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CNH per un’agricoltura più intelligente

Francesca Protano, Head of technology strategy, Product innovation & Sustainability di CNH.
Francesca Protano, Head of technology strategy, Product innovation & Sustainability di CNH. 

Sensori, robot e algoritmi permettono alle macchine CNH di leggere le condizioni del campo e intervenire solo dove serve

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Solo il 3,5% delle terre emerse è coltivabile e quasi un terzo di questa superficie è già degradato. Da questa sottile striscia di pianeta dipende l’alimentazione di oltre 8 miliardi di persone. Agli agricoltori spetta la sfida di aumentare la produttività usando meno acqua e prodotti chimici, e facendo i conti con la carenza di manodopera. Il suolo diventa così sempre più rilevante per l’innovazione agricola, un’area in cui biologia, robotica, IA e macchine di nuova generazione convergono. Una trasformazione che vede protagonista CNH, azienda leader nella produzione di macchine agricole e per le costruzioni, a cui fanno capo marchi come Case IH, New Holland e Steyr. L’automazione è presente da anni nei campi, con sistemi che assistono l’operatore e svolgono alcune attività in autonomia. Oggi l’IA accelera questa evoluzione: sensori, software e algoritmi consentono alle macchine di leggere le condizioni, elaborare dati e adattare l’intervento in tempo reale.

«Il vero salto non è soltanto la potenza della macchina, ma la sua capacità di osservare, apprendere e sostenere decisioni migliori, ettaro dopo ettaro. La domanda decisiva non è più cosa può fare la tecnologia, ma come teniamo l’intelligenza umana al centro di ciò che la tecnologia rende possibile», spiega Francesca Protano, Head of technology strategy, Product innovation & Sustainability di CNH.

Nei campi, sensori e algoritmi riconoscono le piante infestanti e intervengono solo dove serve, riducendo fino al 60% l’impiego di erbicidi. Nei vigneti, robot ibridi ed elettrici a zero emissioni si muovono tra i filari e svolgono operazioni ripetitive, contribuendo a compensare la carenza di personale specializzato. La stessa accelerazione riguarda lo sviluppo delle tecnologie. IA predittiva, generativa e agentica possono lavorare insieme nella progettazione e nei test e supportare le decisioni sul campo. In alcuni ambiti, nei prossimi 12 mesi sarà possibile realizzare sviluppi che prima ne richiedevano 18 o 24.

«La sostenibilità e l’innovazione diventano un motore di performance: usare solo il seme, il fertilizzante e l’acqua realmente necessari si gnifica meno costi, meno impatto e più resa. Fare bene alla terra e fare bene all’impresa vanno nella stessa direzione», sottolinea Protano.

La maggiore autonomia delle macchine non riduce però il ruolo dell’agricoltore, anzi lo rafforza. L’approccio di CNH resta human driven: la tecnologia amplia la capacità di valutazione delle persone, senza sostituirla. E più gli strumenti diventano potenti, più contano le competenze per governarli. È dall’incontro tra biologia, meccanica, robotica e data science che prende forma il futuro dell’agricoltura.