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L’intervento

Gli accordi sull’intelligenza artificiale nella musica sono una vittoria per artisti e fan

Gli accordi sull’intelligenza artificiale nella musica sono una vittoria per artisti e fan

Dopo patto con Universal Music, Udio, una piattaforma di generazione musicale basata su IA, non permetterà più il download delle tracce generate

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Nei giorni scorsi abbiamo visto il primo grande annuncio nell’arena dell’intelligenza artificiale generativa per la musica e con molta probabilità altri seguiranno nelle prossime settimane.

La principale casa discografica del mondo, la Universal Music e Udio, una piattaforma di generazione musicale basata su intelligenza artificiale, hanno raggiunto un accordo che rappresenta sicuramente una vittoria per gli artisti e i loro fan.

Dopo essere stata accusata di violazione del copyright su larga scala, Udio ha accettato di modificare radicalmente il proprio modello operativo.

Un punto fondamentale dell'accordo prevede che la piattaforma non permetta più il download delle tracce generate, impedendo così la loro diffusione su piattaforme di streaming, dove, come è noto, sono fioriti migliaia di deepfake nei mesi scorsi.

Deezer ha recentemente comunicato che il 28% dei brani caricati ogni giorni sulla propria piattaforma di streaming sono realizzati interamente con l’IA e Spotify ha rimosso oltre 75 milioni di brani fake.

Questa novità protegge gli artisti umani dalla concorrenza sleale della musica generata da AI e consente ai fan di accedere a contenuti per creare opere verticali, remixare canzoni e utilizzare la voce degli artisti che decidono di fare opt-in nella nuova piattaforma di Udio, contrariamente a quanto avvenuto fino ad oggi con lo scraping indiscriminato della musica protetta per l’addestramento dei sistemi di AI generativa. La scelta consapevole degli artisti, se consentire l’uso delle proprie opere in un contesto protetto, assicura anche i fan dalla citata indiscriminata proliferazione di falsi sulle piattaforme di streaming.

Udio collaborerà con la casa discografica per creare un nuovo prodotto che, come detto, consentirà ai fan di personalizzare la musica di artisti che hanno prestato il consenso, ma solo all’interno della piattaforma.

Gli artisti saranno compensati non solo quando la loro musica verrà utilizzata utilizzata direttamente, ma anche quando verrà impiegata per l’addestramento dei modelli IA.

Anche sul fronte delle norme questo accordo segna un cambiamento significativo: da una difesa utilizzata in giudizio fondata sul "fair use" (la libera utilizzazione di contenuti protetti) e sull’uso di contenuti “pubblicamente disponibili”, Udio ora riconosce la necessità di ottenere licenze e di pagare per l’uso dei contenuti.

Dopo l’era di Napster e della pirateria digitale, trasformatasi poi in un’opportunità con lo streaming musicale, l’industria musicale dimostra ancora che tramite l’adattamento di modelli di licenza esclusivi ed innovativi si possono difendere i diritti degli artisti anche nell’era dell’intelligenza artificiale.

* Ceo FIMI (Federazione industria musicale italiana)