Nom, la piattaforma per condividere le tue ricette in streaming
C’è già chi la chiama la Twitch della cucina. In realtà la nuova impresa fondata da Steve Chen, nel 2005 fra i tre demiurghi di una piattaforma rivoluzionaria come YouTube poi ceduta a Google, promette di guadagnarsi presto una certa autonomia nell’universo del video in streaming. Così come sul sito controllato da Amazon vanno in onda le surreali sessioni di gaming, su Nom chiunque può improvvisarsi cooking star e lanciare una diretta streaming dalla propria cucina, dal proprio ristorante, da un locale. Per una dimostrazione, la preparazione di un piatto, una degustazione o un evento. Non c’è limite alle opportunità e l’applicazione per iPhone, così come la versione desktop, sfoggia una certa elasticità e un alto livello d’interattività: al cuoco si possono infatti inviare commenti, reazioni di ogni tipo o foto. Una scommessa che, come dimostrano le recenti mosse di Facebook, punta sulla voglia degli utenti di trasformarsi in broadcaster ma senza smarrirsi nel generalismo alla Periscope: è la specializzazione a tenere in piedi questi network di passioni.
Appena rilasciata sull’App Store, Nom Live – questo il nome completo – mette insieme una manciata di caratteristiche già sperimentate nei servizi lanciati in questi mesi. Fra l’altro, il mondo dello streaming video si sta ristrutturando: Meerkat, una delle prime piattaforme, ha per esempio annunciato un passo di lato verso un più banale videosocial. Ma la specializzazione – come dimostrano i 241 miliardi di minuti di streaming guardati nel 2015 su Twitch – evidentemente paga. Nom consente dunque di mandare in onda il proprio cooking show da desktop o iPhone. Al momento, infatti, è disponibile solo l’app per il dispositivo di Cupertino. Gli spettatori possono interagire con i protagonisti facendo domande, pubblicando foto e lasciando commenti durante la trasmissione. Ovviamente, in ossequio allo stile del colosso ideato da Chen e venduto nel 2006 a Google, ogni cuoco o aspirante tale avrà l’opportunità di aprire un proprio canale al quale gli utenti potranno abbonarsi per non perdere neanche un aggiornamento.
L’abbiamo provata sia in versione smartphone che desktop. Questa seconda strizza l’occhio a Pinterest. In ogni caso l’esperienza di navigazione è eccellente, i canali popolari vanno arricchendosi di ora in ora e nell’applicazione c’è anche una sezione riservata alle novità nella quale si annunciano gli show in programma. In modo da comporre il proprio palinsesto personale. Iniziare a trasmettere è molto semplice: basta cliccare il segno del “+” e scegliere se lanciare un “nomcast”, cioè partire con un nuovo live show in diretta, oppure pubblicare un contenuto video o fotografico sulla bacheca di un canale. Il gioco è fatto, il formato del live streaming ricorda quello di Periscope o di Facebook. Si sceglie un titolo e si parte con la propria performance. Quanto alla fruizione, i video degli altri utenti rimangono ovviamente a disposizione anche dopo la diretta, a comporre una specie di YouTube della cucina da arricchire anche con altre clip girate in precedenza così come altri contenuti come link e gif. L’elasticità, insomma, è massima. L’interattività estrema. Fra l’altro, una caratteristica in arrivo dovrebbe consentire di utilizzare più camere per il proprio broadcast.
“Nom è un posto per gli amanti del cibo – ha dichiarato Chen in una nota – se hai mai scattato una foto alla tua cena, Nom fa al caso tuo. Se hai un food blog e vuoi cercare un’audience più ampia, Nom è per te. Così come se il tuo ufficio è la cucina di un ristorante”. L’ex YouTube, che vive da tempo in Gran Bretagna, ricopre nella nuova creatura il ruolo di Cto, responsabile tecnico, mentre Vijay Karunamurthy, un ingegnere anche lui proveniente dalla grande famiglia di YouTube, è il Ceo del gruppo: “Abbiamo lavorato con uno straordinario gruppo di chef, maker e creativi per costruire il sito e l’applicazione – ha spiegato Karunamurthy – adesso ogni creativo può produrre il proprio show. C’è gente che usa Nom per dimostrazioni, degustazioni e copertura dal vivo di eventi” evidentemente legati al gusto. Il chairman allude a nomi come Corey Lee, cuoco tre stelle Michelin, il sommelier Yoon Ha del ristorante Benu di San Francisco, la maestra di pasticceria Joanne Chang, Tim Hollingsworth di Otium, a Los Angeles, Michael Tusk del Quince di San Francisco e molti altri. Quanto ai quattrini, invece, sembrano essere spuntati fuori quasi cinque milioni di dollari da un gruppo piuttosto variegato di investitori. Alcuni sono ben noti, come i fondi Blue Run Ventures e Khosla Ventures, altri pure ma la sorpresa di vederli nel gruppo è comunque notevole: lo stesso Lee ma anche l’attore Jared Leto e la popstar sudcoreana Psy, quella di Gangnam Style, hanno scelto di scommettere qualcosa sul nuovo social del gusto.