Elon Musk non è più il più ricco del mondo. A strappargli lo scettro è stato il co-fondatore di Oracle, Larry Ellison. La ricchezza di Ellison è aumentata in 24 ore di 101 miliardi di dollari, arrivando a un totale di 393 miliardi. Ellison ha superato così il patrimonio netto di Musk, che si attesta poco sotto, a 385 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Bloomberg riportati dalla Cnn. Ieri le azioni del colosso tecnologico americano hanno registrato un’impennata di oltre il 30% grazie all’accordo con Open Al e SoftBank sul progetto Stargate, fortemente voluto da Donald Trump, un progetto per costruire data center negli Stati Uniti. Ellison, 81 anni, è una parte di storia fondamentale della Silicon Valley. La sua azienda è tra le prime ad essersi in California. E tra le prime ad aver fatto grande la valle del silicio.
Storia di Larry Ellison: le origini, la svolta con i database
Classe 1944, nato a New York ma cresciuto in un sobborgo di Chicago in una famiglia tutt’altro che agiata, Ellison negli anni Sessanta si interessa ai primi strumenti di programmazione. Dieci anni dopo comincia a lavorare per alcune aziende informatiche.
In quegli anni arriva quella che per molti è la sua intuizione fondamentale: lo sviluppo dell’informatica avrebbe presto fatto emergere la necessità di avere dei database relazionali, sistemi di gestione dei dati in grado di archiviare informazioni in tabelle in modo coerente, correlandole tra loro.
Il contratto con la Cia. Nasce il progetto Oracle
Nel 1977 fonda un’azienda che chiama Software Development Laboratories offrendo una soluzione al momento poco interessante per il mercato. Ma non per la Cia che le commissiona la creazione di un database. Nome in codice del progetto: Oracle. Quello che subito dopo diventerà il nome dell’azienda che oggi ha un fatturato di 53 miliardi l’anno e 150 mila dipendenti nel mondo.
Oracle poi si è evoluta. Ha lanciato software per le aziende, creato una delle più importanti infrastrutture cloud al mondo. La gestione e l’organizzazione dei dati in qualche modo è la genesi dell’Intelligenza artificiale. L’organizzazione delle informazioni è ciò che le serve per crescere, il pastone primordiale di cui si nutre. E Oracle è tra le aziende in grado di preparalo meglio.
Una cultura aziendale aggressiva: gli accordi coi big della Silicon Valley
In 50 anni Ellison ha fatto in modo che Oracle fosse riconosciuta per la sua cultura aziendale aggressiva, specie nella strategia di acquisizione. Ha investito miliardi per fare della sua la più grande azienda di gestione di database al mondo.
E nonostante oggi Oracle abbia una capitalizzazione distante da quella di giganti come Google, Microsoft, Apple e Amazon (500 miliardi circa Oracle, le altre viaggiano sui 3.000 miliardi), sta vivendo un nuovo momento d’oro grazie al boom dell’Ia e alla crescente domanda di capacità di server di dati. Repubblicano da sempre, è molto vicino a Donald Trump che lo ritiene senza mezzi termini un “Ceo di tutte le cose”, la quintessenza di un capo azienda del XXI secolo.
Ellison è una figura chiave della Silicon Velley. In qualche modo ne ha contribuito al mito, incarnando il sogno americano fatto di visioni pionieristiche e riscatto sociale. La sua è stata tra le prime aziende tecnologiche nate in quella che diventerà la fucina di innovazione degli Stati Uniti. Rispetto a Elon Musk, a Jeff Bezos e Mark Zuckerberg, Ellison viene da un’altra epoca. I suoi successi maggiori come imprenditore tech li ha avuti prima dell’era digitale, prima di Internet.
La vita privata: gli eccessi, la villa alle Hawaii
Negli ultimi venti anni si è quasi esclusivamente parlato di lui per via del suo stile di vita sontuoso, per la sua passione per la vela, per gli orologi, per l’acquisto chiacchierassimo di un’intera isola hawaiana per 500 milioni di dollari, per le sue ville personali interamente costruite seguendo le regole dell’architettura giapponese.
Dal 2020 abita alle Hawaii, sull'isola di Lanai, che ha comprato: si tratta della sesta isola più estesa dell'arcipelago.