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TikTok censura i video sull’ICE? Le accuse al nuovo ramo statunitense della piattaforma

TikTok censura i video sull’ICE? Le accuse al nuovo ramo statunitense della piattaforma

TikTok affronta una crisi di fiducia dopo le segnalazioni di blocchi su contenuti critici verso l’agenzia ICE e la politica di Trump. Mentre la California avvia un’indagine formale sulla trasparenza algoritmica, cresce l’interesse per piattaforme alternative come UpScrolled, che promettono neutralità politica

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Negli ultimi giorni, numerosi utenti di TikTok negli Stati Uniti hanno segnalato gravi difficoltà nel caricare video riguardanti l’operato dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale responsabile della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione.

Le denunce si sono concentrate in particolare su filmati relativi all’uccisione di Alex Pretti avvenuta a Minneapolis, che ha coinvolto agenti federali e ha scatenato accese proteste. Anche online. Dove per esempio la comica Megan Stalter, che pubblica sketch surreali per diverse centinaia di migliaia di follower, ha pubblicato un video su Instagram in cui ha affermato: “Dobbiamo abolire l’ICE”.

Ma quando Stalter ha cercato di condividere la stessa clip su TikTok, non c’è riuscita e dopo numerosi tentativi si è dovuta arrendere.

Altri creator della piattaforma hanno lamentato che i loro post critici nei confronti dell’ICE, pur non violando apparentemente le linee guida della comunità, rimanevano bloccati in una fase di revisione perpetua o venivano pubblicati con un contatore delle visualizzazioni fermo a zero, un fenomeno spesso descritto come shadowbanning, ovvero l’oscuramento deliberato ma non dichiarato di un profilo da parte dell’algoritmo.

Il sospetto che quanto avvenuto sia una forma di censura è arrivato fino al Congresso. Il senatore democratico del Connecticut, Chris Murphy, ha affermato che, tra le “minacce alla democrazia”, la presunta censura su TikTok è “in cima alla lista”.

Il nuovo assetto societario e l’ombra della politica

Il sospetto di una moderazione di natura politica sulla piattaforma è alimentato dal recente e radicale cambio di proprietà della divisione statunitense di TikTok.

Lo scorso 22 gennaio è stata formalizzata la nascita di TikTok USDS Joint Venture LLC, una nuova entità societaria creata per evitare il bando dell’applicazione dal suolo americano.

L’operazione, valutata circa 14 miliardi di dollari, ha trasferito la maggioranza delle quote - circa l’80,1% - a un consorzio di investitori guidato dai colossi tecnologici Oracle e Silver Lake, insieme al fondo MGX di Abu Dhabi, lasciando alla casa madre cinese ByteDance solo una partecipazione di minoranza del 19,9%.

Il passaggio è stato il risultato di un lungo braccio di ferro legislativo e di ordini esecutivi che hanno imposto la separazione del ramo americano per garantire la sicurezza nazionale e il controllo locale dei dati.

La difesa tecnica della piattaforma

La dirigenza di TikTok Us ha risposto alle accuse di censura attribuendo i disservizi denunciati dagli utenti a una serie di problemi tecnici interni. Secondo la società, un’interruzione di corrente presso uno dei suoi centri dati negli Stati Uniti avrebbe innescato un cedimento sistemico a cascata.

Questo guasto avrebbe influenzato non solo la capacità di caricamento dei nuovi video, ma anche la corretta visualizzazione delle metriche di coinvolgimento, come i "like" e il numero di follower.

L’azienda ha precisato che l’impatto del malfunzionamento è stato casuale e ha colpito una vasta gamma di contenuti, sostenendo che non vi sia stata alcuna azione mirata per sopprimere messaggi politici o critiche verso le istituzioni governative.

La reazione della California

La giustificazione di TikTok non ha rassicurato le autorità della California. Il governatore Gavin Newsom ha annunciato l’avvio di una revisione formale sulle pratiche di moderazione dei contenuti sulla piattaforma, sospettando che il social possa aver violato le leggi statali sulla trasparenza e la protezione dei consumatori.

Newsom ha espresso preoccupazione per il fatto che l’algoritmo possa essere stato manipolato per penalizzare le voci critiche nei confronti dell’attuale amministrazione Trump e di determinati apparati federali.

L’indagine, affidata al Dipartimento di Giustizia della California, stabilirà se le recenti anomalie siano state realmente provocate da un incidente infrastrutturale o se rappresentino una forma di interferenza sui contenuti non dichiarata.

Newsom è tra coloro che guardano con scetticismo alla nuova governance di TikTok, temendo che la vicinanza dei nuovi proprietari a specifici ambienti politici possa influenzare la neutralità della moderazione dei video condivisi sul social.

L’esodo verso UpScrolled

In risposta a questo clima di incertezza, una parte significativa degli utenti americani di TikTok sta migrando verso UpScrolled, una piattaforma emergente che si propone come alternativa imparziale ai giganti dei social media.

Fondata in Australia nel 2023 da Issam Hijazi, di origini palestinesi, UpScrolled ha scalato rapidamente le classifiche dei download promettendo una gestione dei contenuti basata su algoritmi trasparenti e un feed rigorosamente cronologico, eliminando così la possibilità di manipolazioni o shadowbanning.

La piattaforma dichiara di voler rimanere neutrale rispetto alle agende politiche e di limitare la moderazione esclusivamente ai contenuti illegali o ai discorsi d'odio. Per questo motivo sta attirando creator e attivisti in cerca di uno spazio digitale ritenuto più protetto dalle pressioni dei governi.