In particolare, la voce ha paventato rapporti tra l'ex presidente e comunisti cinesi. Una conseguenza diretta delle news 'assemblate' con gli snippet, letteralmente frammenti, che estrapolano dal motore di ricerca brevi contenuti in base alle ricerche chieste dall'utente. Interpellata da Rory Cellan-Jones, Google ha sottolineato di aver già rimosso non solo questa anteprima sbagliata ma anche altre. I contenuti degli snippet, ha spiegato un portavoce, "vengono anche da siti terzi" e "quando ci viene segnalato che violano le nostre policy lavoriamo velocemente per rimuoverli". Proprio dallo scorso week-end, Facebook ha iniziato a bollare negli Usa le fake news che circolano sulla piattaforma, con il sistema annunciato a dicembre scorso. Il caso di Google Home tiene accesi i riflettori anche sull'importanza che dispositivi come questo rivestiranno sempre più in futuro.
Trump e i leaks: la prima notizia bollata da Fb come fake news
Donald Trump torna protagonista nel campo delle fake news, dopo la sua contestata elezione. Ma questa volta non c'è dubbio: a segnalare che si tratta di una bufala 'vera e propria' ora è Facebook. La prima notizia ''bollata'' come falsa è comparsa nel News Feed della piattaforma blu con l'alert ''Disputed by Snopes.com and PolitiFact''. A segnalare il risultato del ''filtro'' attivato a Menlo Park per arginare il fenomeno delle bufale è Gizmodo: nello screenshot cerchiato in rosso c'è l'avviso reso leggibile agli utenti con un triangolo rosso corredato di punto esclamativo. Si tratta del risultato del fact cecking effettuato dai portali che supportano Facebook nella verifica delle notizie. In questo caso, la news è stata diffusa il 26 febbraio da TheSeattleTribune (che si definisce ''news and entertainment satire web publication) con il titolo "Dispositivo Android poco sicuro di Trump fonte di recenti leaks dalla Casa Bianca", ora contrassegnata sul social network con un'etichetta che la definisce ''contestata''.