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Trasformarsi in "cyber nonni" aiuta la mente e previene l'Alzheimer

"Diventare social" è il primo consiglio nella lista di Assomensana. Dal 19 settembre la Settimana di prevenzione dell'invecchiamento mentale con 350 specialisti a disposizione degli iscritti
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ROMA - Post e tweet non restituiranno gli anni della giovinezza, ma aiutano a mantenere la mente in allenamento e a prevenire l'Alzheimer. Giuseppe Alfredo Iannoccari, docente di neuropsicologia alla statale di Milano e presidente di Assomensana, non ha dubbi: "Cimentarsi in nuove imprese e imparare a fare cose che si pensavano impossibili da realizzare è il primo passo per tenere la mente in allenamento".

Diventare dei "cybernonni", dunque, potrebbe essere un toccasana per la salute mentale, ma non molti over 65 hanno un profilo Facebook o Twitter. Nel Lazio soltanto il 22 per cento ne possiede uno e, secondo l'Istat, si tratta della regione d'Italia dove si ricorre più spesso a Internet.      

"Il cervello è un organo plastico e - spiega Iannoccari - subisce lo scorrere del tempo, evolvendosi in continuazione. A partire dai 28-30 anni, superato l'apice dell'efficienza mentale che si ha verso i 25 anni, si iniziano a perdere circa centomila neuroni al giorno. Questo significa che a 50 anni quasi un quarto del nostro potenziale nervoso se n'è andato". 

In occasione della Settimana di prevenzione dell'invecchiamento mentale, che si svolgerà in molte parti d'Italia dal 19 al 24 settembre e patrocinata dal Ministero della Salute, Assomensana metterà a disposizione più di 350 tra specialisti, psicologi, neurologi e geriatri per offrire una valutazione gratuita e per dare consigli utili per ostacolare il decadimento mentale.

I consigli. "Ci sono sei piccoli esercizi - spiega l'esperto - che aiutano la memoria, tengono in allenamento le capacità cognitive e riempiono gli spazi lasciati dai neuroni persi". Il primo della lista è "diventare social". Inviare una mail, navigare o scrivere un post su Facebook possono frenare l'Alzheimer e la demenza senile. Si suggerisce poi di "cacciare parole", scrivendo su un quaderno, per due giorni dieci minuti al giorno, tutte le parole che iniziano con la "a", passando poi alle altre lettere dell'alfabeto.

Può essere d'aiuto anche il "gioco del tre", cioè ripetere a tre persone diverse una bella notizia. La prima volta la racconteremo in modo confuso, la seconda saremo più precisi, mentre alla terza potremo dire di averla memorizzata. Fondamentali poi i vecchi rimedi come gli scacchi, le carte e il sudoku. Importante è anche "sovvertire le regole". Si è soliti mettere la crema con la mano destra? Per un po' 'alleniamò la sinistra. Infine, prima di andare a letto, si consiglia di ripensare alla giornata trascorsa. Non per fare un bilancio o per darsi un voto, ma per ripassare le cose fatte e le persone viste. Questa, forse, è l'unica indicazione che si segue anche se non consigliata da un medico.