Si tratta di una videochat in stile Chatroulette (''ma senza i pervertiti'', come ha specificato lo stesso ideatore al New Yorker che ha dedicato un profilo alla bizzarra coppia di ragazzini prodigio) che serve a conoscere gente a caso su internet. Si chiacchiera per un periodo di tempo determinato che si può estendere se è scattato il feeling. Se poi si trova reciproco interesse si può continuare a tenersi in contatto collegandosi su Snapchat. Nelle nuove versioni arriveranno anche dei filtri (età, genere, luogo, hashtag) per ritrovarsi di fronte qualcuno minimamente più profilato con cui chiacchierare. E una chat interna testuale.
Monkey, come funziona la videochat dei Millennial
Una velocissima procedura di profilazione e si può cominciare subito a videochattare con gli sconosciuti, allungando il tempo o passando su Snapchat. Se il feeling scatta, si ha la possibilità di allungare il tempo della conversazione. Oppure di collegarsi su Snapchat. Per il resto, Monkey - un'app per iOS messa a punto da una coppia di adolescenti, Ben Pasternak e Isaiah Turner - ricorda la vecchia Chatroulette. "Ma senza perversioni" assicura il primo, 18 anni, australiano trapiantato a New York e vecchia conoscenza del sottobosco dei bambini prodigio grazie a due creature: l'e-commerce Flogg e il giochino Impossible Rush. La nuova impresa è dunque un'app dei teenager costruita per i propri coetanei dove incontrare sconosciuti con cui confidarsi più che fra gli amici di scuola
Verrebbe insomma da battezzarla come un’app dai teenager per i teenager. Non è un caso che proprio Pasternak – una specie di piccolo genio: ha alle spalle l’app di ecommerce per bambini Flogg e un giochino per smartphone, Impossible Rush, che dopo il mezzo milione di download gli era valso l’interesse di colossi come Google e Facebook – la spieghi come un mezzo per ''colmare il vuoto dei giovani''. E proprio la genialità di Mark Zuckerberg sembra essersi impossessata di questo adolescente australiano che da Sydney si è spostato a New York per diventare Ceo di se stesso. Tanto che perfino John Maloney, già presidente di Tumblr, ha spedito un messaggio di congratulazioni dopo il decollo di Monkey. Una piattaforma, per il momento popolata da alcune centinaia di migliaia di utenti raccolti nell’arco di cinque settimane, dove l’età media è 17 anni.
''Mi piace pensarlo come un mondo sotterraneo agli adulti'', racconta il fondatore. Per il quale l’Abc News si è posta una domanda di quelle scottanti: ''Sarà il nuovo titano della tecnologia del futuro?''. Troppa grazia. Ma certo può essere un buon erede dei vari Zuckerberg, Evan Spiegel o Jack Dorsey.
''Monkey è esplosa all’improvviso, per questo la cosa più logica è focalizzarsi sull’app e mettere in pausa gli altri progetti'' racconta il programmatore che ha reclutato il socio Turner – che invece viene dal Maryland – mentre si trovava ancora in Australia, pescandolo fra i forum di hacking e coding. Ora vivono entrambi nella Grande mela, in un appartamento nel quartiere di Hell's Kitchen. Le idee sono molto chiare. E non è d’altronde un caso che ci siano molti finanziatori e business angel interessati a scommettere sulla videochat della scimmietta. ''Uno dei grandi problemi è che tutte le applicazioni distribuite sono costruite da un pugno di adulti – ha spiegato Turner a Mashable – mentre noi siamo entrambi creatori del progetto ma allo stesso tempo utenti finali dello stesso. Non esattamente come Snapchat''. Un vantaggio non da poco: creare una piattaforma rivolta a un pubblico di coetanei.
''Monkey è una comunità pulita'' risponde il giovanissimo fondatore – che insieme al socio ha lasciato la scuola e si lamenta di avere solo altri due anni per rimanere nella categoria dei teen – rispetto ai rischi sui contenuti. E in ogni caso i due hanno aperto un profilo su Snapchat dove offrono supporto immediato: se qualcosa non va, da pari a pari, mandi un messaggio a Ben e Isaiah.
Ben Pasternak, il volto social del teenager milionario
Al computer anche in metrò, non può che avere il volto e le abitudini di un millennial il giovane ''papà'' di Flogg. Sedici anni, australiano, Ben Pasternak ha già creato un business di successo con l'app - a metà tra i social network e l'e-shopping - che permette ai giovani come lui di darsi via ciò che non vogliono più e di conoscersi in base ai propri interessi. Dopo avere creato ''Impossible Rush'', gioco scaricato da più di un milione di utenti, ha raccolto due milioni di dollari per la startup che lo ha reso celebre anche su Tiwtter e Facebook, dove ogni giorno posta i suoi ''gol'' e i momenti della sua nuova vita da imprenditore a ManhattaN
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