Il modesto edificio che su Street View fa da sfondo al selfie di una pacifica famigliola di turisti è forse il luogo più sacro della democrazia americana: la Independence Hall di Philadelphia. Qui, nel 1776, fu stilata la Dichiarazione di Indipendenza e qui, nel 1787, fu discussa e poi firmata la Costituzione degli Stati Uniti.
Il sito, oggi patrimonio dell'Unesco, è stato anche teatro di un episodio imbarazzante, e, riletto oggi, piuttosto significativo. Nel 1783 la Independence Hall ospitava le sessioni del Congresso dei neonati Stati Uniti quando fu assaltata da una folla di circa 400 soldati inferociti che reclamavano la paga dopo aver combattuto (e vinto) la guerra d'indipendenza. Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori (oggi popolarissimo per il musical che gli ha dedicato Lin-Manuel Miranda), li convinse a levare l'assedio promettendogli che sarebbero stati ascoltati; ma poi di nascosto andò dal presidente dello Stato della Pennsylvania a chiedergli di mobilitare la milizia per disperdere i rivoltosi. Costui si rifiutò, e i delegati furono costretti a scappare e riunirsi altrove. A liquidare gli ammutinati ci pensarono le truppe di George Washington.
Fu soprattutto perché non si ripetessero episodi simili che al momento di diventare una vera e propria federazione, gli Stati Uniti decisero di darsi una capitale tutta nuova, in un distretto tutto suo, non sottoposto all'autorità di alcuno Stato dell'Unione. A Washington il Congresso si insediò in una sede ben più solenne, il Campidoglio, che nei successivi 238 anni sarebbe stato devastato una volta da nemici stranieri (gli inglesi, nel 1814) ma mai da sommosse o tentativi di colpi di stato made in Usa. Fino all'altro ieri.
Dalla newsletter Finalmente è Venerdì dell'8 gennaio 2021. Clicca qui per iscriverti, è gratis