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Intelligenza artificiale

L’IA di Musk è ossessionata da una teoria sul “genocidio bianco” in Sudafrica

Klaudia Radecka/NurPhoto
Klaudia Radecka/NurPhoto 

Grok ha avuto un curioso malfunzionamento mercoledì: rispondeva a tutte le domande, di qualsiasi natura, parlando dei genocidi subiti dai bianchi dopo l’apartheid. Una narrazione più volte smentita, ma usata dall’estrema destra suprematista

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Il chatbot di intelligenza artificiale di Elon Musk ha avuto un curioso malfunzionamento mercoledì. Grok ha cominciato a rispondere a centinaia di post su X, il social di proprietà di Musk, con informazioni riguardanti il "genocidio dei bianchi" in Sudafrica. Anche quando gli utenti non avevano fatto alcuna domanda sull’argomento e magari chiedevano informazioni su un video, su un post o chiedevano ricette.

Le risposte provenivano dall’account ufficiale di Grok, che risponde in modo automatico quando qualcuno la menziona con @grok. Anche quando gli venivano poste domande su argomenti del tutto diversi, Grok continuava a parlare di un “genocidio dei bianchi”, citando anche lo slogan anti-apartheid "kill the Boer". Musk è di origini sudafricane.

I chatbot non sono fonti affidabili. E difficilmente lo saranno mai

Le risposte e fuori contesto di Grok - ricordano gli esperti - ricordano che i chatbot basati su intelligenza artificiale sono ancora una tecnologia acerba. E non sempre rappresentano una fonte affidabile di informazioni. Negli ultimi mesi, i fornitori di modelli di AI hanno avuto difficoltà a moderare le risposte dei loro chatbot, con comportamenti a volte imprevedibili.

OpenAI, come ricorda TechCrunch, è stata costretta a ritirare un aggiornamento di ChatGPT perché rendeva il chatbot eccessivamente ammiccante nelle risposte. Nel frattempo, Google ha dovuto affrontare problemi con il suo chatbot Gemini, che si rifiutava di rispondere o forniva informazioni errate su temi politici.

“Genocidio dei bianchi” come risposta a ogni domanda

In un esempio del comportamento anomalo di Grok, un utente ha chiesto informazioni sullo stipendio di un giocatore professionista di baseball, e Grok ha risposto che "la tesi del ‘genocidio dei bianchi’ in Sudafrica è altamente dibattuta". Un altro ha chiesto l’andamento del mercato azionario dopo il crollo di bitcoin. Stessa risposta. Un altro ha chiesto informazioni sulla stagione del Manchester United. “Genocidio dei bianchi”.

Ma sono tantissimi gli utenti hanno pubblicato post su X per raccontare le loro interazioni confuse e insolite con il chatbot di Grok nella giornata di mercoledì. Il problema però è rientrato dopo qualche ora.

Cos’è la teoria del genocidio dei bianchi

La "teoria del genocidio dei bianchi in Sudafrica" è una narrazione politica e ideologica secondo cui la popolazione bianca - in particolare gli afrikaner, i discendenti di coloni – sarebbe stata oggetto di una campagna di violenza, omicidi e persecuzioni etniche dopo la fine dell’apartheid nel 1994. La teoria è nata negli ambienti dell'estrema destra sudafricana e si è diffusa a livello globale grazie a forum online, influencer di destra e media alternativi.

È stata rilanciata negli anni da figure politiche internazionali, come ad esempio Donald Trump, che nel 2018 ha twittato sulla questione dopo una campagna mediatica orchestrata da Fox News e alcuni opinionisti conservatori. Secondo organizzazioni indipendenti, tra cui Human Rights Watch e istituti di ricerca sudafricani, non esiste alcuna prova di un genocidio sistematico contro i bianchi. E, accusano, si tratta di una teoria pericolosa perché viene usata per sostenere argomenti razzisti o suprematisti bianchi.