Sul "Venerdì" del 27 agosto un'intervista esclusiva al regista che apre il Festival di Venezia con il suo nuovo film, ancora una volta una storia di maternità
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Una fotografa 40enne (Penélope Cruz) e una minorenne impaurita, entrambe incinte. Sono le due protagoniste di Madres paralelas, la nuova, attesissima, opera di Pedro Almodóvar che il primo settembre aprirà la 78ª Mostra del cinema di Venezia. Scritto durante il lockdown, il film tocca il anche tema della memoria collettiva e delle stragi franchiste ma "è essenzialmente un film sulla maternità", come racconta in esclusiva al Venerdì il regista spagnolo 71enne.
Intervistato a Madrid da Marco Cicala, Almodóvarripercorre vita e carriera, dai ricordi di un'infanzia felice con la madre Rosa e le sue amiche, alla passione per Raffaella Carrà, fino al sogno di realizzare prima o poi "un film di fantascienza alla Blade Runner".
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Sempre su questo numero del Venerdì, Natalia Aspesi e Giuliano Battiston rievocano l'Afghanistan che non c'è più, quando le donne erano protagoniste di una timida ma ostinata lotta per la liberazione e gli expat passavano le loro serate tra cibo francese e superalcolici all'Atmosphere, il più famoso locale per stranieri di Kabul.
Riccardo Staglianò è andato invece a Piacenza, polo italiano della logistica, per raccontare la lotta tra i sindacati di base alle prese con le nuove sfide legate a un settore dove le regole sono poche e poco rispettate.