''Il nostro scopo – ha spiegato al New York Times Rachel Racusen, direttore della comunicazione dell’azienda californiana – è mettere nelle condizioni migliori i media che lavorano con noi per creare uno spazio informativo sicuro''.
Le Fake news ingannano tutti, anche i più giovani
Dai social network ai siti passando per blog, forum e Google. Un'indagine ha sottoposto a quasi 8mila giovani statunitensi una serie di test per valutare le loro competenze in un ambito specifico: quello delle fake news e in generale delle bufale e dell'affidabilità online. I risultati sono sconfortanti: la stragrande maggioranza ha mostrato forti difficoltà a individuare una fonte credibile o l'autore di una storia così come a valutare l'attendibilità di una notizia o a trovare la soluzione a un argomento controverso se non palesemente falso usando i motori di ricerca. Sconosciuti anche il senso delle spunte blu di verifica sui social. Facile infine ingannarli lustrando la sezione "Chi siamo" dei siti.
Discover, per Snapchat, sta diventando un'ottima fonte di profitto grazie alle inserzioni pubblicitarie tarate sul target d'età degli utenti. L'allarme che ha portato i vertici del social network di Los Angeles a ripensare se stesso era scattato un anno fa, poco dopo l'attivazione della funzione Discover. Una donna, madre di un minorenne che passava molto tempo su Snapchat, aveva aperto una causa legale contro il social network accusandolo di ricorrere a scene di nudo e di violenza per attirare l’attenzione degli utenti e aumentare le visualizzazioni.
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In agenda Snapchat ha poi l'obiettivo che gli permetterebbe di distinguersi dai rivali Facebook e Twitter. In California l'idea è di portare avanti un controllo del materiale pubblicato che non generi critiche e polemiche come accade spesso in Rete.
Gli strumenti per difendersi dalle bufale online
In attesa che Facebook metta a punto le contromisure annunciate da Mark Zuckerberg in persona qualche giorno fa, esistono dei metodi fai-da-te per ripulire la bacheca. Il principale consiste in un'estensione per il browser Chrome battezzata BS Detector: etichetta i post provenienti da siti non attendibili con un'allerta. Fuori dai social si lancia invece Fake News Alert, un'altra estensione, mentre FiB è la più completa e fa leva su un algoritmo che analizza anche le immagini e i link di ogni genere, compresi quelli che conducono ai malware. Rimangono poi i numerosi siti di debunking in italiano e in inglese, da Bufale.net a Snopes, per gli utenti più proattivi e che desiderino verificare ciò che scorre sulle proprie timeline