Persone e innovazione

Regione Lombardia investe sul trasferimento delle conoscenze

Regione Lombardia investe sul trasferimento delle conoscenze

Via libera a contributi a fondo perduto fino a 56 mila euro per favorire l’assunzione di dottori di ricerca nelle imprese lombarde. Obiettivo: rafforzare innovazione, digitalizzazione e transizione sostenibile creando un ponte stabile tra università e sistema produttivo

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Negli ultimi anni la capacità di attrarre, trattenere e valorizzare i talenti è diventata uno dei principali fattori competitivi per i territori e per i sistemi produttivi. L’innovazione, infatti, non nasce soltanto dagli investimenti in tecnologie o infrastrutture, ma soprattutto dall’incontro tra ricerca, competenze e imprese. La sfida, oggi, è trasformare il patrimonio di conoscenze sviluppato nelle università e nei centri di ricerca in applicazioni concrete, processi industriali, soluzioni sostenibili e nuovi modelli di crescita. Un passaggio cruciale, soprattutto per le piccole e medie imprese, che rappresentano il motore dell’economia italiana ma spesso incontrano maggiori difficoltà nell’accesso a competenze altamente specializzate.

In un contesto segnato dalla doppia transizione – digitale ed ecologica – il capitale umano qualificato diventa sempre più un elemento strategico. Non basta produrre ricerca: occorre creare strumenti capaci di favorire il trasferimento delle conoscenze verso il tessuto produttivo, rendendo più fluido il dialogo tra università, centri di ricerca e imprese. È proprio su questo terreno che si gioca una parte importante della competitività dei territori e della capacità di trasformare idee e risultati scientifici in innovazione diffusa.

In questa direzione si inserisce la misura lanciata da Regione Lombardia, “Talenti – Trasferimento delle conoscenze”, strumento pensato per sostenere il passaggio di competenze, risultati della ricerca applicata e know-how dal mondo accademico al sistema delle imprese manifatturiere e dei servizi. L’obiettivo dell’intervento è ridurre una distanza storica: quella tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo. Il trasferimento tecnologico non riguarda soltanto brevetti o innovazioni ad alto contenuto scientifico, ma anche competenze, prototipi, scoperte e conoscenze che possono essere trasformate in processi, prodotti e modelli organizzativi in grado di aumentare la competitività delle imprese. La misura punta, dunque, a rendere più stabile il rapporto tra università e Pmi, costruendo connessioni destinate a proseguire oltre la durata dell’incentivo.

L’intervento sostiene economicamente l’inserimento nelle imprese lombarde di figure altamente qualificate, con l’obiettivo di rafforzare processi di innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica, con particolare attenzione ai temi dell’economia circolare e della sostenibilità. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a sette milioni di euro; possono accedere alla misura le piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel registro delle imprese, che dispongano di almeno una sede operativa in Lombardia o si impegnino ad attivarne una entro la fase di erogazione del contributo.

La misura è destinata a dottori di ricerca che, al momento della presentazione della domanda, abbiano concluso da non più di dodici mesi una collaborazione a termine con un organismo di ricerca formalmente conferita e finalizzata allo svolgimento di attività di ricerca. Una scelta che punta a intercettare professionalità ad alta qualificazione nel momento del passaggio tra esperienza accademica e inserimento nel mercato del lavoro, evitando la dispersione di competenze strategiche. Il contributo, a fondo perduto, coprirà fino al 70% dei costi ammissibili per le assunzioni stabili e fino al 60% per quelle a termine.

L’agevolazione massima prevista arriva fino a 56 mila euro annui per assunzioni a tempo pieno e indeterminato e fino a 48 mila euro annui per contratti a tempo determinato a tempo pieno. Ciascuna impresa potrà richiedere il sostegno per una sola assunzione. Per partecipare è necessario presentare domanda attraverso la piattaforma regionale “Bandi e Servizi”; le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento delle risorse disponibili.