MOUNTAIN VIEW – CALIFORNIA. La conferenza annuale di Google si apre col suono di un sitar. Parte lieve, poi zittisce le 5.000 persone che riempiono l’arena dello Shoreline di Mountain View. Sul palco nessuno strumento ma un dj di San Francisco che con gesti ordinati tocca un mixer collegato a un’intelligenza artificiale. I suoi movimenti diventano suoni, i suoni diventano immagini, le immagini evocano scenari in grado di suggestionare il dj e creare altra musica.
Un esperimento in tempo reale, lo definisce. Che nasce dalle note di uno strumento indiano, un omaggio alle origini dell’amministratore delegato di Google-Alphabet, Sundar Pichai. E che poi diventa altro, suono sintetico, atmosfere elettroniche. Pochi minuti carichi di significato. Quel dj con la sua performance ha anticipato il senso di tutta Google I/O, la conferenza annuale del colosso tecnologico californiano.
L’Intelligenza artificiale come un’infrastruttura invisibile
Non è già più tempo di parlare solo di Intelligenza artificiale e dei suoi progressi. Ora l’Intelligenza artificiale è ovunque, è diventata uno strato infrastrutturale che coinvolge ogni azione umana, produrre musica e immagini così come scrivere mail e comparare recensioni di film e prezzi di case in diverse aree urbane. Come l’elettricità, c’è, accorcia tempi, crea ponti, aiuta il quotidiano ma non si vede. È invisibile ma indispensabile.
Non è nemmeno più il tempo di aspettare una conferenza annuale per annunciare le novità, perché le novità ci sono tutti i giorni, la frontiera dell’IA si muove velocemente, rompendo argini, tradizioni. “È disponibile sempre più intelligenza per tutti, ovunque. E il mondo sta adottando questa tecnologia più velocemente che mai” ha detto sul palco Pichai. “Siamo già entrati in una nuova fase dell’evoluzione delle piattaforme IA. Decenni di ricerche si stanno concretizzando in applicazioni reali per gli utenti, per le aziende e le comunità di tutto il mondo”.
La ricerca diventa prodotto. Nuovi strumenti integrati con l’IA
E le ricerche diventano nuovi prodotti. È stato introdotto il modello Gemini 2.5 Flash, ottimizzato per velocità ed efficienza, che è diventato il nuovo modello predefinito. Sul fronte della comunicazione, sono state mostrate innovazioni come Google Beam, una tecnologia video 3D per esperienze di chiamata ultra-realistiche, e l'integrazione della traduzione vocale quasi in tempo reale in Google Meet.
Nell'ambito della creazione multimodale, l'app Gemini ha ricevuto l'integrazione di Imagen 4 per la generazione di immagini e Veo 3 per la creazione di video con audio nativo, aprendo nuove frontiere creative. Inoltre, per gli utenti più esigenti, è stato lanciato Google AI Ultra, un nuovo piano premium nell'app Gemini che offre maggiori quote e accesso anticipato alle funzionalità. Costa 249,99 dollari al mese e per ora è disponibile solo negli Usa.
Un nuovo modo per intendere la ricerca online
Gemini diventa più potente, più flessibile. Capace di portare il livello di interazione tra umani e software a un livello successivo. Gemini con Agent Mode non si limita più a rispondere alle domande. Ma agisce al posto nostro. Cerca, pianifica, sintetizza, suggerisce, poi organizza, prenota. Ogni novità al Google I/O parte da questo presupposto, un sottotesto presente in ogni nuovo prodotto annunciato, ogni evoluzione degli esistenti.
Il mondo sta per entrare, è già entrato in un nuovo tipo di relazione uomo/macchina. Si sta passando dalla relazione domanda-risposta alla relazione intenzione-delega. L’uomo comanda, la macchina fa. L’uomo descrive, la macchina esegue. L’agente opera per conto nostro nel mondo digitale perché è capace di capire le nostre parole, le nostre intenzioni, e fare quello che faremmo noi, ma in modo più veloce. È questo il cambiamento più radicale delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. La loro capacità di comunicare è diventata delega all’azione.
Un'IA su misura per il quotidiano: l’esempio Gmail
“Il modo migliore per trasformare la nostra ricerca in realtà concreta è renderla davvero utile nella vita di tutti i giorni”, ha ragionato Pichai. “Ed è qui che la personalizzazione diventa estremamente potente. Stiamo lavorando per realizzare questo obiettivo attraverso ciò che chiamiamo contesto personale. Con il vostro consenso, i modelli Gemini potranno utilizzare informazioni contestuali personali rilevanti dalle app Google in modo privato, trasparente e completamente sotto il vostro controllo”. Nell’ecosistema dei prodotti di Google, l’IA potrà fare tutto al posto nostro. Un esempio viene da quello che diventerà Gmail, il servizio di posta di Google.
Se qualcuno ci scriverà per chiederci consigli su cosa vedere in un viaggio che abbiamo già fatto, o una ricetta su cui siamo particolarmente bravi, o un’operazione da fare al lavoro, Gmail potrà accedere alle nostre vecchie mail, ai nostri documenti, alle nostre foto, per suggerire la risposta adatta, col tono che preferiamo. Gemini potenzierà anche la ricerca di Google. L’app stessa di Gemini diventa più personale, capace di cercare tra i nostri file, connettersi con Drive e Gmail, integrarsi con Canvas per creare infografiche, quiz e podcast dai nostri documenti.
"I recenti aggiornamenti di Gemini rappresentano passi cruciali per concretizzare la nostra visione di un assistente IA universale, che ti aiuta nella tua vita quotidiana, che è intelligente e comprende il contesto in cui ti trovi, e che può pianificare e agire per tuo conto su qualsiasi dispositivo", ha spiegato Demis Hassabis, capo di Google DeepMind. "Questo è l'obiettivo finale dell'applicazione Gemini: un'IA personale, proattiva e potente", ha aggiunto.
AI Mode e la ricerca del futuro: tra concorrenza e sfide legali
La ricerca stessa entra in una nuova fase nell’integrazione dell’IA generativa nei suoi prodotti, dopo il lancio dell’anno scorso di AI Overview, che oggi ha 1,5 miliardi di utenti. Il nuovo “AI Mode” (per ora disponibile solo negli Usa) promette di andare oltre e rispondere a qualsiasi richiesta, sintesi di rapporti, grafici per visualizzare i dati, risposte personalizzate sulla base delle nostre attività online e della nostra cronologia.
"Questo è il futuro della ricerca su Google", ha affermato Liz Reid, responsabile della ricerca del gruppo di Mountain View, “andare oltre l’informazione, verso l’intelligenza”. Google, a lungo leader incontrastato nel settore delle ricerche online, è ora costretto a reagire, minacciato dai rivali emergenti come ChatGPT che con la sua pubblicazione è entrato a gamba tesa nel mercato della ricerca cambiando l’approccio di milioni di utenti. ChatGPT e altri assistenti IA navigano in internet per fornire risposte dirette ai loro utenti, senza pubblicità.
Perplexity AI, un'altra startup di San Francisco, ambisce a diventare il principale rivale di Google nel suo campo. Ma Google sul lato della ricerca deve anche difendersi dalla giustizia americana. Il governo degli Stati Uniti ha chiesto a Google di cedere il suo browser Chrome, dopo che l'azienda è stata giudicata colpevole di mantenere il proprio monopolio con pratiche commerciali sleali.
Il futuro legato all’IA, sia sui prodotti che per il business generato
Quanto ai concorrenti emergenti, Google-Alphabet mantiene però un vantaggio significativo. E qui, nell’arena dove si alterneranno per due giorni i più importanti manager dell’azienda, il colosso di Mountain View mette in mostra tutti i campi in cui è avanti forte di una dimensione globale al momento inarrivabile. Abitudine degli utenti, decenni di dati e ricercatori di primo livello in tutti i campi della tecnologia hanno un effetto diretto sui suoi prodotti. E Google I/O 2025 segna già una nuova frontiera. Un passo avanti.
Mentre l’IA generativa sta già iniziando a generare grandi profitti per Alphabet. Nel primo trimestre, l'azienda ha registrato un utile netto record di 34,5 miliardi di dollari, in crescita del 46% su base annua, grazie alla sua attività di "cloud" (informatica decentralizzata), spinta dall'appetito per i servizi di IA. Appetito che si muove in maniera trasversale tra utenti privati, aziende, organizzazioni.
Lo si legge sui maxischermi che adornano il palco, dove quiz in tempo reale chiedono ai partecipanti quale sia il settore dove l’IA avrà un impatto maggiore, quali sono i paesi più avanzati al mondo. Quiz generati da Gemini in tempo reale, e in tempo reale arrivano le risposte. L’IA è un pensiero diffuso, permette tutto quello che accade senza apparire mai, risuona, come il sitar dell’inizio, per ore, creando mondi, suggestioni ma soprattutto una nuova grammatica della nostra interazione con il mondo digitale.