Per acquistare Gus sono serviti 50,13 milioni di dollari.
Il Tyrannosaurus rex alto quasi quattro metri e lungo più di undici è stato venduto da Sotheby’s a New York, dopo una competizione che ha coinvolto sette offerenti.
Uno degli animali più temuti nella storia della Terra, morto decine di milioni di anni prima della comparsa degli esseri umani, viene trasformato in un lotto numerato e assegnato al miglior offerente. Il martello dell’asta misura in pochi minuti ciò che la geologia ha conservato attraverso ere intere.
La stima iniziale oscillava tra 20 e 30 milioni di dollari. Le offerte erano partite da 19 milioni. A vincere è stato un cliente collegato telefonicamente con Cassandra Hatton, vicepresidente della divisione Science and Natural History della casa d’aste. Il suo nome non è stato comunicato.
Il prezzo rende Gus il fossile più costoso mai venduto all’asta. Il record precedente apparteneva ad Apex, uno Stegosaurus acquistato nel 2024 per 44,6 milioni di dollari dal finanziere americano Ken Griffin e successivamente prestato all’American Museum of Natural History di New York. Gus ha superato anche Stan, il T-Rex ceduto da Christie’s nel 2020 per 31,8 milioni di dollari.
Chi era Gus
Lo scheletro risale a circa 67 milioni di anni fa, nella parte finale del Cretaceo.
È stato scoperto nel 2021 nella Hell Creek Formation, una vasta formazione geologica che attraversa porzioni del South Dakota, del Montana, del North Dakota e del Wyoming e che ha restituito alcuni dei più importanti fossili di dinosauro del Nord America.
Il ritrovamento è avvenuto in un ranch privato della contea di Harding, nel South Dakota.
Il fossile prende il nome da Gary “Gus” Licking, proprietario del terreno insieme alla moglie Dana. Licking morì nel febbraio del 2022, quando gli scavi erano ancora nelle prime fasi e la reale estensione dello scheletro doveva essere compresa.
L’estrazione è stata condotta da Theropoda Expeditions, una società texana specializzata nella ricerca, preparazione e montaggio commerciale dei fossili. La squadra ha lavorato sul sito per tre stagioni, dal 2021 al 2023, ampliando progressivamente l’area di scavo. Sono serviti altri due anni per pulire, studiare e assemblare i resti.
Gus misura circa 38 piedi, poco più di 11,5 metri, e raggiunge un’altezza di 12 piedi e mezzo, circa 3,8 metri. Lo scheletro comprende 183 elementi fossili autentici e 30 delle 32 gastralia, le sottili strutture ossee collocate nella regione addominale e spesso chiamate “costole ventrali”. È completo al 61 per cento contando il numero delle ossa, mentre i reperti conservati rappresentano tra il 75 e l’80% della massa ossea originaria.
Particolarmente prezioso è il cranio, lungo quasi un metro e quaranta e completo per circa l’82%. Sono presenti tutte le sei serie dentarie, parti rare delle zampe anteriori, il bacino completo e due piedi ben rappresentati. Sotheby’s lo descrive come un individuo adulto, grande e robusto. Le parti mancanti sono state ricostruite per consentire il montaggio dello scheletro nella posa espositiva vista durante l’asta.
Quando la paleontologia diventa un mercato del lusso
Negli Stati Uniti i fossili trovati legalmente su terreni privati possono essere venduti dai proprietari. Gus è riemerso da una proprietà privata e Sotheby’s lo ha offerto insieme alla documentazione relativa all’autenticità, alle condizioni e alla legittimità del possesso.
Questo quadro giuridico ha favorito la crescita di un mercato nel quale dinosauri, meteoriti e altri reperti naturali vengono presentati accanto a opere d’arte e oggetti da collezione.
L’espansione moderna di questo mercato viene spesso fatta risalire al 1997, quando Sotheby’s vendette Sue, allora il T-Rex più completo conosciuto, per circa 8,4 milioni di dollari. Il Field Museum di Chicago riuscì ad acquistarlo grazie al sostegno di aziende e donatori. Sue è ancora oggi conservato in una collezione pubblica e disponibile per la ricerca.
Le quotazioni raggiunte negli ultimi anni hanno cambiato le proporzioni della competizione.
I musei devono confrontarsi con miliardari e fondi privati capaci di spendere decine di milioni di dollari in pochi minuti. Secondo un’analisi citata da Wired, i fossili di T-Rex custoditi in collezioni private sarebbero ormai più numerosi di quelli conservati in istituzioni pubbliche.
Per Sotheby’s e per gli operatori commerciali, i capitali privati finanziano scavi lunghi e costosi, salvando reperti che l’erosione potrebbe distruggere.
I paleontologi ricordano però che il modo in cui un fossile viene estratto conta quasi quanto il fossile stesso. La posizione delle ossa, la composizione delle rocce e gli altri materiali presenti nel terreno possono spiegare l’ambiente in cui l’animale visse e le circostanze della sua morte.
Una documentazione incompleta cancella informazioni che nessun restauro può recuperare.
Il futuro di Gus dipende dal compratore
La Society of Vertebrate Paleontology, l’organizzazione internazionale che riunisce gli studiosi dei vertebrati fossili, ha chiesto che reperti scientificamente importanti come Gus vengano affidati stabilmente a musei o istituzioni di ricerca.
Un prestito temporaneo consente al pubblico di vedere lo scheletro, ma non garantisce agli scienziati l’accesso continuo necessario per verificare gli studi e applicare nuove tecniche.
Alcuni acquisti recenti hanno prodotto soluzioni intermedie. Apex, per esempio, è stato concesso in prestito per quattro anni all’American Museum of Natural History. Stan è destinato a un museo di storia naturale ad Abu Dhabi. Questi casi mostrano che la proprietà privata può convivere con l’esposizione pubblica, anche se la disponibilità futura del reperto resta legata alle decisioni del proprietario.
Per ora il destino di Gus è nascosto dietro l’anonimato dell’acquirente. Potrebbe apparire presto nella sala di un museo, diventare il centro di una fondazione privata oppure scomparire in una collezione accessibile a pochissime persone.