Apple aggiorna MacBook Pro e iMac con M6: tutte le novità annunciate
di Pier Luigi PisaApple porta il nuovo chip M6 sul MacBook Pro da 14 pollici e sull’iMac. I due computer cambiano soprattutto dentro: più potenza grafica, maggiore capacità di eseguire modelli di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo, Wi-Fi 7 e archiviazione più veloce
Apple ha scelto due dei suoi Mac più riconoscibili per portare M6 - il nuovo processore progettato internamente dalla Mela - al centro della nuova generazione di computer: il MacBook Pro da 14 pollici e l’iMac da 24 pollici.
Il primo guadagna più potenza e autonomia in un design ormai familiare. Il secondo salta direttamente da M4 a M6 e riceve uno degli aggiornamenti prestazionali più consistenti della sua storia recente.
M6, lo ricordiamo, è il primo processore Apple prodotto con tecnologia a 2 nanometri ed è già arrivato, nelle scorse settimane, sul Mac mini.
Gli ultimi annunci dell’azienda di Cupertino, in un periodo già ricco di novità [iPhone Duo e iPad Mini su tutte, insieme a nuovi dispositivi per la casa], raccontano una strategia molto precisa sui computer per uso domestico e professionale. Le forme cambiano poco, mentre gran parte del lavoro si concentra all’interno: CPU e GPU più veloci, maggiore capacità di eseguire modelli di IA in locale, SSD più rapidi e connettività aggiornata con Wi-Fi 7 e Bluetooth 6.
MacBook Pro e iMac restano macchine molto diverse per pubblico e utilizzo, ma condividono la stessa evoluzione tecnologica. Il processore M6 serve ad aumentare le prestazioni tradizionali e, soprattutto, a preparare i Mac a una quantità crescente di funzioni basate su modelli di intelligenza artificiale che possono essere scaricati per svolgere compiti direttamente sul computer. Il vantaggio, in questo caso, è che i dati personali non lasciano il dispositivo.
MacBook Pro 14", più potenza senza cambiare formula
Sul MacBook Pro da 14 pollici Apple interviene, come detto, soprattutto sulle prestazioni.
La CPU passa a 12 core, due in più rispetto alla generazione precedente, mentre la GPU arriva anch’essa a 12 core. Secondo l’azienda, le prestazioni grafiche crescono fino al 30% rispetto al modello con M5.
L’aumento di potenza riguarda anche le funzioni di IA eseguite direttamente sul Mac. Apple ha potenziato i componenti del chip dedicati a questi calcoli, così operazioni come produrre un testo o generare immagini in locale possono essere svolte in modo più efficace, e soprattutto più velocemente, senza affidarsi necessariamente alla connessione a internet.
Secondo la Mela, in alcuni test le prestazioni IA crescono fino al 25% rispetto al precedente processore M5, mentre il Neural Engine, cioè il motore del chip dedicato a questo tipo di elaborazioni, è superiore di 1,9 volte alle prestazioni della generazione precedente.
L’utilizzo di modelli linguistici locali è uno degli ambiti su cui Apple, recentemente, insiste di più. Lo abbiamo visto con gli ultimi Mac mini e Mac Studio, usciti il mese scorso. Spostare una parte crescente dell’elaborazione dell’IA sul dispositivo permette di ridurre la dipendenza dal cloud e mantenere più dati sul computer dell’utente.
Anche nei software professionali più comuni il vantaggio rispetto a M5 resta visibile, seppure meno marcato. Apple indica prestazioni fino a 1,3 volte superiori nella compilazione di codice con Xcode, l’ambiente di sviluppo usato per creare applicazioni per iPhone, iPad e Mac.
Lo stesso aumento viene dichiarato nel rendering con ray tracing - una tecnica che simula il comportamento della luce per ottenere immagini più realistiche - in Blender, un programma molto diffuso per creare grafica e animazioni 3D.
Con Affinity, software utilizzato per il fotoritocco e la grafica, Apple parla invece di un miglioramento fino a 1,2 volte nell’elaborazione delle immagini. Il miglioramento diventa più evidente per chi proviene dai primi Mac con chip Apple: rispetto al MacBook Pro 13" con M1, il nuovo modello sarebbe fino a 11,7 volte più veloce nel rendering 3D con ray tracing e fino a 13 volte più rapido nell’elaborazione dei prompt, cioè le richieste scritte che vengono date a un modello di intelligenza artificiale.
Il nuovo MacBook parte da 16 GB di memoria unificata e può essere configurato fino a 32 GB. La banda di memoria raggiunge 170 GB al secondo, un dato che incide soprattutto quando si lavora con progetti di grandi dimensioni o applicazioni che devono spostare rapidamente molte informazioni tra CPU e GPU.
Apple ha aggiornato anche la connettività. Arrivano Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, mentre restano tre porte Thunderbolt 4, HDMI, MagSafe 3, il lettore di schede SDXC e il jack per le cuffie. Il portatile può gestire fino a due monitor esterni.
L’autonomia del nuovo MacBook Pro dichiarata da Apple arriva a 24 ore, quattro in più rispetto a un modello con M. È disponibile anche la ricarica rapida: con un alimentatore USB-C compatibile da 96 watt, Apple sostiene che sia possibile raggiungere il 50% della batteria in circa mezz’ora.
Fuori la macchina cambia poco. Offre il display Liquid Retina XDR, con luminosità HDR di picco fino a 1.600 nit e contrasto di 1.000.000:1, disponibile anche con vetro nanotexture. Completano l’hardware la videocamera Center Stage da 12 megapixel e il sistema audio a sei altoparlanti.
Il MacBook Pro 14" con M6 sarà disponibile in nero siderale e argento. I preordini in Italia partono il 28 ottobre, mentre le consegne inizieranno il 6 novembre.
Il prezzo parte da 2.349 euro, oppure da 2.229 euro con le tariffe Education.
L'iMac salta M5 e passa direttamente a M6
Anche l’iMac da 24 pollici entra nella nuova generazione, ma con un salto maggiore rispetto al MacBook Pro: passa direttamente da M4 a M6.
Il design da computer tutto-in-uno resta praticamente invariato, mentre l’aggiornamento interessa soprattutto la velocità del computer e la capacità di gestire applicazioni più pesanti.
Apple conserva sul nuovo modello il display Retina 4,5K da 24 pollici, con una luminosità di 500 nit. C’è anche qui la possibilità di scegliere il vetro nanotexture, pensato per ridurre i riflessi negli ambienti molto illuminati.
La videocamera Center Stage da 12 megapixel può seguire automaticamente la persona durante una videochiamata e mantenerla al centro dell’immagine. Con Panoramica Scrivania può inoltre mostrare dall’alto ciò che si trova davanti al computer, una funzione utile per lezioni a distanza o dimostrazioni.
L’aspetto esterno continua a essere una delle caratteristiche distintive di questa macchina, grazie ai colori vivaci della scocca: il nuovo iMac è disponibile in blu, verde, rosa, giallo, viola, arancione e argento, con accessori coordinati.
Passando all’interno, la CPU fa lo stesso passo in avanti del MacBook Pro da 14 pollici: può arrivare fino a 12 core, due in più rispetto al modello precedente. Anche la GPU può raggiungere i 12 core e, secondo Apple, offre prestazioni grafiche fino al doppio rispetto all’iMac con M4. È un miglioramento che riguarda soprattutto attività come il fotoritocco e i videogiochi più esigenti.
Anche l’iMac con M6 è stato potenziato per gestire meglio le attività legate all’intelligenza artificiale. Sul nuovo modello, per esempio, è possibile eseguire direttamente sul computer chatbot basati su modelli open-weight, cioè modelli i cui parametri sono disponibili agli sviluppatori e possono essere utilizzati senza passare necessariamente da un servizio online.
Nei test con LM Studio, un programma utilizzato proprio per eseguire modelli linguistici sul proprio computer, il nuovo iMac sarebbe fino a cinque volte più veloce rispetto al modello con M4 e fino a dodici volte rispetto al più vecchio con M1.
La distanza diventa particolarmente ampia guardando alle applicazioni tradizionali. Con Microsoft Excel, Apple dichiara prestazioni fino a 1,5 volte superiori rispetto all’iMac M4. Nell’elaborazione delle immagini con Affinity, software dedicato al fotoritocco e alla grafica, il vantaggio può arrivare fino al doppio.
Raddoppiano, secondo Apple, anche le prestazioni nei giochi che utilizzano il ray tracing.
Sul nuovo iMac migliora anche l’archiviazione interna. Apple dichiara velocità di lettura e scrittura dell’SSD fino al doppio rispetto alla generazione precedente. Una maggiore velocità permette di aprire più rapidamente file pesanti e riduce i tempi di caricamento dei progetti più complessi.
Arrivano inoltre Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. Nelle configurazioni compatibili è disponibile una connessione Ethernet da 2,5 Gigabit, utile soprattutto negli uffici o negli studi dove si trasferiscono grandi quantità di dati attraverso una rete cablata.
L’iMac può avere fino a quattro porte Thunderbolt 4 e supportare contemporaneamente due monitor esterni con risoluzione 6K. Per una macchina come questa, significa poter costruire una postazione di lavoro molto più ampia mantenendo l’iMac come centro del sistema.
Il nuovo iMac con M6 può essere preordinato dal 28 ottobre e sarà disponibile dal 6 novembre. In Italia il prezzo parte da 1.829 euro per la configurazione con CPU 10-core e GPU 10-core, mentre la versione con CPU e GPU a 12 core parte da 2.029 euro.
Siri AI e macOS 27
Entrambi i nuovi Mac arrivano con macOS 27 Golden Gate e sono progettati intorno alla nuova generazione di Apple Intelligence.
Siri AI è disponibile in beta su macOS 27 e, per ora, non in italiano.
La versione avanzata dell’assistente Apple può utilizzare il contesto personale dell'utente, cercare informazioni tra messaggi, email e fotografie e interagire con le applicazioni. È integrata anche in Spotlight. Visual Intelligence permette invece di interrogare Siri su ciò che appare sullo schermo.