilità di fornire Spid con i postini, porta a porta. Apriamo al postino, mostriamo un documento di identità ed ecco la nostra password. Che in realtà è un "sistema di password", ossia almeno due per i cittadini. Di base avremo una password unica da usare on line per accedere ai servizi della pubblica amministrazione. Quelli più delicati richiederanno però, per motivi di sicurezza, anche una seconda password che cambierà a ogni utilizzo (ci arriverà di volta in volta via Sms oppure sarà creata da una App o da uno strumento specifico, analogo al "token" bancario). L'identity provider fornirà quindi anche il sistema per ricevere questa seconda password temporanea.
Non è finita: entro dicembre o, al più tardi, nei primi giorni di gennaio è previsto l'approvazione di un decreto attuativo per la riforma del Codice dell'amministrazione digitale. Il Governo lo utilizzerà per dare ulteriore forza a Spid, per esempio per renderlo compatibile con un maggior numero di servizi anche privati. "Come l'apertura di un conto corrente via internet", fanno sapere dall'Agenzia.