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Sì a class action su "memorie bugiarde": no dei giudici al ricorso Samsung

Sì a class action su "memorie bugiarde":  no dei giudici al ricorso Samsung
Il Tribunale di Milano ha confermato l'ammissibilità dell'azione collettiva di Altroconsumo contro l'azienda coreana. I possessori di smartphone o tablet del colosso asiatico potranno richiedere un risarcimento per la memoria "fantasma" di cui non hanno usufruito
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ROMA - Secondo sì del Tribunale di Milano alla class action avviata da Altroconsumo contro le "memorie bugiarde" di Samsung. I giudici hanno infatti rigettato il ricorso presentato dall'azienda coreana e confermato l'ordinanza con cui, il 10 giugno dello scorso anno, si dichiarava ammissibile l'azione di classe voluta dall'organizzazione indipendente di consumatori. "Rispedito al mittente il clamoroso tentativo senza successo da parte di Samsung di far cadere l'azione di classe in extremis. Per Altroconsumo si tratta di un'altra vittoria a favore dei consumatori. Ora l'azione andrà avanti con la raccolta delle adesioni prevista a partire dal 1 luglio prossimo", dice Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo. 

La class action contro il big dell'elettronica è stata avviata da Altroconsumo dopo aver scoperto, tramite analisi condotte in laboratorio, che negli smartphone e tablet venduti fino al dicembre 2014 la memoria era inferiore alla capacità dichiarata. Secondo l'organizzazione circa un terzo della memoria libera è occupato da sistema operativo e app preinstallate. Uno scostamento, quello tra memoria dichiarata e effettiva, che arriva sino al 40%. Una "pratica commerciale scorretta", come la definisce Altroconsumo, che già nel 2014 il Garante per la Concorrenza e il Mercato aveva sanzionato" per 1 milione di euro.

"I possessori di smartphone o tablet Samsung potranno richiedere un risarcimento per la memoria "fantasma" di cui non hanno usufruito - si legge nel comunicato stampa dell'organizzazione - c'è tempo sino al 28 novembre 2017 per la raccolta e il deposito delle adesioni".

La richiesta di Altroconsumo è di veder riconosciuto un rimborso ai consumatori, che viene stimata fino a 304 euro a seconda del modello di dispositivo. Per Altroconsumo "meno memoria non significa solo meno spazio per installare nuove app o archiviare foto o documenti, ma anche difficoltà nell’aggiornamento del sistema operativo".