Twitter ha inoltre annunciato di aver iniziato a identificare le persone che sono state bannate da altri utenti impedendo loro di creare nuovi account. I tweet di chi è stato bloccato continueranno ad esistere su Twitter ma non compariranno nella lista generale dei risultati delle ricerche.
Gli strumenti per difendersi dalle bufale online
In attesa che Facebook metta a punto le contromisure annunciate da Mark Zuckerberg in persona qualche giorno fa, esistono dei metodi fai-da-te per ripulire la bacheca. Il principale consiste in un'estensione per il browser Chrome battezzata BS Detector: etichetta i post provenienti da siti non attendibili con un'allerta. Fuori dai social si lancia invece Fake News Alert, un'altra estensione, mentre FiB è la più completa e fa leva su un algoritmo che analizza anche le immagini e i link di ogni genere, compresi quelli che conducono ai malware. Rimangono poi i numerosi siti di debunking in italiano e in inglese, da Bufale.net a Snopes, per gli utenti più proattivi e che desiderino verificare ciò che scorre sulle proprie timeline
Twitter e fake news, l'esperto: "Il nodo account multipli e i limiti degli algoritmi"
Gli articoli più offensivi di Breitbart News
Breitbart News, fondato nel 2007, è uno dei siti più letti al mondo: Alexa, la società che monitora il traffico sul web, lo posiziona tra i primi 250 indirizzi del globo. Il suo presidente esecutivo è stato, fino a poche settimane fa, Stephen Bannon, l'uomo scelto da Trump come consigliere e chief strategist alla Casa Bianca. In questa gallery una selezione degli articoli più offensivi comparsi sulle sue pagine recentemente.
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