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L’evento

“Forme di intelligenza”, torna il Pianeta Terra Festival 2026

Stefano Mancuso, direttore scientifico del Pianeta Terra Festival
Stefano Mancuso, direttore scientifico del Pianeta Terra Festival 

A Lucca fino all’11 ottobre la quinta edizione del festival diretto dal neuroscienziato Stefano Mancuso, dedicato quest’anno all’intelligenza (umana e non)

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Da oggi e fino a domenica 11 ottobre Pianeta Terra Festival ritorna in alcuni dei luoghi più suggestivi della città di Lucca: la Chiesa di San Francesco, Palazzo Ducale, l'Orto Botanico, Auditorium del Suffragio, Biblioteca Civica Agorà. Oltre 90 eventi in quattro giorni con biologi, zoologi, ecologi, neuroscienziati, fisici, informatici, ingegneri, filosofi, economisti, esperti di geopolitica, scrittori, giornalisti e artisti, che discuteranno le "forme di intelligenza"- Specialisti di diversa formazione che, da una parte, mostrano le molteplici declinazioni dell'intelligenza, umana e non, e dall'altra indagano la natura, le opportunità, i pericoli, le sfide che sta ponendo l'intelligenza artificiale su molti piani, non ultimo quello etico. Il festival organizzato da Editori Laterza e con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e di Sofidel (main sponsor), vede la collaborazione – tra gli altri - della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa.

Tra gli ospiti: Alessandro Arduino, Ferdinando Boero, Paola Bonfante, Antonio Bicchi, Marcello Ceccaroni, Sergio Della Sala, Davide "Boosta" Dileo, Marco Dorigo, Fausto Caruana, Lorenzo Cremonesi, Tim Flannery, Giulio Ferroni, Vittorio Gallese, Nicola Gardini, Piero Martin, Barbara Mazzolai, Luca Mercalli, Riccardo Milani, Telmo Pievani, Gino Roncaglia, Raffaella Rumiati, Gaetano Savatteri, Antonio Scurati, Gianluigi Simonetti, Michela Marzano, Daniela Perani, Giorgio Vallortigara, Walter Siti.

"Le intelligenze naturali emergono da processi biologici evolutivi; come tali sono coscienti, provano emozioni e hanno piena comprensione dei contesti, apprendono dall'esperienza diretta e possiedono intenzionalità autonoma - afferma Stefano Mancuso, il direttore scientifico del festival - Le intelligenze artificiali sono sistemi computazionali progettati dall'uomo, basati su algoritmi e dati. Eccellono in compiti anche molto difficili, ma mancano di vera comprensione, autoconsapevolezza e capacità di generalizzazione spontanea. L'intelligenza naturale è adattiva, creativa e radicata nell'esperienza corporea; quella artificiale è specializzata, deterministica e dipendente dalla programmazione umana. Insomma sono cose molto differenti ed è arrivato il momento di comprenderle alla radice".

Un concerto nell'Auditorium del Suffragio di Lucca (2025)
Un concerto nell'Auditorium del Suffragio di Lucca (2025) 

Una comprensione tanto più urgente perché, come suggerisce il presidente della casa editrice Laterza, Giuseppe Laterza, "chiedersi cos'è l'intelligenza significa, in ultimo, chiedersi cosa voglia dire essere umani. Intelligenza vuol dire capacità di operare a favore della convivenza, di stabilire anche limiti alla forza e all'accaparramento di risorse, diversamente da come sembrano suggerire diversi leader della scena internazionale. Pianeta Terra Festival ci ha abituati a comprendere come le dinamiche sane siano ben visibili dall'esempio offerto dalla natura. Sta a noi, ora più che mai, esercitare la nostra intelligenza in questa direzione. L'intelligenza artificiale, nuovo e potente protagonista del nostro tempo, offre e offrirà delle opportunità che dobbiamo saper cogliere senza però mai distrarci e vigilare sui rischi che può comportare."

“La crisi ecologica ci ricorda che l'intelligenza più necessaria è quella capace di riconoscere le relazioni. Per questo- dichiara il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Marsili – in questa quinta edizione, Pianeta Terra Festival chiama nuovamente scienza, filosofia, arte, tecnologia e istituzioni a confrontarsi perché nessuna disciplina, da sola, è in grado di interpretare la complessità del presente. Ma l'intelligenza è anche una forma di responsabilità: la capacità di trasformare l'informazione in conoscenza, la conoscenza in giudizio, il giudizio in cura del mondo comune. È in questa alleanza tra sapere, innovazione e coscienza che si gioca il futuro della Terra e della possibilità dei sapiens di abitarla e di consegnarla abitabile alle future generazioni."

Il festival si inaugura giovedì 8 ottobre, alle ore 16.30, nella Chiesa di San Francesco, con Lorenzo Casini Eugenio Giani, Giuseppe Laterza, Luigi Lazzareschi, Stefano Mancuso, Massimo Marsili, Mario Pardini, Marcello Pierucci, Valter Tamburini e Massimo Tononi, moderati da Eva Nuti. Sarà Stefano Mancuso, insieme alla docente di Arbicoltura Elisa Masi e al Ceo di Pnat Camilla Pandolfi, ad aprire il festival parlando dell'intelligenza che si manifesta nel mondo vegetale, quella ravvisabile nei comportamenti, nella difesa, nella comunicazione, nelle strategie di espansione, nella resistenza, nell'organizzazione, nella stessa evoluzione delle piante. In una parola, nella capacità delle piante di risolvere problemi.

Tra neuroscienze, etologia ed evoluzione, con il neuroscienziato Giorgio Vallortigara si indagherà l'intelligenza degli animali, i meccanismi che guidano il loro comportamento. Alle intelligenze umane (al plurale), ci introdurrà il filosofo della biologia ed evoluzionista Telmo Pievani, mostrando che la nostra intelligenza non ha una sua specifica esclusività (ogni specie è diversamente intelligente) e che il suo tratto distintivo è di renderci al contempo una specie molto creativa e molto distruttiva. Su un aspetto specifico e molto misterioso della nostra specie – il riso - indagherà il neuroscienziato Fausto Caruana e scopriremo che ha una funzione ben più importante di quella che immaginiamo.

Su un altro tratto misterioso della nostra specie - l'oblio - indaga il neuroscienziato cognitivo Sergio della Sala che ci stupirà nel mostrarci la necessità del nostro dimenticare. Dell'origine delle emozioni, della grammatica emotiva propria di ciascuna età della vita ci parlerà Daniela Perani, tra i neuroscienziati italiani più conosciuti a livello internazionale, accompagnandoci in un viaggio all'interno del cervello. Facendo interagire cultura e pregiudizi con le recenti ricerche nell'ambito delle neuroscienze, la psicobiologa Raffaella Rumiati verificherà se esiste una differenza e specificità della mente femminile rispetto a quella maschile, in barba ai più comuni stereotipi.

A proposito di specificità dell'intelligenza femminile, Ildegarda Di Bingen è un esempio straordinario di intelligenza integrale: la storica Maria Giuseppina Muzzarelli ne racconterà la vita, vedendo in lei una antesignana della concezione olistica della salute. Ma esistono degli aspetti della nostra umanità che restano irriducibilmente nostri, nello sviluppo inesorabile dell'IA? A rispondere sarà il neuroscienziato Pietro Pietrini, in un'indagine al confine tra cervello, mente e tecnologia, esplorando le radici biologiche della coscienza e il rapporto tra processi inconsci, decisione e responsabilità. Curiosamente l'udito è una nostra caratteristica distintiva. Il fisico Marco Sozzi, analizzando la fisica del suono, ne descrive le caratteristiche e ci mostra perché l'IA non riesce a riprodurre l'intelligenza dell'orecchio. Che l'intelligenza umana fiorisca essenzialmente nella relazione e nelle emozioni condivise è quanto dimostrerà il neuroscienziato Vittorio Gallese. Le spettacolari evoluzioni degli storni, i banchi di pesci, le colonie di formiche, i batteri, sono esempi di intelligenza collettiva. Ne parlerà il biologo Donato Grasso spiegando che sono sistemi in cui decisioni, memoria e adattamento emergono dalle interazioni tra molti individui senza alcun controllo centrale.

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