Israele ha avviato una vasta operazione di comunicazione online per raccontare la sua verità sul cibo a Gaza. Dopo l’invio di decine di influencer nella Striscia, nelle ultime 48 ore decine di video sono stati caricati sul canale ufficiale del ministero degli Esteri israeliano. Mostrano immagini di mercati, ristoranti, fast food di Gaza pieni di cibo e di gente che mangia in tutta tranquillità.
I video sono stati caricati in diverse lingue, inglese, tedesco, spagnolo e anche Italiano. “Politici cinici e media di parte stanno mentendo. Le immagini no”, racconta una voce fuori campo mentre sullo sfondo girano immagini di bancarelle piene di frutta, verdura e pane. “C’è cibo a Gaza. Qualsiasi altra affermazione è una bugia”.
Video sponsorizzati: milioni di visualizzazioni in Italia in poche ore
L’account che li pubblica (come viene confermato a Italian Tech dall’ambasciata) è quello ufficiale del ministro degli Esteri (Israel’s Foreign Affairs Min). 98 mila iscritti e 1.071 video caricati. I video - come Italian Tech ha avuto modo di verificare direttamente - compaiono come pubblicità per chi non ha un piano di abbonamento alla piattaforma di proprietà di Google. Alcuni hanno già raggiunto il milione di visualizzazioni.
Non è chiaro il target preciso della campagna di comunicazione, ma da una nostra verifica i video con le immagini e la verità di Israele su Gaza appaiono spesso su video a contenuto politico, sociale, geopolitico. Si tratte di riprese fatte - secondo quanto si legge nei testi nei titoli - tra luglio e agosto 2025. In uno in particolare, “Riprese reali di scene di cibo a Gaza”, si vedono ristoranti tipici preparare pizze, calzoni ripieni, gelati al pistacchio e dolci di mandorle. Cuochi indaffarati a preparare piatti e gente che consuma tranquillamente ai tavoli.
Impossibile verificare l’autenticità delle immagini. Israele assolda influencer
Non è stato possibile verificare l’autenticità delle immagini né se effettivamente sono di qualche settimana fa. Ma è facile ipotizzare che l’obiettivo della campagna di propaganda online israeliana è contraddire i report internazionali e che parlano della situazione umanitaria sulla striscia, con migliaia di persone e bambini morti per fame. Solo ieri Munir al-Bursh, capo del ministero della salute gestito da Hamas, ha parlato di 289 palestinesi morti per fame nella striscia, di cui 115 bambini.
La campagna di Israele sembra inserirsi in una più ampia strategia di comunicazione digitale. Sabato scorso si è appreso che il governo israeliano ha permesso a 10 influencer americani e israeliani di entrare nella Striscia nell’ambito di una campagna per “rivelare la verità” sulle condizioni umanitarie dei palestinesi e contraddire chiunque parli di carestia a Gaza. “Sono a Gaza e quello che vedo è solo cibo, acqua e opportunità”, dice uno di loro in un video col tono un po’ scanzonato della comunicazione social.