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Lexroom, prime due acquisizioni: Query Juriste in Francia e Praven Intelekt in Bulgaria

(Nella foto: Martina Domenicali, Andrea Lonza e Paolo Fois, founder di Lexroom)
(Nella foto: Martina Domenicali, Andrea Lonza e Paolo Fois, founder di Lexroom) 

Prima operazione di M&A nella storia di Lexroom, startup italiana del legal IA. L'azienda arriva a presidiare cinque mercati europei, supera i 20.000 clienti e i 20 milioni di euro di ARR. Il CEO Paolo Fois: "Non ha senso reinventare la ruota mercato per mercato."

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C'è un problema strutturale al cuore del legal IA europeo, e Lexroom ha deciso di risolverlo con le acquisizioni. Il diritto è locale. Ogni Paese ha la propria normativa, la propria giurisprudenza, il proprio linguaggio giuridico, le proprie prassi professionali. Costruire un prodotto di intelligenza artificiale che funzioni davvero per un avvocato francese o bulgaro non è la stessa cosa che costruirlo per uno italiano. Non basta tradurre l'interfaccia: servono dati giuridici locali, competenze territoriali, relazioni con il mercato.

È partendo da questa consapevolezza che Lexroom, la startup italiana fondata nel 2023 da Paolo Fois, Martina Domenicali e Andrea Lonza, ha annunciato oggi l'acquisizione del 100% di Query Juriste, società francese di ricerca giuridica AI, e di Praven Intelekt, suo omologo bulgaro. È la prima operazione di M&A nella storia dell'azienda, e segna l'apertura di una nuova fase nella sua strategia di crescita europea.

Cinque mercati, una sola piattaforma

Fino a oggi Lexroom aveva seguito un percorso di espansione organica, entrando in Germania e Spagna nel corso del 2026. Con le due acquisizioni, l'azienda arriva a presidiare cinque mercati europei: Italia, Germania, Spagna, Francia e Bulgaria e lo fa portando con sé non solo la propria tecnologia, ma anche i team e le basi clienti delle società acquisite.

In Francia, Query Juriste conta quasi 300 clienti e circa 1.000 licenze attive, e ha costruito una piattaforma di ricerca giuridica collegata a oltre cinque milioni di documenti francesi ed europei. In Bulgaria, Praven Intelekt serve oltre 900 clienti e rappresenta per Lexroom la prima porta d'ingresso nell'Europa centro-orientale, una regione finora sostanzialmente inesplorata dal legal AI internazionale.

I founder di entrambe le realtà entrano in Lexroom con ruoli operativi: Etienne Le Guay guiderà lo sviluppo dell'azienda in Francia, mentre Siyanna Lilova assumerà il ruolo di Head of Central and Eastern Europe. I marchi Query Juriste e Praven Intelekt confluiranno progressivamente sotto l'ombrello Lexroom.

L'approccio data-first come filo conduttore

Cosa ha convinto Lexroom ad acquisire proprio questi due player, tra i molti incontrati nell'ultimo anno? La risposta, secondo il CEO Paolo Fois, sta nella filosofia di prodotto. "Nell'ultimo anno abbiamo incontrato decine di founder impegnati in una missione vicina alla nostra", ci spiega. "Query Juriste e Praven Intelekt si sono distinte subito, per la qualità dei team, la trazione reale e prodotti costruiti con la stessa convinzione con cui abbiamo iniziato noi".

Quella convinzione ha un nome preciso: approccio data-first. Invece di prendere un modello linguistico generalista e applicarlo al diritto, Lexroom ha costruito la propria piattaforma su un'infrastruttura proprietaria di fonti giuridiche certificate, organizzata per restituire risposte affidabili e verificabili giurisdizione per giurisdizione. Oggi quella infrastruttura conta oltre 13 milioni di fonti giuridiche.

Non è un caso che entrambe le società acquisite abbiano seguito lo stesso principio. "Abbiamo costruito Query Juriste con la convinzione che l'AI sia utile agli avvocati solo se è costruita sui dati giuridici stessi, e non sopra un modello generalista", conferma Etienne Le Guay, co-founder di Query Juriste. "Siamo entrati in Lexroom perché è nata sullo stesso principio data-first". Sulla stessa lunghezza d'onda Siyanna Lilova, co-founder di Praven Intelekt: "I professionisti del settore legale avevano bisogno di un'intelligenza artificiale sviluppata sulla base delle specificità del diritto locale, piuttosto che di uno strumento generico".

La strategia: acquisizioni e prossimi passi

Le acquisizioni arrivano in un momento preciso dell'evoluzione del mercato europeo del legal AI. Dopo una prima fase caratterizzata da rapida innovazione di prodotto e proliferazione di player locali, il settore sta entrando in una fase di scala e consolidamento. Costruire piattaforme affidabili su più giurisdizioni richiede investimenti importanti: in dati, compliance, prodotto, talenti locali che solo le aziende con sufficiente scala e capitale possono sostenere.

Lexroom si trova oggi in una posizione privilegiata per guidare questa fase. Nell'estate del 2026 ha superato i 20 milioni di euro di Annual Recurring Revenue e serve oltre 20.000 clienti con un team di più di 200 professionisti. A maggio 2026 ha chiuso un Series B da 50 milioni di dollari guidato da Left Lane, con la partecipazione di Base10 Partners, Eurazeo, Acurio Ventures, Entourage e View Different — appena otto mesi dopo il Series A da 19 milioni di dollari. La raccolta complessiva supera oggi i 73 milioni di dollari.

"Non ha senso reinventare la ruota mercato per mercato", dice Fois. "Quando incontriamo founder che hanno già costruito qualcosa di valido, la mossa più intelligente è unire la tecnologia, la scala e il capitale di Lexroom alla competenza e all'energia di chi conosce il territorio. È così che si costruisce la piattaforma di riferimento del legal AI in Europa".

L'ambizione di lungo periodo di Lexroom è diventare il sistema operativo IA del lavoro legale: una piattaforma unica che riunisca ricerca giuridica, redazione di atti, analisi documentale e i più ampi flussi di lavoro professionali, a partire dai mercati europei di civil law. Le due acquisizioni annunciate oggi sono, nelle parole del suo CEO, "solo l'inizio". Il segnale è chiaro: il consolidamento del legal AI europeo è iniziato, e Lexroom intende guidarlo.