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L’evento

Orbits 2026, il confronto sulla società dopo l’intelligenza artificiale. Ospite Luciano Floridi

Orbits 2026, il confronto sulla società dopo l’intelligenza artificiale. Ospite Luciano Floridi

Il 16 e 17 luglio Orbits riunisce filosofi, istituzioni, università e imprese per discutere gli effetti concreti dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sulla cultura, sulla salute e sulle infrastrutture. Al centro dell’edizione 2026, la necessità di governare una trasformazione che non riguarda più soltanto la tecnologia, ma l’intera organizzazione della società

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L’intelligenza artificiale non è più uno strumento confinato ai laboratori o nei sistemi informatici delle aziende. Sta modificando il modo in cui si lavora, si prendono decisioni, si produce conoscenza e si organizzano le relazioni.

È da questa consapevolezza che nasce la terza edizione di Orbits – Dialogues with Intelligence, in programma il 16 e 17 luglio 2026 tra il Teatro Grande degli Scavi di Pompei e il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (città metropolitana di Napoli).

Il titolo scelto per l’edizione, “Habitat. Disegnare la società post-AI”, indica la prospettiva dell’iniziativa che sottolinea come le IA siano da considerare parte dell’ambiente sociale e non una tecnologia distante.

Dalla memoria di Pompei alla trasformazione industriale

Pompei rappresenta la memoria di una società cristallizzata nel tempo e Pietrarsa richiama invece la trasformazione industriale e la costruzione delle infrastrutture moderne.

“Ci sono luoghi in cui il tempo si misura diversamente. Pompei e Pietrarsa raccontano due momenti della nostra storia: la memoria e la trasformazione”, dichiara Luciano Floridi, filosofo dell’informazione, docente e direttore fondatore del Digital Ethics Center dell’Università di Yale. “In questi luoghi analizzeremo come l’AI non sia solo uno strumento, ma parte di una profonda trasformazione del nostro habitat, del modo in cui percepiamo il tempo, organizziamo le relazioni e attribuiamo valore all’azione”.

Il primo appuntamento si terrà alle ore 19 del 16 luglio nel Teatro Grande di Pompei. Floridi sarà protagonista dello Show-How, un incontro immersivo dedicato alle conseguenze filosofiche, culturali e organizzative dell’intelligenza artificiale. All’iniziativa parteciperanno rappresentanti delle imprese, delle università e delle istituzioni.

La serata proseguirà in piazza Esedra con “4 Steps Ahead”, evento organizzato da Extr4 – marchio italiano di sneaker - che comprenderà una performance dal vivo dell’artista Mr. Savethewall.

Gli effetti concreti dell’IA

Il 17 luglio, dalle 10, il confronto si sposterà nelle officine storiche del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. La seconda giornata sarà dedicata alle applicazioni e alle conseguenze già osservabili della trasformazione digitale.

Gli incontri affronteranno il rapporto tra IA e patrimonio culturale, produttività, lavoro, salute, longevità, energia e infrastrutture digitali. Uno spazio specifico sarà riservato al supercomputing, ormai decisivo per l’elaborazione dei modelli avanzati e per la capacità competitiva di imprese e Paesi. La giornata terminerà con una riflessione sull’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV.

I partecipanti

Tra i partecipanti annunciati, oltre al già citato Luciano Floridi, figurano il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la Ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta, Walter Renna di Fastweb + Vodafone, Mario Tartaglia del Gruppo FS, Gabriel Zuchtriegel del Parco archeologico di Pompei, monsignor Vincenzo Paglia della Pontificia Accademia per la Vita e rappresentanti di aziende e università.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci interverrà attraverso un videomessaggio dedicato agli effetti della trasformazione digitale sulla salute e sulla longevità.

Il coordinamento editoriale sarà affidato a Giuseppe De Bellis, Executive Vice President di Sky Italia. I panel saranno moderati dallo stesso De Bellis, dalle giornaliste di Sky TG24 Tonia Cartolano e Raffaella Cesaroni e dal direttore di Italian Tech Federico Ferrazza.

Chi deve decidere il futuro

Dietro il programma emerge una questione politica e culturale: stabilire quanto delegare alle tecnologie e quali decisioni debbano rimanere sotto il controllo delle persone e delle istituzioni. Secondo Manuela Ronchi, fondatrice e amministratrice delegata di Action Holding, comprendere questa trasformazione è necessario tanto per le imprese quanto per le nuove generazioni. “La società cambia, e spesso lo fa più velocemente della nostra capacità di interpretarla. Negli ultimi anni abbiamo attraversato una trasformazione profonda: dalla terraferma dei fondamenti alla fluidità del digitale, fino all’arrivo dell’intelligenza artificiale come nuovo ambiente in cui viviamo, lavoriamo e pensiamo”, afferma Ronchi. “Con Orbits abbiamo deciso di prenderci una responsabilità precisa: dare alle imprese e ai giovani gli strumenti per abitarla da protagonisti e non da stranieri. Il pensiero di Luciano Floridi è la bussola di questo progetto. Orbits è il luogo dove impariamo che affidare il ‘come’ alla tecnologia è legittimo, custodire il ‘perché’ è nostro dovere. Il futuro lo costruiamo noi, oggi, una domanda alla volta”.

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa non è quindi prevedere quale tecnologia arriverà dopo, ma creare gli strumenti culturali necessari per valutarne gli effetti.

Le macchine possono rendere più rapide ed efficienti molte attività, ma la scelta delle finalità, delle regole e dei valori non può essere automatizzata senza trasferire alla tecnologia anche una responsabilità che resta inevitabilmente umana.