Passerelle sospese, tunnel collegati alle finestre, ripiani a più livelli e reti che trasformano balconi e giardini in spazi protetti. Negli Stati Uniti i catio, strutture esterne pensate per permettere ai gatti di stare all’aria aperta senza muoversi liberamente nel quartiere, stanno diventando sempre più diffusi.
Il termine nasce dall’unione di “cat” e “patio” e identifica soluzioni molto diverse tra loro. Si va dai piccoli box montati fuori da una finestra fino a vere estensioni della casa, con percorsi sopraelevati, tira-graffi, ponti e aree di riposo. Una crescita che negli ultimi anni ha favorito anche la nascita di un piccolo mercato specializzato, fatto di modelli prefabbricati, installatori e aziende che realizzano strutture completamente su misura.
Uno dei nomi più noti del settore è Alan Breslauer, conosciuto online come “Catio Guy”. Nel 2017 ha lasciato il proprio lavoro nel marketing legale per dedicarsi alla costruzione di catio a Los Angeles. Da allora ne ha realizzati quasi 600 e alcuni dei progetti più complessi sono arrivati a costare circa 100 mila dollari. Secondo Breslauer, la domanda è cresciuta soprattutto durante la pandemia, quando molte famiglie hanno iniziato a investire di più sia negli spazi domestici sia nel benessere degli animali.
Dietro la diffusione dei catio, però, non c’è soltanto una nuova forma di attenzione verso gli animali domestici. Negli Stati Uniti il dibattito riguarda da tempo anche l’impatto dei gatti lasciati liberi all’esterno sulla fauna selvatica. I gatti domestici, anche quando vengono nutriti regolarmente, mantengono infatti un forte istinto predatorio. Uccelli, piccoli mammiferi, rettili e anfibi possono diventare prede. Una delle stime più citate, pubblicata nel 2013 su Nature Communications, calcolava che negli Stati Uniti i gatti liberi all’aperto uccidessero ogni anno almeno 1,3 miliardi di uccelli e 6,3 miliardi di mammiferi. Una quota rilevante è attribuita ai gatti senza proprietario, ma anche quelli domestici contribuiscono al fenomeno.
Per questo associazioni ambientaliste come Audubon promuovono da tempo soluzioni che limitino l’accesso incontrollato dei gatti all’esterno. I catio permettono agli animali di esporsi alla luce naturale, arrampicarsi, osservare e annusare l’ambiente circostante, mantenendo però una separazione fisica dalla fauna che vive nei giardini e nei quartieri. La protezione riguarda anche gli stessi gatti, che in questo modo risultano meno esposti a incidenti stradali, scontri con altri animali, sostanze tossiche e alcuni rischi sanitari.