Dalla scelta del ristorante al foodporn, il cibo è la star dei social
di ROSITA RIJTANO
La tecnologia sta cambiando il metodo in cui scegliamo i luoghi dove mangiare, in che maniera ne parliamo, e quali mezzi utilizziamo per condividere le nostre esperienze. Se ne è discusso durante la Social Media Week
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
ROMA - Immaginare una cena tipo nel 2030: il ristorante lo si sceglie cercando indicazioni sul web. Il pasto si ordina a casa attraverso un'applicazione o un bot, niente contanti: si paga con smartphone. Dieci minuti dopo alla nostra porta bussa un robot. E una volta imbandita la tavola, guai a toccare il piatto. Non prima della classica foto di rito da condividere istantaneamente su Facebook o Instagram. La tecnologia, in generale, e i social, in particolare, stanno cambiando sempre più il nostro rapporto con il cibo. Forse meno velocemente rispetto ad altri settori. Ma inesorabilmente. Una rivoluzione che tocca il metodo in cui scegliamo i luoghi dove mangiare, in che maniera ne parliamo, e quali mezzi utilizziamo per condividere le nostre esperienze. "Il paradigma è mutato completamente", dice Nerina di Nunzio, un passato nel mondo del cibo, e ora direttrice della sede romana dell'Istituto Europeo di Design, dove non a caso sta organizzando una serie di corsi per divulgare la cultura gastronomica.
Gi hashtag del cibo su Instagram
A essere stravolto è stato innanzitutto il modo in cui rispondiamo a una domanda semplice ma cruciale: quale ristorante scegliere? Perché dal suggerimento giusto o sbagliato possono dipendere le sorti di una serata. Se prima i consigli spettavano alla vicina di casa o all'amica, adesso c'è la Rete. Dai siti specializzati ai food blogger che delle recensioni hanno fatto una fonte di sostentamento. Innegabile: internet ha assunto un ruolo primario. Come dimostra una ricerca condotta da TradeLab, commissionata dalla rivista Mixer, e presentata alla Social Media Week: manifestazione che ha l'obiettivo di esplorare l'impatto culturale, sociale ed economico dei social network. Un’analisi che ha coinvolto circa 2mila consumatori italiani tra i 15 e i 65 anni, intervistati attraverso un questionario online. La scoperta: in cerca d'informazioni setaccia il web il 61,5% degli interpellati. Le notizie più preziose? Il livello dei prezzi, i commenti di altri consumatori e il tipo di cucina e di offerta. La fonte più utilizzata, in questo caso, è il sito istituzionale (62,5%). Segue Tripadvisor (62,3%) che stacca Facebook, fermo al 33,3% delle preferenze. "La Rete è importantissima: oggi è così che la gente si parla", commenta Cristiano Tomei, chef stellato del ristorante L'Imbuto. "Ho dei clienti di Singapore che mi hanno mandato degli amici australiani. Il passaparola è diventato social".
Pizza batte hamburger, su Instagram è il piatto più fotografato
Pizza batte hamburger dieci a uno. Su Instagram il piatto simbolo dell'italianità nel mondo è anche il cibo più fotografato. Con più di 17 milioni di scatti, la pizza conquista il podio della top ten dei cibi più presenti sul social da 300 milioni di utenti. La ricerca, promossa dallo chef Alessio Mecozzi, ha analizzato i trend culinari dei vari Paesi sul network fotografico. New York vanta il maggior numero di fotografie con hashtag #pizza (6,1%), il triplo di Napoli (2,1%), la patria della pizza. Negli Stati Uniti si consumano in media 13 kg di pizzaa testa all'anno, quasi il doppio rispetto all'Italia. La pizza è un prodotto conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, tanto che "l'arte dei pizzaiuoli napoletani" è in corsa per la candidatura a patrimonio culturale immateriale dell'Unesco 2015/2016. Al secondo posto il sushi, con oltre 13 milioni di scatti: qui Milano con il 2,7% di foto supera di poco Tokyo (2,4%). I macarons, i raffinati pasticcini di origine francese, sono più immortalati a Bangkok (8,7%) che a Parigi (6%). Al decimo posto l'hamburger, superato dal gelato. "Quando si parla di selfie - osserva lo chef Mecozzi - sono gli uomini i più propensi a scattarsi delle foto davanti ai piatti del ristorante. Le donne preferiscono i selfie con i dolci"
Altro versante, altre dinamiche: da noi l’abitudine a comprare cibi e bevande online è ancora poco diffusa. Ma il trend potrebbe crescere nei prossimi anni. "Considero la tecnologia un abilitatore di fenomeni già esistenti", ci spiega Daniele Contini, country manager per l’Italia di Just Eat, colosso delle consegne a domicilio che nel nostro paese conta 4800 ristoranti affiliati, sparsi in 400 città. "Infatti, dato che gli italiani sono delle persone tendenzialmente socievoli, stiamo riscontrando che anche nel food delivery il consumo è sociale. Nell'80% dei casi le persone non ordinano solo per se stesse, ma per l'intera compagnia. Si tratta, quindi, di un'occasione per stare insieme. L'hi-tech semplicemente facilita tutto il processo". Lo scorso luglio Just Eat ha iniziato a testare robot per la distribuzione, sulle strade di Londra. Si sostituiranno presto al pizza boy? "Al momento sono solo esperimenti, è un processo di lungo periodo", conclude Contini.
Piatto in tavola. Giù coltello e forchetta, in mano lo smartphone. Momento foto. Lo chiamano foodporn, tradotto è la propensione quasi ossessiva di fotografare tutto ciò che stiamo per assaporare. Per condividerlo sul social, prima di mangiarlo. Stando ai dati TradeLab, quando si va al ristorante, un intervistato su quattro pubblica immagini o video della propria esperienza nel locale. Un'abitudine per i più giovani. Per avere idea delle dimensioni del fenomeno, è sufficiente fare una ricerca su Instagram, piattaforma privilegiata quando si parla d'intrattenimento culinario. Con la parola chiave #foodporn vengono fuori 70,3 milioni di risultati. Una vera mania che sembra avere effetti non trascurabili sulla psiche. E di cui chef Tomei non è molto contento: "Il cibo è tangibilità", dice, "alcuni piatti vanno mangiati entro determinati tempi. Se no diventa come il sesso virtuale, solo una forma di onanismo".