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Viaggio in Sicilia, nei parchi agrivoltaici che alimentano i data center di Amazon

Viaggio in Sicilia, nei parchi agrivoltaici che alimentano i data center di Amazon

Tra Gibellina, Mazara del Vallo e Paternò, Amazon punta sulle fonti carbon free per sostenere la crescita del cloud, dei servizi e dell’IA. Sette degli otto grandi impianti rinnovabili sviluppati in Italia si trovano in Sicilia, alcuni integrano in un modello ibrido colture agricole e pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Obiettivi: zero emissioni nette entro il 2040 e diventare “water positive” entro il 2030

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GIBELLINA (TP) - Tra le colline ondulate del trapanese, a pochi chilometri da Gibellina, il paesaggio cambia all’improvviso. Dopo chilometri di vigne, uliveti e campi bruciati dal sole di (quasi) fine giugno, senza aver incrociato anima viva, compaiono all’orizzonte migliaia di pannelli fotovoltaici ordinati in lunghe file geometriche e che tuttavia accompagnano anche le linee del territorio. È qui, nel cuore della Sicilia occidentale, che passa una parte della strategia energetica con cui Amazon e Amazon Web Services intendono sostenere la crescita dell’e-commerce, del cloud e soprattutto dell’intelligenza artificiale a cavallo degli sterminati servizi offerti dal gigante di Seattle.

Visitare uno di questi impianti a pochi giorni dalla sua entrata in servizio – erano in corso i test - significa osservare da vicino un fenomeno che sta ridefinendo il rapporto fra infrastrutture digitali, energia e territorio. Perché la particolarità di alcuni dei progetti siciliani non è soltanto la produzione di elettricità rinnovabile: alcuni sono infatti parchi agrivoltaici, cioè progettati per consentire la prosecuzione delle attività agricole tra le file dei pannelli e in altre zone perimetrali più libere dagli impianti, con colture interfilari che permettono di mantenere la vocazione produttiva dei terreni.

La Sicilia al centro della strategia energetica

La scelta dell'isola non è casuale. Dei complessivi otto progetti rinnovabili su scala industriale ai quali Amazon ha contribuito in Italia, ben sette si trovano in Sicilia. Quattro sono entrati in sviluppo nel 2025 e si aggiungono a tre impianti già operativi. Due di questi sono parchi agrivoltaici situati a Mazara del Vallo, nel trapanese, e a Paternò, in provincia di Catania. A cui stanno appunto per aggiungersi quelli di Gibellina, due dei quali sviluppati dal fondo Capital Dynamics.

Complessivamente, considerando anche gli impianti fotovoltaici installati sui tetti di 32 siti logistici italiani, Amazon arriva a 40 progetti rinnovabili nel paese, in grado di generare energia carbon free sufficiente ad alimentare l’equivalente di oltre 425mila famiglie italiane ogni anno. La Sicilia è dunque diventata il baricentro nazionale di una strategia più ampia che, a livello globale, comprende oltre 700 progetti energetici in 28 paesi e più di 40 gigawatt di capacità carbon free installata per oltre 12 milioni di abitazioni alimentabili. Non a caso, Seattle continua a essere il principale acquirente aziendale di energia rinnovabile da fonte eolica e solare al mondo nonché primo in Italia ed Europa.

Dove i pannelli convivono con l’agricoltura

Camminando tra le strutture del parco visitato nei pressi di Gibellina, dove le colture saranno messe a dimora nella stagione più appropriata, emerge tuttavia con chiarezza uno degli aspetti più interessanti dell’approccio agrivoltaico: l’idea che produzione energetica e attività agricola non debbano necessariamente entrare in conflitto.

Nei progetti di Mazara del Vallo e Paternò, Amazon e i partner industriali hanno infatti previsto la coltivazione del terreno tra le file dei moduli fotovoltaici, trasformando quello che potrebbe apparire come un semplice impianto energetico in un’infrastruttura ibrida. L’obiettivo è utilizzare la stessa superficie sia per produrre elettricità che per mantenere la produttività agricola (per esempio con sulla, fichi d’india e ulivi), riducendo il consumo di nuovo suolo e preservando il valore economico e storico delle aree rurali. È una soluzione che assume un significato particolare proprio in Sicilia, dove l’agricoltura resta uno dei pilastri economici del territorio e dove d’altra parte la disponibilità di vaste aree soleggiate rende il fotovoltaico particolarmente competitivo.

La sfida dell’AI e la questione energetica

Dietro questi impianti c’è naturalmente anche un’altra storia: quella dell’esplosione della domanda di potenza di calcolo alimentata dall’intelligenza artificiale e dai sempre più sofisticati sistemi che anima e muove. "Fra qualche anno, quando ripenseremo a questo periodo, lo identificheremo come una fase di svolta - spiega Giulia Gasparini, country leader di AWS Italia - la domanda crescente di AI e cloud computing sta creando un aumento della domanda energetica dei data center. Un fenomeno che crea pressione sulle reti elettriche". Per Gasparini, tuttavia, crescita e sostenibilità non sono incompatibili. Anzi. "La chiave è l’efficienza infrastrutturale. I nostri data center sono oltre quattro volte più efficienti di quelli tradizionali e i chip consumano fino al 60% in meno".

Nel materiale presentato durante il briefing palermitano emerge anche un dato significativo: la migrazione verso AWS può ridurre la carbon footprint fino al 99%, grazie a infrastrutture progettate per essere più efficienti dal punto di vista energetico. Il gruppo parla inoltre di una riduzione potenziale del 94% delle emissioni associate e di un miglioramento dell’efficienza legato all’utilizzo dei processori Graviton.

Non solo energia: la partita dell’acqua

Se l’energia rappresenta il tema più evidente, quello dell’acqua è forse il capitolo più sorprendente della strategia ambientale di AWS. Secondo i dati diffusi dall’azienda, nel 2025 i data center Amazon hanno registrato un consumo medio di appena 0,12 litri d’acqua per kilowattora elaborato, contro una media di settore pari a 0,84 litri. In altre parole, risultano oltre sette volte più efficienti nell’utilizzo della risorsa idrica. Il risultato deriva soprattutto dal ricorso al cosiddetto "free air cooling". Per circa il 90% del tempo, infatti, i data center utilizzano esclusivamente aria esterna per il raffreddamento, senza impiegare acqua. Solo durante le giornate più calde entra in funzione il raffreddamento evaporativo. Dal 2021 l’efficienza idrica è migliorata del 52% mentre l’azienda sostiene di aver già raggiunto circa il 75% del percorso verso l’obiettivo "water positive" fissato per il 2030. Gasparini sottolinea il tema con una formula destinata a tornare spesso nel dibattito sull’AI: "La vera domanda non è dunque se possiamo permetterci questa crescita dell’AI ma se possiamo permetterci di non usarla per affrontare certe sfide".

Dai data center alle reti idriche

La sostenibilità, nelle intenzioni di AWS, non si ferma ai propri impianti. Tra gli oltre 50 progetti di restituzione idrica annunciati a livello globale, che dovrebbero consentire il recupero di circa 22 miliardi di litri d’acqua l’anno una volta a regime, c’è anche un’iniziativa italiana. A Bergamo Amazon collabora infatti con Aganova e Uniacque per monitorare 64 chilometri di condotte attraverso sensori acustici e algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è individuare perdite invisibili e risparmiare circa 200 milioni di litri d’acqua all’anno per i prossimi dieci anni. Un servizio, questo, offerto d’altronde anche ad altre utilities.

L’innovazione passa anche dai materiali

La sostenibilità viene affrontata anche sul fronte delle infrastrutture fisiche. Tra gli esempi i sistemi ibridi aria-liquido per il raffreddamento dei workload AI, l’utilizzo di acciaio prodotto con processi a ridotte emissioni basati sull’idrogeno, l’impiego di cemento a basse emissioni di carbonio e iniziative di economia circolare che stanno dando frutti: per esempio, sono già stati recuperati 14,6 milioni di componenti hardware provenienti dai data center, evitando circa 110mila tonnellate di emissioni di CO2, mentre il programma di riparazione e riutilizzo delle apparecchiature a Dublino ha generato oltre 850 posti di lavoro in Europa.

Una scommessa sul futuro dell’isola

Dal promontorio che domina l’impianto nei pressi di Gibellina, i pannelli sembrano estendersi fino ai rilievi dell’entroterra. È un’immagine che sintetizza bene la trasformazione in corso: la Sicilia non è più soltanto una terra di produzione agricola o una piattaforma energetica tradizionale ma sta diventando uno dei laboratori europei della transizione energetica legata all’economia digitale. Per Amazon questi sette impianti rappresentano un pezzo della strategia globale che punta alle emissioni nette zero entro il 2040. Per il territorio, invece, sono appunto un banco di prova: capire se la produzione di energia, l’agricoltura e lo sviluppo delle infrastrutture digitali possano davvero convivere.

Dall'efficienza energetica dei data center, che secondo l'azienda raggiungono prestazioni fino a 4,1 volte superiori rispetto alle infrastrutture tradizionali on-premise, ai progetti per la riduzione dei consumi idrici, fino agli investimenti globali in energia carbon free, accumulo elettrico e persino nuova generazione nucleare, il messaggio è che la sostenibilità non può più essere considerata un tema separato dalla crescita dell'intelligenza artificiale. Al contrario, secondo AWS, sarà proprio la capacità di rendere più efficienti infrastrutture, reti energetiche e consumi di risorse a determinare la sostenibilità della prossima ondata di innovazione digitale.

Dalla Sicilia passa anche il racconto del Sud

La scelta di accompagnare la visita ai parchi siciliani non è casuale. Gli impianti rientrano infatti in "Amazon Destinazione Sud", il programma con cui il gruppo ha deciso di concentrare una serie di iniziative dedicate alle regioni meridionali in occasione del Prime Day 2026. Oltre al festival organizzato a Palermo dal 19 al 21 giugno con incontri culturali, musica e attività aperte al pubblico, il progetto comprende incentivi per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno, programmi di formazione digitale e sull'intelligenza artificiale per studenti e insegnanti e investimenti nelle infrastrutture energetiche rinnovabili dell'isola.