ROMA - Amnesty International, l'Unione americana per le libertà civili e Human Rights Watch, insieme ad altre organizzazioni e singole personalità, hanno lanciato un appello al presidente degli Usa Barack Obama invitandolo a porsi dal lato giusto della storia, concedendo la grazia a Edward Snowden, che rischierebbe altrimenti di passare decenni in carcere per aver preso posizione in favore dei diritti umani.
Alla vigilia della prima statunitense del film di Oliver Stone (prossimamente in uscita nelle sale italiane, distribuito da Bim e col patrocinio di Amnesty International Italia), le associazioni scendono in campo per chiedere all'inquilino della Casa Bianca, prima di concludere il suo mandato, di graziare l’ex contractor dell’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) che dal 2013 si trova in esilio in Russia.
"Credo, che riuscirà a fare di più Oliver (Stone, ndr) in due ore per Snowden, di quanto non sono riusciti a fare in tre anni i suoi avvocati'', ha dichiarato Ben Wizner, direttore di ACLU e legale di Snowden a Motherboard in occasione dell'anteprima del film.
In un'intervista al Guardian, l'ex consulente della Nsa collegato in videoconferenza da Mosca ha ribadito che rivelare i segreti della sorveglianza di massa americana e britannica non solo è stato moralmente giusto ma è stato fatto per il bene dei cittadini. Snowden è tuttora ricercato dalle autorità di Washington: accusato di spionaggio, rischia 30 anni di carcere.
Nelle ultime settimane la Pardon Snowden sta ac, campagna per chiedere il 'perdono' per la 'talpa' del Datagate, concesso in realtà molto raramente dai presidenti americani alla fine dei loro mandati.
"E' vero, le leggi sui libri dicono una cosa, - ha detto l'ex consulente della National security agency - ma forse è per questo che il potere di grazia esiste: per le eccezioni, per le cose che possono sembrare illegali sulla carta, ma che se le analizzi moralmente ed eticamente, se si guarda ai risultati, appaiono necessarie, vitali".
Alla vigilia della prima statunitense del film di Oliver Stone (prossimamente in uscita nelle sale italiane, distribuito da Bim e col patrocinio di Amnesty International Italia), le associazioni scendono in campo per chiedere all'inquilino della Casa Bianca, prima di concludere il suo mandato, di graziare l’ex contractor dell’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) che dal 2013 si trova in esilio in Russia.
"Credo, che riuscirà a fare di più Oliver (Stone, ndr) in due ore per Snowden, di quanto non sono riusciti a fare in tre anni i suoi avvocati'', ha dichiarato Ben Wizner, direttore di ACLU e legale di Snowden a Motherboard in occasione dell'anteprima del film.
In un'intervista al Guardian, l'ex consulente della Nsa collegato in videoconferenza da Mosca ha ribadito che rivelare i segreti della sorveglianza di massa americana e britannica non solo è stato moralmente giusto ma è stato fatto per il bene dei cittadini. Snowden è tuttora ricercato dalle autorità di Washington: accusato di spionaggio, rischia 30 anni di carcere.
Nelle ultime settimane la Pardon Snowden sta ac, campagna per chiedere il 'perdono' per la 'talpa' del Datagate, concesso in realtà molto raramente dai presidenti americani alla fine dei loro mandati.
"E' vero, le leggi sui libri dicono una cosa, - ha detto l'ex consulente della National security agency - ma forse è per questo che il potere di grazia esiste: per le eccezioni, per le cose che possono sembrare illegali sulla carta, ma che se le analizzi moralmente ed eticamente, se si guarda ai risultati, appaiono necessarie, vitali".