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Investimenti esteri, la Lombardia accelera

Investimenti esteri, la Lombardia accelera

Le nuove assistenze del progetto Invest in Lombardy potrebbero generare nei prossimi tre anni quasi 4.800 posti di lavoro e 2,8 miliardi di euro di investimenti. Guidesi: “Obiettivo affermare la Lombardia come hub europeo e internazionale”

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In uno scenario internazionale caratterizzato da una crescente competizione per attrarre capitali e competenze, la capacità di richiamare investimenti esteri rappresenta uno degli indicatori più significativi della competitività di un territorio. La Lombardia continua a registrare risultati positivi in questo ambito, grazie a un sistema economico che mette insieme manifattura avanzata, ricerca, innovazione e filiere produttive altamente specializzate. Un contesto che continua ad attirare l’interesse di imprese internazionali intenzionate ad avviare nuovi insediamenti produttivi, centri di ricerca e attività ad alto valore aggiunto. È quanto emerge dagli ultimi dati del progetto Invest in Lombardy, che quest’anno ha preso in carico 81 nuove assistenze a favore di aziende estere interessate a investire sul territorio regionale. Secondo le stime, nell’arco di tre anni questi progetti potrebbero generare 4.788 nuovi posti di lavoro e investimenti complessivi pari a 2,799 miliardi di euro.

Le nuove assistenze confermano la crescente attrattività internazionale della Lombardia. I principali Paesi di provenienza degli investitori sono Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Svizzera e Turchia. Sul piano settoriale, il comparto fintech guida la classifica con 23 casi, seguito da Ict, industria e life sciences. Per quanto riguarda le funzioni aziendali, prevalgono gli investimenti nelle attività di produzione e di vendita, marketing e supporto tecnico, seguite dai servizi finanziari.

Una capacità di attrazione confermata anche da investimenti annunciati e già avviati da grandi gruppi internazionali. Tra questi, Nestlé investirà circa 560 milioni di euro in Italia per realizzare a Mantova un nuovo hub integrato che unirà uno stabilimento produttivo Nestlé Purina dedicato al pet food umido e un polo logistico al servizio di diversi marchi del gruppo. Rockwool, invece, ha acquisito un’area industriale di circa 40 ettari a Bertonico, nel lodigiano, dove realizzerà un impianto produttivo di ultima generazione progettato secondo elevati standard di efficienza tecnologica e sostenibilità ambientale. L’investimento consentirà di riportare alla produzione un’area industriale dismessa da quasi 30 anni, con ricadute in termini di occupazione e sviluppo industriale. L’attività di attrazione degli investimenti prosegue inoltre con continuità. Nell’ultima riunione operativa del 3 luglio sono state prese in carico altre cinque nuove assistenze che, nell’arco di tre anni, potrebbero tradursi in 155 milioni di euro di investimenti e nella creazione di dieci nuovi posti di lavoro.

“I numeri confermano il primato della Lombardia nell’attrazione degli investimenti esteri, ma non possiamo fermarci alla leadership nazionale: possiamo e dobbiamo migliorarci”, sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi. “Per questo”, prosegue, “abbiamo definito una nuova strategia di attrazione degli investimenti che vede Regione Lombardia assumere un ruolo sempre più proattivo nell’intercettare nuove opportunità e nel presentarsi agli investitori con ecosistemi completi, capaci di mettere a sistema ricerca, competenze, filiere di fornitura settoriale e innovazione. Parallelamente”, aggiunge, “abbiamo sviluppato una nuova politica industriale fondata sulle Zone di Innovazione e di Sviluppo, uno strumento che rafforzerà la competitività dei nostri territori e renderà la Lombardia ancora più attrattiva per gli investimenti ad alto valore aggiunto. Il nostro obiettivo è chiaro: affermare la Lombardia come hub europeo e internazionale per industria, innovazione e sviluppo”.

I risultati si inseriscono in un contesto che vede la Lombardia consolidare il proprio ruolo di principale motore economico del Paese. La regione genera oltre il 23% del Pil nazionale e realizza più di un quarto dell’export italiano. È inoltre la prima destinazione nazionale per gli investimenti diretti esteri: tra il 2021 e il 2025 ha attratto 448 dei 1.158 progetti complessivamente realizzati in Italia, mantenendo negli ultimi cinque anni una quota compresa tra il 35% e il 45% del totale nazionale. Secondo i dati di fDi Markets del Financial Times, nello stesso periodo la Lombardia ha registrato mediamente tra 85 e 90 nuovi investimenti esteri all’anno, con una crescita del 35% rispetto al quinquennio precedente. Dal 2020 al 2025 il progetto Invest in Lombardy, promosso da Regione Lombardia insieme alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e al sistema camerale lombardo, ha supportato oltre 1.400 aziende estere interessate a investire sul territorio.

“La priorità è attrarre progetti a più elevato valore aggiunto nelle filiere strategiche delle Scienze della vita, dell’Ict, del fintech e della microelettronica, riservando una particolare attenzione alle applicazioni Deep Tech”, evidenzia Elena Vasco, segretario generale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. “Vogliamo integrare questi investimenti con le filiere locali di Pmi e start-up, affinché know-how, brevetti e tecnologie possano tradursi in concreti progetti industriali. In questo percorso”, conclude, “i capitali esteri costituiscono un importante fattore abilitante. La Camera, anche grazie a un impiego sempre più avanzato della data market intelligence, opera per individuare nuove aziende internazionali e per accompagnare quelle già insediate sul territorio attraverso attività di retention, after care ed espansione”.