Apple ha presentato il 9 settembre iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, mentre iOS 27 arriverà come aggiornamento gratuito il 14 settembre ed è compatibile con tutti gli iPhone a partire da iPhone 11, inclusi iPhone SE di seconda generazione.Sul piano della sicurezza, la novità più interessante riguarda un cambio di prospettiva, l’iPhone prova a proteggere sia il software sia la persona che lo sta usando.
La truffa non è sempre un bot
Molte frodi digitali aggirano i sistemi di autenticazione proprio perché la vittima esegue personalmente l’operazione. Un truffatore telefona fingendosi un dipendente della banca, un agente delle forze dell’ordine o un familiare in difficoltà, guida la vittima passo dopo passo e la convince a disporre un bonifico, condividere documenti oppure autorizzare un nuovo dispositivo. Face ID riconosce correttamente il proprietario e il codice di verifica arriva al telefono giusto e, dal punto di vista tecnico, l’operazione appare regolare.
Per questo iOS 27 introduce Trust Insights, un nuovo framework destinato alle app che gestiscono operazioni sensibili. Apple lo descrive come uno strumento capace di valutare il rischio di “coaching”, cioè una situazione in cui qualcuno sta guidando l’utente verso un’azione rischiosa. La documentazione tecnica e il video della WWDC 2026 spiegano che il sistema usa un modello di apprendimento automatico e analizza schemi di interazione, tempi, contesto e dati elementari dei sensori. Il contenuto di Foto, Messaggi e Mail resta fuori da questa analisi. I segnali raccolti dal dispositivo vengono elaborati localmente e scartati subito dopo la valutazione; verso l’esterno esce un risultato sintetico.
Il risultato ha tre livelli: “unknown”, “medium” e “high”. Il primo indica assenza di elementi utili per formulare un giudizio, il secondo segnala alcuni indizi di pressione esterna, il terzo indica una presenza significativa di elementi compatibili con il coaching. A quel punto una banca, un servizio di pagamento o un’altra app autorizzata può aumentare il livello di verifica, mostrare un avviso, introdurre un breve ritardo oppure inviare l’operazione a un controllo aggiuntivo.
Il dettaglio dei singoli indicatori resta riservato. Apple pubblica le categorie di dati usate e il funzionamento generale del modello, lasciando fuori l’elenco preciso dei segnali che fanno salire il livello di rischio.
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E se sto aiutando davvero mia nonna?
Qui emerge il punto più delicato. Un figlio che guida un genitore anziano durante un bonifico legittimo, oppure un nipote che aiuta la nonna a configurare un account, può creare un contesto simile a quello osservato durante una truffa guidata. Trust Insights produce quindi un indicatore di rischio, anziché una sentenza sulla legittimità dell’operazione.
Apple chiede agli sviluppatori di integrare il segnale dentro i controlli già esistenti. Un risultato medio può portare a un avviso o a una verifica supplementare; un risultato alto può giustificare maggiore cautela. La decisione finale deriva dall’insieme dei controlli dell’app, dal profilo dell’operazione e dagli altri indicatori di rischio. È un dettaglio decisivo, perché riduce l’impatto dei falsi positivi e lascia spazio ai casi legittimi di assistenza tra familiari.
Password compromessa, iOS 27 prova a risolvere il problema al posto dell’utente
Un secondo cambiamento riguarda l’app Password. Apple spiega nella pagina ufficiale di iOS 27 che il sistema segnala le credenziali deboli o coinvolte in fughe di dati e, con un aggiornamento software successivo, potrà modificarle per conto dell’utente. Repubblica ha descritto la stessa funzione durante la fase beta di iOS 27.
In pratica, il gestore delle password passa dalla semplice segnalazione alla correzione guidata. Oggi iPhone avvisa quando una credenziale appare in un archivio di password rubate o presenta caratteristiche fragili. Con la nuova funzione, sui servizi compatibili, l’app Password potrà avviare il cambio della credenziale e sostituirla con una nuova password sicura, riducendo i passaggi manuali. Il vantaggio riguarda soprattutto le persone che ricevono l’avviso e rimandano il cambio per giorni o settimane.
Minori, più controllo su siti, immagini e tempi di utilizzo
iOS 27 amplia anche la sicurezza dedicata a bambine e bambini. La nuova funzione “Chiedi di navigare” permette a un minore di inviare ai genitori una richiesta quando prova ad aprire un nuovo sito; la risposta può arrivare direttamente attraverso Messaggi. La funzione Sicurezza delle comunicazioni estende inoltre l’analisi protettiva a immagini e video con sangue o scene violente, oltre ai contenuti sessualmente espliciti già coperti dalle versioni precedenti. Apple aggiunge anche limiti di tempo più granulari e programmi orari per categorie di app. Repubblica ha approfondito questo pacchetto di controlli.
App Attest, l’app può dimostrare di essere quella autentica
iOS 27 rafforza anche App Attest, una tecnologia pensata soprattutto per banche, servizi finanziari, giochi e applicazioni che devono difendersi da copie modificate. Il concetto è semplice: l’app crea una prova crittografica collegata al dispositivo e il server del servizio verifica quella prova, prima di fidarsi dei dati ricevuti. Con iOS 27, App Attest aggiunge informazioni sulla modalità con cui l’app è stata avviata e sulla sua versione. Un servizio può quindi accorgersi più facilmente di una copia alterata, firmata in modo anomalo oppure distribuita attraverso un canale diverso da quello previsto. Per l’utente il controllo avviene dietro le quinte; per una banca significa avere un indizio tecnico in più prima di accettare una richiesta sensibile proveniente dal telefono.
Il nuovo iPhone 18 Pro può creare una prova dello scatto originale
La novità di sicurezza più originale dei nuovi iPhone 18 Pro riguarda le immagini. Apple Reference Image sfrutta il nuovo sensore della fotocamera principale per firmare i dati catturati al momento dello scatto. In modalità Reference, il telefono registra dati del sensore firmati digitalmente e Private Cloud Compute li trasforma in un’immagine di riferimento protetta. L’utente può affiancare questa immagine alla foto elaborata e verificare visivamente cosa vedeva il sensore al momento dello scatto. Apple paragona il riferimento a un negativo digitale. La funzione punta alla verifica dell’autenticità in un’epoca in cui ritocchi generativi e immagini sintetiche rendono più difficile stabilire l’origine di una fotografia.
Per giornalisti, fotografi e redazioni il valore potenziale è evidente: una fotografia può arrivare insieme a una traccia tecnica che certifica il dato originario catturato dal sensore. Apple aggiungerà inoltre il supporto a SynthID, lo standard sviluppato da Google per contrassegnare contenuti creati o modificati con strumenti di intelligenza artificiale. Nell’Unione europea la cattura di Apple Reference Image arriverà in una fase successiva; i sistemi con iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 potranno già visualizzare e sviluppare i file di riferimento.
La protezione della memoria resta una barriera contro gli spyware più sofisticati
Sul fronte strettamente informatico, iPhone 18 Pro eredita una delle difese più importanti introdotte da Apple con la generazione precedente. Memory Integrity Enforcement, disponibile sui chip A19 e successivi e quindi parte della base di sicurezza dell’A20 Pro, protegge aree cruciali della memoria usata dal sistema.
Gli attacchi spyware più avanzati sfruttano spesso errori di gestione della memoria per scrivere dati dove il programma si aspetta altro, corrompere strutture interne e ottenere progressivamente privilegi superiori. Memory Integrity Enforcement associa marcatori alle aree di memoria e controlla in tempo reale che il software acceda alle zone previste. Una violazione del modello provoca l’interruzione dell’operazione prima che la catena di exploit possa avanzare.
Apple considera questa architettura una difesa rivolta soprattutto agli spyware mercenari, strumenti costosi usati contro obiettivi selezionati come giornalisti, attivisti, politici e dirigenti. Nel febbraio 2026 iPhone e iPad, con le protezioni native della piattaforma, hanno anche ottenuto l’approvazione per gestire informazioni classificate fino al livello NATO Restricted.
Apple Intelligence e i dati personali
iOS 27 porta più funzioni di intelligenza artificiale dentro le app e aumenta quindi la quantità di contesto personale che il sistema può usare. Apple risponde a questo problema con un’architettura a due livelli: le richieste compatibili vengono elaborate direttamente sul dispositivo, le richieste che richiedono modelli più grandi possono passare a Private Cloud Compute, infrastruttura server progettata per estendere al cloud le protezioni dell’iPhone.
Apple dichiara che Private Cloud Compute elabora la richiesta per il tempo necessario e mantiene il sistema verificabile da ricercatori esterni. Questa architettura diventa particolarmente importante con Siri AI, capace di usare informazioni provenienti da messaggi, email, foto e contenuti presenti sullo schermo.
Per gli utenti italiani il debutto del 14 settembre avrà una configurazione diversa rispetto ad altri mercati. In Europa iOS 27 arriverà con la Siri attuale, mentre Siri AI seguirà un percorso successivo legato al confronto tra Apple e Commissione europea sul Digital Markets Act. Repubblica ha ricostruito lo scontro e le ragioni di sicurezza indicate da Cupertino.
Una sicurezza che prova a capire anche il contesto
La direzione scelta da Apple emerge con chiarezza. Le difese classiche restano al centro dell’iPhone: isolamento delle app, crittografia, Face ID, protezione della memoria e aggiornamenti di sicurezza. iOS 27 aggiunge un livello che guarda al comportamento e alle circostanze dell’operazione, mentre iPhone 18 Pro porta la verifica dell’autenticità dentro il processo fotografico.
Il risultato è un modello di sicurezza più ampio. Un attacco può arrivare da una vulnerabilità del software, da una copia manipolata di un’app, da una password già finita in una fuga di dati oppure da una persona che convince la vittima a premere il pulsante giusto. iOS 27 prova a coprire tutti questi livelli, trasformando l’iPhone da dispositivo che verifica soltanto l’identità dell’utente a sistema che prova anche a valutare il rischio del contesto in cui quell’identità sta agendo.