Sbarcare in Silicon Valley un tempo era la missione di tutti gli startupper europei che volevano compiere il grande salto; ora non più. Ha fatto sorridere l'aneddoto condiviso poche ore fa da Rafal Modrzewski, cofondatore di Iceye - la specialista in mini-satelliti SAR, che a basso costo garantiscono monitoraggio persistente di qualsiasi punto della Terra - nella tavola rotonda organizzata da Wave a Torino.
"Quando mi portarono per la prima volta a San Francisco mi dissero: 'Non può essere un Nokia. Devi avere un iPhone e devi indossare una maglietta nera'". Quasi un regolamento per fare buona figura. E per ricordarlo lui oggi indossa una maglietta nera, ma è rimasto qui.
Linda Rottenberg, fondatrice di Endeavor, la rete che cerca e sostiene dal 1997 imprenditori che vengono da luoghi dove il capitale non guarda, ha intervistato non solo Rafal, ma anche Luca Ferrari, cofondatore di Bending Spoons, e Aleksandr Konotopsky, fondatore di Ajax Systems - il più grande produttore europeo di sistemi di sicurezza, come rilevatori di movimento, sensori antifumo e videosorveglianza. Il filo rosso? Hanno resistito alle sirene della Silicon Valley e sono rimasti nel Vecchio Continente, costruendo qui il loro successo.
La scommessa di Endeavor
Diego Piacentini, advisor di Vento, ha aperto il tavolo "Proof From Elsewhere" dicendo di amare ciò che fa Endeavor e chiedendo a Rottenberg a che punto sia rispetto alla visione iniziale. Rottenberg è partita dal 1997, quando fuori dalla Silicon Valley il venture capital quasi non esisteva, in molte lingue mancava la parola "imprenditore" e non c'erano modelli locali. Raccontare in Brasile la storia di Steve Jobs e Steve Wozniak che fondano Apple non bastava: la reazione era che fosse una bella storia, ma lontana da chi "non ha nemmeno un garage". La tesi di Endeavor nasce da qui: il talento è ovunque, mentre capitale e opportunità no.
La rete opera oggi in 50 Paesi e ha selezionato oltre 3.100 imprenditori che generano più di 100 miliardi di dollari di ricavi. Gli unicorni e i decacorni (aziende valutate oltre 1 e oltre 10 miliardi di dollari) sono più di cento. Tre di quelle aziende sono sul palco, ha sottolineato, e provano ciò che Endeavor racconta da anni: "le grandi aziende vengono costruite altrove". Il messaggio ai fondatori è che "non devi spostarti; puoi restare e costruire".
Piacentini ha ricordato di essere stato scettico all'inizio: quando, nel 2014, Rottenberg gli propose di lanciare Endeavor Italia. Pensava che l'Italia, "un Paese del G7", non avesse bisogno di una non profit. Piacentini e altri sostenitori italiani accettarono alla fine, e la filiale compie 10 anni quest'anno.
Talento e concorrenza
Modrzewski ha spiegato che Iceye è partita da due presupposti. Il primo è che il talento è distribuito in modo uniforme nel mondo: l'idea che tutti gli ingegneri capaci vivano in una sola area geografica, ha detto, "non sembrava vera". Il fondatore ha studiato in Polonia, che con la Baia di San Francisco non ha nulla in comune, ma intorno a sé vedeva persone brillanti, preparate in matematica, fisica e ingegneria, e affamate. Il secondo presupposto è che restare in Europa significhi meno concorrenza per i talenti, perché nella Baia ogni ingegnere è conteso a ogni ora. Il flusso, ha aggiunto, si è in parte invertito: gli scrivono italiani, polacchi e greci che vivono a Seattle o in California e vogliono "tornare a casa".
La scelta di Milano, per Luca Ferrari, non è nata dall'inerzia. I fondatori arrivavano da un'altra startup e avevano deciso di ragionare sul luogo come su una strategia: "Ho ancora il documento Google con tutto", ha detto. Il motivo commerciale era trovare ottimi talenti con un livello di concorrenza più ragionevole. C'era però anche un aspetto che ha definito missionario: il mondo è migliore se conoscenza, ricchezza e opportunità sono distribuite in modo più uniforme. Ferrari non nega l'utilità di uno o due poli come la Silicon Valley. Il rischio, avverte, è un mondo in cui tutto ciò che conta accade in un solo posto: "non è un mondo sostenibile, nemmeno per chi vive in quel posto".
Il rovescio della medaglia, ha osservato, è che molti dei migliori se ne vanno presto. Bending Spoons recluta già durante gli studi universitari e vede il fenomeno da vicino: quando i ragazzi si laureano, una quota consistente è già partita, convinta che le opportunità siano altrove. Gli Stati Uniti hanno più startup interessanti, in questa lettura, perché hanno più talento disponibile.
Konotopsky ha spostato il discorso dalla geografia all'efficienza. L'Ucraina è Europa come l'Italia, ha ricordato, e offre molti ingegneri del software, mentre per l'ingegneria ottica o meccanica bisogna guardare ad altri Paesi europei e la manifattura si trova soprattutto in Asia. Ajax Systems ha clienti in 130 Paesi, ha spiegato, e sceglie dove produrre "senza alcun nazionalismo", perché i clienti vogliono un buon prodotto a un buon prezzo. Rottenberg ha ricordato che l'azienda ha mantenuto in Ucraina il polo di ingegneria durante la guerra. La produzione, ha aggiunto, è stata spostata a Dubai, in Turchia e in Vietnam, non negli Stati Uniti o in Cina. Konotopsky ha risposto "Probabilmente la velocità" a chi gli chiedeva perché l'Unione europea perda terreno rispetto a Stati Uniti e Cina. La sua ricetta prevede meno regolamentazione, un atteggiamento più favorevole agli imprenditori e meno tasse.
Scalare: crepe e cuscinetti
Rottenberg ha poi spostato il tavolo sul momento della crescita rapida. Ha ricordato che Iceye ha aperto sedi in India, Corea, Paesi Bassi e Portogallo e ha costruito una nuova sede in Polonia. La moderatrice ha chiesto a Modrzewski se qualcosa si rompa quando un'azienda cresce così in fretta. La sua regola è che "se non si rompe niente, probabilmente non stai andando abbastanza veloce": l'imprenditore spinge l'organizzazione fino al limite e rallenta appena qualcosa cede. Il paragone è finlandese: il mare ghiaccia e ci si cammina sopra finché le crepe restano piccole, ma una crepa lasciata aperta troppo a lungo diventa acqua libera.
Una sede in Giappone o in Portogallo non costa molto, ha spiegato, ma serve quella che chiama balance sheet optionality: molto denaro in cassa, per poter sbagliare e riprovare. "A meno di essere psicopatici", ha aggiunto, chi corre grandi rischi ha bisogno di una rete di sicurezza.
Ferrari ha descritto l'altra faccia della crescita, la quotazione. Bending Spoons è sbarcata al Nasdaq, la borsa tecnologica statunitense, 14 settimane fa. Il livello di interesse è "ossessivo" e non paragonabile a quello di una società privata, perché ora c'è chi guadagna o perde denaro in base a ciò che l'azienda fa. L'impegno dichiarato è non badare troppo al mercato, ma Ferrari ha ammesso che è presto per sapere se reggerà. La sua sintesi sullo stile di vita è stata: "dovrei dormire di più".
Konotopsky ha indicato nella qualità la leva culturale di Ajax: scegliere sempre il prodotto migliore rispetto al guadagno immediato attira gli ingegneri giusti, e questi, ha detto, "vogliono lavorare con altri grandi ingegneri". L'azienda ha costruito così squadre ingegneristiche solide in un mercato, quello dei sistemi di sicurezza, che Konotopsky ha definito noioso.
Il capitale: tre risposte
I tre hanno dato risposte diverse sul capitale. Modrzewski ha ricordato che i primi soldi di Iceye sono arrivati da San Francisco. Il suo consiglio è uscire dalla zona di comfort e provare a convincere fondi come Sequoia o Andreessen Horowitz, senza puntare soltanto sul capitale locale. Il capitale in Europa è aumentato, ha osservato, ma per restare competitivi bisogna raccoglierne di più, e il gioco finisce per riequilibrarsi.
Ferrari è stato più netto. Un grande progetto, se il fondatore è credibile e persistente, trova denaro in Europa quasi come ovunque. Il problema riguarda semmai i progetti di fascia grigia, poco interessanti, che negli Stati Uniti si finanziano comunque. La scusa del "non riesco a raccogliere" non lo convince: o l'idea, la credibilità e l'esecuzione hanno dei limiti, o manca la persistenza di piantarsi fuori dagli uffici dei fondi. Ferrari ha chiuso così: "lamentarsi non fa parte della descrizione del lavoro".
Konotopsky ha un'esperienza opposta. Ajax Systems ha raccolto una sola volta, 11 anni fa, 1 milione di dollari, e da allora si finanzia da sé: una scelta "all'antica", ha ammesso, e forse non quella giusta. Rottenberg ha notato che l'azienda è redditizia. Il criterio di Konotopsky è avere un ottimo prodotto e clienti che lo pagano, e il capitale per andare più veloci, se serve, si trova.
Gli esempi che servono
Ferrari ha affrontato anche il tema della restituzione. L'impatto maggiore, a suo avviso, si ottiene facendo benissimo il proprio lavoro. Ferrari ha chiesto chi abbia reso più persone appassionate di basket: Steph Curry o chi allena i ragazzini nei fine settimana? Un imprenditore nella posizione di Curry ha l'obbligo di essere "la versione dieci su dieci" di sé, e "sarebbe moralmente sbagliato" perdere la concentrazione. Konotopsky porta studenti ucraini di ingegneria al Consumer Electronics Show di Las Vegas per aprire loro gli occhi, come si aprirono i suoi a 25 anni, quando cominciò a viaggiare all'estero. L'obiettivo è "vedere il fuoco nei loro occhi".
Modrzewski ha ricordato come nacque Iceye: nel 2012 due studenti, in Finlandia, con un'idea considerata impossibile in Europa. La spinta venne da un professore giunto da Stanford, con un passato in Lockheed, a cui avevano presentato il progetto durante un corso. Il professore li cercò di persona: "So che sembra impossibile, ragazzi, ma è una buona idea: potete farcela e dovreste farlo". Quella frase, ha spiegato Modrzewski, cambiò la direzione dei loro pensieri, da "lasciamo perdere, è ridicolo" a "perché non proviamo?". I tre sul palco possono dire, ha concluso, che "è possibile molto più di quanto la gente creda".
Il punto, per Ferrari, è che servono esempi. Nessuno aveva corso il miglio in meno di quattro minuti, ha ricordato, e poi qualcuno ci è riuscito: "bisogna vedere che qualcosa è possibile prima di provarci". La scommessa di Ferrari e dei suoi soci era costruire un'azienda di livello mondiale con radici in Italia, perché persone più intelligenti e ambiziose di loro ne costruissero altre in Italia invece che a San Francisco o a New York.