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Neurochirurgia, la nuova frontiera degli elettrodi flessibili

Neurochirurgia, la nuova frontiera degli elettrodi flessibili

Permettono interventi più precisi e meno invasivi sul cervello: a svilupparli è l’azienda italiana Wise, che ha raccolto 60 milioni di euro e cresce anche grazie al sostegno di Lombardia Venture

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Negli ultimi anni la neurochirurgia sta vivendo una trasformazione profonda grazie a tecnologie sempre più precise e meno invasive, capaci di migliorare non solo l’efficacia degli interventi ma anche la sicurezza per i pazienti. In particolare, la possibilità di interagire in modo più accurato con l’attività elettrica del cervello sta aprendo nuove prospettive sia nella diagnosi sia nel trattamento di patologie complesse come epilessia e tumori.

Tra le innovazioni più promettenti emergono gli elettrodi flessibili, dispositivi di nuova generazione progettati per adattarsi alla superficie cerebrale superando i limiti delle soluzioni tradizionali rigide.

È in questo contesto che si inserisce l’azienda italiana Wise, che ha sviluppato una tecnologia proprietaria basata sull’elettronica elastica. Una soluzione nata quasi per caso in laboratorio e oggi trasformata in un dispositivo medico avanzato per l’uso intraoperatorio.

“Durante un esperimento stavamo studiando il comportamento di particelle metalliche sparate su una base di vetro”, racconta Luca Ravagnan, ceo e co-founder dell’azienda. “Quando abbiamo sostituito il vetro con un materiale plastico, ci siamo accorti che le particelle non restavano in superficie, ma si impiantavano come microscopici proiettili”.

“Da lì l’intuizione: potevamo produrre elettronica elastica”. Un passaggio che ha portato allo sviluppo di un elettrodo innovativo capace di registrare, monitorare e stimolare i segnali elettrici sulla superficie cerebrale durante gli interventi neurochirurgici.

Il dispositivo, Wise Cortical Strip, si distingue dalle soluzioni tradizionali – basate su dischi metallici rigidi inseriti in silicone – per una struttura più avanzata: contatti in platino estensibili integrati in un film di silicone sottile e morbido. Questa configurazione consente all’elettrodo di adattarsi in modo naturale alla morfologia del cervello, migliorando l’aderenza anche nelle aree più complesse. “Questo ci permette di ottenere un dispositivo che aderisce perfettamente alla superficie cerebrale e garantisce una stabilità del segnale nettamente superiore”, spiega Ravagnan.

I benefici clinici sono significativi. Nella chirurgia dell’epilessia, ad esempio, la maggiore precisione nella registrazione dei segnali elettrici consente di individuare con più accuratezza le aree da trattare, riducendo il rischio di interventi troppo estesi. Negli interventi oncologici, invece, la migliore qualità del segnale supporta il chirurgo nel distinguere i tessuti funzionali da quelli patologici.

L’innovazione ha già superato importanti traguardi regolatori: l’azienda ha ottenuto la marcatura CE secondo il regolamento europeo sui dispositivi medici e l’approvazione Fda (Agenzia per gli alimenti e i medicinali) e oggi il prodotto è commercializzato in Europa, Stati Uniti e Australia.

Parallelamente, Wise sta ampliando il raggio d’azione della propria piattaforma tecnologica. L’azienda è infatti impegnata nello sviluppo di elettrodi per la stimolazione del midollo spinale destinati al trattamento del dolore cronico, attualmente in preparazione per la fase di sperimentazione clinica. “È un’evoluzione naturale della nostra tecnologia”, sottolinea il ceo, “e rappresenta uno dei fronti su cui stiamo investendo”. Sul fronte finanziario, la crescita è stata sostenuta da un mix di capitali pubblici e privati. La società ha raccolto circa 60 milioni di euro: 34 milioni da fondi di venture capital, 15 milioni dalla Banca europea per gli investimenti e undici milioni tramite grant (finanziamento a fondo perduto). Tra i sostenitori figura anche Lombardia Venture, iniziativa promossa dalla Regione Lombardia e finanziata con fondi europei, che – tramite il fondo Indaco Ventures I Parallel Lombardia - ha co-investito in un round da circa dieci milioni di euro insieme ad altri fondi di venture capital e a operatori privati.

Lombardia Venture opera come “fondo di fondi”, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al capitale per le imprese innovative del territorio, combinando risorse pubbliche e private e rafforzando l’ecosistema locale del venture capital. Fondata nel 2011 e oggi composta da circa 55 persone, Wise guarda ora alle prossime tappe di sviluppo. “Nei prossimi dodici mesi puntiamo alla validazione clinica del nuovo prodotto per la stimolazione spinale e al successivo iter approvativo”, racconta Ravagnan. “Allo stesso tempo vogliamo espandere la nostra presenza commerciale in Europa e negli Stati Uniti e applicare la tecnologia Wise Cortical Strip anche ad altri organi, oltre al cervello, in tutti i contesti che coinvolgono tessuti molli”.