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iPhone SE e iPad Pro 9,7, più qualità in meno spazio

iPhone SE e iPad Pro 9,7, più qualità in meno spazio
Abbiamo provato sia il nuovo telefono "entry level", che fa rivivere la linea fortunata dell’iPhone 5, sia il tablet che completa la linea professionale di Apple. Sono tante le novità nascoste "sotto il cofano". Eccole
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“HO PROVATO l'iPhone SE. Era il settembre del 2012 e curiosamente aveva un altro nome: iPhone 5”. Questa è solo una delle battute che giravano alla fine del keynote del 21 marzo scorso, in quel di Cupertino, dopo che il CEO di Apple, Tim Cook, aveva annunciato il nuovo telefono Apple oltre all’iPad Pro da 9.7”. Un telefono nuovo, proprio così. Perché al netto dell'ironia questo iPhone SE, pur essendo esternamente identico a quello di due anni e mezzo fa (col suo schermo da 4 pollici, le linee squadrate e il dorso in metallo) dentro è tutto nuovo. Un dispositivo di ultima generazione. Si potrebbe quasi definire un iPhone 6 costretto nel corpo di un iPhone 5. Di sicuro un prodotto con il quale Apple prova a dare una risposta a chi cerca un dispositivo maneggevole, pratico, bello esteticamente (la versione 5 è indubbiamente quella dal design più riuscito), capace di fare tutto e - fattore non trascurabile - preferisce spendere qualcosa in meno per un prodotto della Mela. Per qualche vero spunto di innovazione, anche nel design, bisognerà attendere settembre/ottobre quando si prevede il lancio dell'’iPhone 7. Ed è facile immaginare che sarà tutta un’altra storia.

Il 4 pollici più potente di tutti. Allora, ricominciamo. Abbiamo provato l'iPhone SE (sigla che sta per Special Edition), stavolta per davvero. Il nostro è oro rosa, il nuovo colore che si aggiunge a grigio siderale, argento e oro. Prima osservazione: per chi ha preso l’occhio con il display da 4,7 dell’iPhone 6 o con uno schermo da 5 pollici riabituarsi al 4 pollici è spiazzante, almeno all’inizio. Smanettandoci per qualche ora poi ci si abitua. In fondo appena tre anni fa erano queste le dimensioni dei dispositivi mobili. Di sicuro chi ha un iPhone 6 o più grande non passerà all’SE come primo telefono ma chi possiede un 5 o un 5S ha invece diversi motivi per farlo. Vediamo perché.

Apple iPhone SE e iPad Pro 9.7, ecco come sono

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La batteria rassicura. Da fuori, dicevamo, l’SE è identico al 5 a parte una rifilatura sugli angoli. Quindi le cover del modello del 2012 si possono riciclare tranquillamente. Che altro resta del vecchio modello? Solo lo schermo retina da 4 pollici (1136 x 640 pixel). Per il resto è tutto diverso. Una sensazione netta per chi come noi ha usato a lungo l'iPhone 5: la batteria è assai migliorata rispetto a quella di tre anni fa che andava spesso in affanno e qualche volta ti lasciava per strada. Apple dichiara fino a 14 ore di conversazione, 10 giorni in standby, 13 ore di navigazione web e riproduzione video e 50 ore in riproduzione audio. E i primi giorni di utilizzo sembrano confermare questo salto in avanti. Il tutto grazie alla combinazione tra nuovo hardware e le ottimizzazioni introdotte da iOS 9.3. Comparto foto d'eccellenza. Tra gli altri benefici di questo mix, ed è quello che si percepisce subito, c'è la velocità: il dispositivo è scattante e reattivo. La differenza con il modello 5 si apprezza in ogni transizione. Merito soprattutto del "cuore" dello smartphone, il processore A9 a 64 bit con il coprocessore M9 per il rilevamento del movimento e 2 gb di RAM. Ma anche il resto della dotazione hardware è di ottimo livello, con molte caratteristiche simili alla versione 6: c’è la fotocamera principale da 12 megapixel, con retina flash (frontale 1,2 megapixel) e la possibilità di registrare video a 4K come l'iPhone 6s. C’è il touch ID (presente dal 5S) anche se manca il Touch 3D che offre opzioni rilevando la pressione delle dita. Grazie al nuovo iOS 9.3, troviamo Live Photos e l'opzione Night Shitft, che rende più caldi i colori dello schermo (limitando la luce blu) per non  mettere a rischio il sonno dell'utente che usa il cellulare prima di dormire. Pochi 16 gb di storage. Compare il modulo NFC che non esisteva - colpevolmente - sul modello 5S e adesso consente di poter effettuare pagamenti con Apple Pay, c’è il modulo LTE più potente, così come il Wifi. Non piacerà a molti, invece, la scelta di storage: un modello da 16 gb e uno da 64 (niente 128 gb quindi). In effetti l'unico senso che vi si può trovare sta nella necessità di tenere quanto più possibile basso il prezzo del modello entry level. Ma non vi è dubbio che un modello da 32 gb avrebbe spinto molti più possessori del vecchio iPhone 5 a passare al nuovo. Infine il prezzo: se in Usa costa 399 dollari, facendone l'iPhone meno costoso di sempre, in Italia il prezzo lievita - come sempre - e si attesta per il modello base da 16 gb a 509 euro per arrivare ai 609 del modello da 64 gb. Tutti disponibili da domani 5 aprile.
Il tablet definitivo. Sarà disponibile già da oggi, invece l’’iPad Pro da 9.7″, che abbiamo provato assieme all’iPhone SE. Possiamo definirlo come il top del tablet di casa Apple. Sì, perché se l’iPad pro da 12.9 ci aveva colpito per la sua capacità di sostituire un computer in quasi tutte le incombenze mettendo l’aspetto tablet in secondo piano a causa delle sue dimensioni generose, questo 9,7” s rivela un computer estremamente pratico (440 grammi, contro i 713 del 12,9”) pur restando un ottimo tablet (Apple ha venduto oltre 200 milioni di iPad di questa dimensione, un taglio che è di gran lunga il preferito degli utenti e questo dato qualcosa vorrà dire). Certo, è sempre questione di gusti, ognuno sceglie il dispositivo della grandezza che gli è più congeniale. Ma portarsi appresso un iPad della misura classica con la possibilità di usarlo come pc ha una sua ragion d’essere. Anche perché i motivi in termini di prestazioni hardware ci sono eccome.

True tone Display. Ma come l’iPad Pro 9.7” certamente si differenzia dal “fratello maggiore”? Ha qualcosa in meno e qualcosa in più. Lo schermo è più piccolo e con meno risoluzione del 12,9” (2048×1536 pixel contro 2732×2048) ma appare migliore di quello dell’iPad Air 2 (di cui ripropone la linea), risultando più luminoso, meno riflettente e con la novità della tecnologia True Tone display che regola dinamicamente il colore adattandolo alla luminosità dell’ambiente. Monta lo stesso processore A9x col coprocessore grafico M9 del modello più grande, anche se con la metà della RAM (2 contro 4). Identica la compatibilità con l’Apple Pencil, c’è l’audio pro con 4 altoparlanti, si può usare la Smart Keyboard con lo Smart Connector ed è uguale al Pro 12,9" anche autonomia della batteria: circa 10 ore con uso intensivo, un’oretta in meno se si naviga con la connessione cellulare.

Foto super e stabilizzate. Ma è la camera a lasciare indietro il modello più grande: questo piccolo Pro dispone di una camera molto performante, la stessa dell’iPhone 6. Si passa quindi dall’8 megapixel (1,2 quella frontale) del “grande” ai 12 megapixel della fotocamera principale (con flash True Tone per regolare dinamicamente il bianco) e 5 magapixel  di quella frontale (con flash Retina) del modello 9,7”. E la differenza nei risultati la apprezza anche un occhio meno allenato. Si possono fare Live Photos (contrariamente al 12,9), c’è anche la possibilità di filmare in 4K con un sistema di stabilizzazione di immagine alta qualità.  

Sorpresa: l'Apple Sim integrata. Naturalmente tutto questo hardware costa, siamo sempre in casa Apple: per portarsi a casa il modello solo WiFi da 32 GB ci vogliono 689 euro, 869 per quello da 128 GB e 1049 per quello da 256 GB; con l’aggiunta del modulo cellulare i prezzi sono rispettivamente 839 euro, 1019 e 1199. C’è poi un’ultima novità rispetto al modello più grande: nel modello cellular troviamo la Apple Sim integrata che consente quando si è all’estero (in oltre 100 paesi e aree geografiche) di agganciarsi alla rete di un operatore diverso da quello nazionale e di farlo direttamente dall’iPad. Un modulo che comunque non confligge con la scheda del nostro paese, basta scegliere quale usare. L’idea è buona ma per ora i prezzi degli operatori con cui è consorziata Apple risultano abbastanza vicini a quelli dei nostri operatori e quindi il risparmio non è ancora così marcato. Ma i viaggiatori stiano tranquilli: è solo questione di tempo. Basterà attendere che la concorrenza faccia il suo corso.