L’intelligenza artificiale ha raggiunto un punto di svolta. Dopo una stagione caratterizzata dalla sperimentazione e dalla proliferazione di casi d’uso, per le imprese la priorità è sempre più chiara: trasformare gli investimenti in risultati concreti e misurabili. È un cambio di prospettiva che richiede di andare oltre l’applicazione dell’IA a singole attività per integrarla nei processi che determinano realmente le performance aziendali, ripensando insieme tecnologia, dati, organizzazione del lavoro e competenze. L’industria rappresenta uno dei terreni in cui questa evoluzione è più evidente. Nella manifattura, intelligenza artificiale, dati, simulazione e digital twin consentono di intervenire sull’intero ciclo produttivo: dalla progettazione all’industrializzazione, fino alla produzione, alla qualità e alla manutenzione. Il valore nasce dalla capacità di utilizzare queste tecnologie per anticipare criticità, ridurre tempi e complessità, aumentare produttività e qualità e accelerare l’innovazione. Va in questa direzione l’accordo con cui Stellantis ha avviato una partnership con Accenture per accelerare, attraverso le tecnologie Nvidia, l’utilizzo di digital twin abilitati dall’IA nella propria rete produttiva globale. Gli ambienti virtuali alimentati da dati in tempo reale permetteranno di simulare e validare soluzioni prima della loro implementazione, migliorando progressivamente le performance delle operations.
«Sull’intelligenza artificiale siamo ormai entrati in una fase nuova: non dobbiamo più dimostrare cosa la tecnologia è in grado di fare, ma quanto valore siamo capaci di generare attraverso di essa. Per le imprese significa superare la logica dei singoli casi d’uso e portare l’IA nel cuore dei processi, ripensando insieme tecnologia, organizzazione e lavoro. È lì che il potenziale diventa produttività, qualità, velocità, capacità di innovare e, quindi, crescita», dichiara Teodoro Lio, amministratore delegato di Accenture Italia.
La tecnologia, infatti, da sola non basta. Per generare valore deve poggiare su dati di qualità, infrastrutture adeguate e competenze, oltre a essere accompagnata da una reinvenzione del modello organizzativo. Un’integrazione tra tecnologia e trasformazione del business destinata a fare la differenza nella nuova fase dell’intelligenza artificiale.
Per l’industria italiana la posta in gioco è particolarmente alta: la sfida non è semplicemente utilizzare nuovi strumenti, ma trasformare un patrimonio unico di competenze industriali e capacità produttiva in una leva di crescita e competitività.